Chi l'ha detto?/Parte prima/17

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§ 17. Consiglio, riprensione, esempio

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§ 17. Consiglio, riprensione, esempio
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§ 17.



Consiglio, riprensione, esempio





262.   On ne donne rien si libéralement que ses conseils.1

(La Rochefoucauld, Maximes, § CX).
perchè è molto più comodo, per soccorrere altrui, aprire la bocca che aprire.... per esempio, il portafogli.

I consigli poi hanno non solo il vantaggio di non costar niente, ma anche quello di esser facili, infatti

263.   La critique est aisée, et l’art est difficile.2

(Destouches, Le Glorieux, a. II, sc. 5).
Anche Alessandro Manzoni, scrivendo all’amico Gaetano Cattaneo per scusarsi con lui di avere fatto delle osservazioni a una sua scrittura ma di non aver saputo suggerire nulla di meglio, così [p. 71 modifica]cominciava la lettera: «Quegli che disse: to’ del legno e fanne uno tu, l’è staa on maladett; e l’altro che cantò: la critique est aisée et l’art est difficile, l’è minga staa de mincion nanca lù». (H. Prior, Ne pereant.... Alessandro Manzoni, documents inédites ou peu connus, Milano, 1919, pag. 9).

Ma il consiglio non è gradito a tutti. Il Metastasio così rimprovera i giovani inesperti ed insofferenti delle ammonizioni dei savii:

264.    Alme incaute, che torbide ancora
   Non provaste l’umane vicende,
   Ben lo veggo, vi spiace, v’offende
   Il consiglio d’un labbro fedel.
Confondete coll’utile il danno;
   Chi vi regge chiamate tiranno,
   Chi vi giova chiamate crudel.

(Achille in Sciro, a. I, sc. 7).

È chiaro che a tutti il biasimo naturalmente spiace, e per renderlo tollerabile se non gradito, occorre una certa arte; da questo ha avuto origine il motto che è stato applicato alla satira:

265.               Castigat ridendo mores.3

L’autore di questa frase è il letterato francese Jean de Santeuil (1630-1697), che la improvvisò per un busto del celebre arlecchino Domenico Biancolelli, chiamato in Francia con la sua compagnia di comici italiani dal card. Mazarino. Il fatto è così raccontato negli Anecdotes dramatiques, to. I (Paris, 1775), a pag. 104: «L’ancienne Troupe Italienne avoit eu pour devise ces paroles: Castigat ridendo mores; et voici comment elles furent données par Santeuil au célèbre Dominique, qui jouoit le rôle d’Arlequin dans cette troupe. Cet acteur avait envie d’avoir des vers latins de Santeuil, pour mettre au bas au buste d’Arlequin qui devoit décorer l’avant-scène de la Comédie Italienne. Sachant que le poëte ne vouloit pas se donner la peine d’en faire pour tout le monde, il imagina ce moyen pour en obtenir. Il s’habilla de son [p. 72 modifica]habit de théâtre, avec sa sangle et son épée de bois, prit un manteau qui le couvrait jusqu’aux talons; et ayant caché son petit chapeau, il se mit dans une chaise à porteur. Quand il fut à la porte de Santeuil, il heurta; en entrant il jeta son manteau à terre; et ayant pris son petit chapeau, il courut sans rien dire, d’un bout de la chambre à l’autre, en faisant des postures plaisantes. Santeuil étonné d’abord, et ensuite réjoui de ce qu’il voyoit, entra dans la plaisanterie, et courut lui-même dans tous les coins de sa chambre comme Arlequin; et puis ils se regardoient tous deux, faisant des grimaces pour se payer de la même monnoie. La scène ayant duré un peu de temps, Arlequin leva enfin son masque: et ils s’embrassèrent avec la joie de deux amis que se reconnoissent et sont charmés de se revoir. Santeuil lui fit sur le champ ce demi-vers: Castigat ridendo mores, et le renvoya fort satisfait de sa complaisance et de sa bonne humeur.» La frase fu poi adottata come motto dei due teatri parigini, la Comédie italienne e l’Opéra comique, e in Italia si leggeva sulla vòlta del San Carlino di Napoli, fondato nel 1770.

Attenti però a non biasimar troppo, chè la pietra non ricada sul capo a chi la gittò, o per dirla col Petrarca,

267.   Tal biasma altrui che sè stesso condanna.

cioè alcuni, biasimando gli altri, vengono a condannare sè stessi.

Però se buono è il consigliare, migliore talvolta è il rimproverare, ma ottima cosa è l’insegnare con l’esempio:

267.   Longum iter est per præcepta, breve et efficax per exempla.4

(L. Ann. Seneca il giovane, Epistole, ep. 6, 5).
  1. 262.   Niuna cosa si dà con tanta liberalità quanto i consigli.
  2. 263.   La critica è facile e l’arte è difficile.
  3. 265.   Ridendo corregge i costumi.
  4. 267.   Lunga è la via dell’insegnare per mezzo della teoria, breve ed efficace per mezzo dell’esempio.