Catullo e Lesbia/Traduzione/Parte terza. Riconciliazione/16. A Copone - CIV Ad Coponem

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Catullo e Lesbia/Traduzione/Parte terza. Riconciliazione/15. A Lesbia - CVII Ad Lesbiam

Catullo e Lesbia/Traduzione/Parte terza. Riconciliazione/17. Sugli annali di Volusio - XXXVII In annales Volusii IncludiIntestazione 9 gennaio 2016 75% Da definire

Gaio Valerio Catullo, Mario Rapisardi - Catullo e Lesbia (Antichità)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1875)
Traduzione - 16. A Copone - CIV Ad Coponem
Traduzione - 15. A Lesbia - CVII Ad Lesbiam Traduzione - 17. Sugli annali di Volusio - XXXVII In annales Volusii
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[CIV]

AD COPONEM.


Credis, me potuisse meæ maledicere vitæ,
     2Ambobus mihi quæ carior est oculis?

Non potui, nec, si potuissem, tam perdite amarem:
     4Sed tua, Copone, omina monstra facis.




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16.

A COPONE.


Credi, al mio ben maledir possa io mai
     2Che a me degli occhi miei più caro è assai?

No’l posso io già; nè, se il potessi, in core
     4Tanta mi brucerìa fiamma d’amore.

Scambi, Copon, le nostre parti, e a noi
     6La tua perfidia accusi e i falli tuoi.