Corano/Capitolo XXI

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Capitolo XXI

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Maometto - Corano (650)
Traduzione dall'arabo di Vincenzo Calza (1847)
Capitolo XXI
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[p. 159 modifica]CAPITOLO XXI. 159 li". Cosi noi retribuiremo ogni uomo che passai limiti, e clic non erede ai segni ilei suo Signore. Il gastigo dell'altro mondo sarà terribile , e per¬ manente. 1-28. Ignorano forse (gl'infedeli) quante generazioni abbiamo annientate di loro? essi calpestano la terra che quello hanno abitata. Vi sono in ciò dei se- „ni per chi è dotato d'intendimento, i r |29. So una parola del tuo Signore non fosse stata pronunciata prima (del gastigo) (I), il gastigo si sarebbe impossessato di loro, ed il momento fissato larebbe già venuto. 130. Sopporta con pazienza i loro discorsi, o celebra le lodi ilei tuo Signore prima dol nascere, e tramontar del sole, ed all'entrar della notte ; lodalo all’e- stremità dol giorno per essergli piacevole. 131. Non fissare gli occhi sui beni di cui li facciamo godere in questo mon¬ do, clic loro diamo per provarli. La porzione che il tuo Signore t'assegna vale più, ed è più durevole. 13-2. Ordina la preghiera alla tua famiglia, falla con applicazione ( senza stan¬ carti); noi non ti domandiamo alcun alimento; siamo noi cho ti alimentiamo. La ( buona) line è riservala alla pietó. 133. Essi dicono : Perchè non ei fa vedere un miracolo del suo Signoro? Ma non ne hanno essi una prova evidente in ciò che contengono le pagine de- gli antichi annali'.' 131. Se noi li avessimo annientati col nostro gastigo prima (della venuta di Maometto), avrebbero detto : Perché non ci hai mandato un apostolo? A- vremmo seguito i tuoi insegnamenti, anziché cadere neH'awilimento, o nel¬ l'obbrobrio. 135. Di': noi attendiamo la line. Attendetela ancor voi, ed apprenderete chi di noi tiene il sentiere dritto, e chi di noi é diretto. CAPITOLO XXI. I PROFETI (2). Dolo all» Mcceo. — 112 Versetti. In nome di Dio clemente, e misericordioso. 1. Il tempo si avvicina in cui gli uomini renderanno conto, e non ostante. immersi nella spensierataggine, si deviano. 2. Non ricevono mai una nuova ammonizione del loro Signore, senza che l'ascoltino per deriderla; 3. E ciò per leggerezza di cuore. 1 malvagi si dicono in segreto : E egli forse altra cosa che un uomo come noi? Assisterete forse alle sue stregonerie? E pure vedete che cosa sono. 4. Di' : Il mio Signore conosce idiscorsi tenuti in cielo, o sulla terra; egli sente, o sa tutto. 5. Dicono di più ; È un ammasso di sogni : è desso che l’ha inventato (I) Cioè, colla 'inalo differiva il gastigo. [i) Si tratta in questo capitolo di molti profeti. La tradizione porta che Maometto interrogato sul numero dei profeti dalla creazione del mondo in |*oi, ris|x>se clic ve ne lurouo centoventiquaUromila. di cui ireceutotredici erano inviati o as¬ sioli. [p. 160 modifica]IfiO (il Corano); 6 un poeta; che ci l'accia vedere un miracolo, come di aoostnii facevano. , 6. Niuna delle città che abbiamo distrutte ha creduto-, essi non credermir neppure. <>uiao 7._ Prima di te non abbiamo mandato che uomini che ricevevano delle rivolu¬ zioni. Domandatelo a quei che posseggono le Scritture, se voi non lo sapete" 8. Non demmo loro un corpo che potesse vivere senza nudrimenu. non eri" no immortali. 9. Abbiamo mantenutole promesse che loro avevamo fatte, e li abbiamo salvati insieme a quei checi ò piaciuto di salvare, ed abbiamo distrutti i tra¬ sgressori. 10. Vi abbiamo mandato un libro che contiene avvertimenti per voi. Ma non intenderete ragione ?. 11. Quante città colpevoli abbiamo rovesciate, c rimpiazzate con altre po¬ polazioni I 1-2. Quando hanno sentita la violenza denostri colpi, si scino posti a fu^eire dalle loro città. 1 13. Non fuggite; ritornate ai vostri godimenti, alle vostre case. Sarete in¬ terrogati. l i. Rispondevano : Cuai a noi! siamo stati malvagi. 13. E queste lamentazioni non cessarono llnchè non li avemmo distesi co¬ me il grano mietuto per disseccarsi. Iti. Non abbiamo creato il cielo e la terra, e tutto ciò ch'ò fra loro per diver¬ tirci. 17. Se avessimo voluto divertirci, avremmo trovato dei giuochi fra noi, so avessimo voluto farlo assolutamente. 18. Ma opponendo la verità al la bugio, essa la farà sparire, siccome sparisce realmente; e guai a voi per quello che attribuite a Dio! 19. A lui appartiene ogni essere del cielo . e della terra. Quei (1) che sono vicino a lui non isdegnano d'adorarlo, e non se ne stancano. 20. Celebrano le sue lodi giorno, e notte; non inventano alcuna cosa a ili lui carico. 21. Credono forse che i loro Dii siano Dii capaci di resuscitare i morti? 22. Se vi fosse altro Dio in ciclo, ed in terra, essi sarebbono già periti. La gloria del padrone del trono è al di sopra di ciò che gli attribuiscono. 2;). Non gli si potrà domandar conto delle sue azioni, ed egli domanderà conto delle loro. 21. Adorano (gli angeli) altre divinità fuori di Dio? Di'loro : Recatoci le prove. Tale 6 l’avvertimento dato a quei che sono con me, ed a quei che hanno vissuto prima di me; ma la maggiór parte di loro non conosce la verità, e si diparte (dagli avvisi che loro si danno). 2.v>. Non abbiamo mandato apostoli, cui non sia stalo rivelato che non v'ó altro Dio fuori di ine. Dunque adoratemi. 20. Dicono .- Il Misericordioso ha avuto figli; (gli angeli sono i suoi fiyli). Dio guardi! sono suoi servi onorati. 27. Non gli parlano mai i primi, od eseguiscono i suoi ordini. 28. Egli sa tutto ciò ch'ò davanti, e dietro di loro; non possono intercedere, 29. Fuorché per colui oh'ei loro permette, e tremano ili spavento dinanzi a lui. 30. E chiunque dicesse : Sono un Dio a fianco di Dio, avrebbe I' inferno per ricompensa. Cosi ricompensiamo i malvagi. (1) Gli angeli, ed i beati. [p. 161 modifica]CAPITOLO XXI. 161 31. Gl'infedeli non veggono che i cieli e la terra formavano una massa com¬ batta, e che l'abbiamo separati, dando la vita ad ogni cosa col mezzo dell’a- Miia? Non crederanno? 1 :t-2. Abbiamo poste sulla terra le montagne alTmch'essa non si muovesse con jssi. Abbiamo fatti degl'intervalli per servir loro di strade, affinchè possano dirigersi (1). 33. Del cielo n'abbiam fatta una volta solidamente costrutta, e nonostante si dipartono da’miracoli che racchiude. 34. Egli è che ha creato la notte, il giorno, il sole, e la luna ; ciascuno di questi astri corre in una sfera a parte.

i*>. Noi non abbiamo accordata la vita eterna ad alcuno prima di te. Se tu

morrai, crederanno essi d'esser immortali? 36. Ogni anima gusterà la morte. Noi vi proveremo col male e col bene, e sarete ricondotti a noi. 37. Quando gl'infedeli ti vedono, ti deridono. È quest'uomo, dicono, che parla de’vostri Dii (con dispezzo)? In quanto ad essi, non credono a ciò che si dico del Misericordioso. 38. L'uomo è stato creato di gran fretta (2) ; ma vi farò vedere i miei segni, e voi non cercherete ad accelerarli. 39. Diranno : E quando si compiranno le minaccio? ditelo, se siete sinceri. 40. Ah! se gl'infedeli sapessero l'ora in cui non potranno togliere il fuoco dal loro viso, nè dalle loro spalle (3), in cui non avranno alcun protettore ! .11. 11 gastigo li colpirà all'improvviso, e li renderà attoniti; non potranno allontanarlo, nè ottener dilazione. 42. Prima di te sono stati derisi anche degli apostoli ; ma il gastigo, oggetto delle derisioni, colpi i derisori. 43. Di’loro : (Ibi può difendervi notte e giorno (dai colpi) del Misericordio¬ se? e pure ossi volgono il tergo agli avvertimenti ! it. Hanno essi degli Dii per difenderli contro noi? Non potrebbero ajutarsi da loro stessi, e non saranno assistiti dai loro compagni (i). 45. Si, noi abbiamo fatto godere questi uomini, come pure i loro padri, dei beni di questo mondo, finché vivranno. Non vedono forse che veniamo nel paese (degl’infedeli) e che ne serriamo i conimi da ogni parte? Sono dunque 1 più forti? 46. Di'loro : Vi predico ciò che m'è stato rivelato; ma i sordi non sentono allorché loro si predica. 47. Se un sol soffio del gastigo di Dio li colpirà, grideranno : Guai a noi ! eravamo empj. 48. Stabiliremo le bilancie dell'equità il giorno della resurrezione. Niun ani¬ ma sarà trattata ingiustamente, quand'anche ciò che dovessimo produrre delle sue opere fosse del peso d’un grano di senapa, «asterà per farci stabilire quel conto. V.) Abbiamo dato a Mosè ed Aronne la distinzione della luce (5), ed un av¬ vertimento per quei che temono, SO. Glie temono il loro Signore in segreto, e tremano al ricordarsi dell’ora. (1) Cioè, affinché possano giungere al termine de’loro viaggi senza smarrirsi. (2) Cioè, pronto, al impetuoso. i5) Cioè, clic il fuoco pii avvilupperà da tutte le [arti. 1: Cioè, dalle divinila clic danno per con>|>agni a Dio. (5) Ogni libro divino contiene la distinzione, la luce, c l'avvertimento, iu quanto che distingue il lecito dall'illecito, che guida gli uomini verso la verità, e che li minaccia. 162 I [p. 162 modifica]L CUBANO, 51. E questo libro è un avvertimento benedetto ch'abbinimi , , l'alto. Non vorrete conoscerlo ? abbiamo "l,uld<lU' «W- 58. Avevamo già data dapprima la direzione ad Abramo, e lo conoscevamo 5J. Quando disse al suo padre, ed al suo popolo : Che significano «iuS statue rbe adorate con tanto fervore’ queste . . « . -o ? i’egli ba creato, cu io ne laccio testimonianza. 58. Lo giuro per Ilio, farò uno scherzo ai vostri idoli tostochò sarete partiti. t>9. E li lece in pezzi,.luorchè il più grande, acciocché se la sentissero con esso. 60. Dissero : Colui che ba agito cosi colle nostre divinità è al certo un cattivo. nostri DH* abl)iiimo mteso un S‘°vane chiamato Abramo che parlava malo dei 62. Conducetelo, dissero gli altri, in presenza dì tutti, affinchè tutti sieu te¬ stimoni ( del suo gastigo). 63. Dissero : Sei tu, o Àbramo, che hai cosi spezziti i nostri Dii? 64. Ecco il più grande degl’idoli; interrogateli per vedere se parlano. 65. E si dissero fra loro : In verità, voi siete empi. 66. Poi tornarono ai loro antichi errori, e dissero ad Abramo : Tu sai bene che gl'idoli non parlano. 67. Adorerete dunque, a fianco di Dio, ciò che non può esservi utile a nulla, nò nuocervi! Vergogna su voi, c su ciò che adorate a fianco di Dio! non lo ca¬ pirete? 66. Bruciatelo, gridarono, e venite in ajuto de’nostri Dii, se bisogna assolu¬ tamente punirlo. 69. E noi abbiam detto : 0 fuoco! siigli innocuo! Clic la pace sia sopra Abramo ! 70. Essi hanno voluto tendergli insidie; ma noi le abbiamo fatte mancare. 71. Lo salvammo, insieme a Lotli, e li trasportammo in uu paese i di cui uomini avevamo benedetti tutti. 72. Gli demmo Isacco, e Giacobbe, come un favore soprabbondante, e li rendemmo giusti. 73. Li istituimmo capi, per condurre gli uomini, ed abbiamo loro ispirato la pratica delle buone opere, l'adempimento della preghiera, ed il far l'elemo¬ sina; e ci adoravano. 74. Demmo a Lotli la scienza, eia saviezza; lo salvammo dalla città che commetteva delle turpitudini. Certamente,era un popolo malvagio, e perverso] 75. Lo mettemmo a parte della nostra misericordia, poiché era nel numero de'giusti. 76. Ricordati di Noè quando gridò verso di noi; l’esaudimmo, e lo salvam¬ mo colla famiglia dalla grande calamità. 77. L'abbiamo protetto contro un popolo cattivo! noi abbiamo sommersi tutti (gl'increduli). 78. Rammentati anche di Davidde, e di Salomone} quando pronunciavano una sentenza risguardante un campo che gli armenti a’una famiglia avevano danneggiato. Noi eravamo presenti al loro giudizio. 79. Demmo a Salomone l'intelligenza di quest’affare (1), e ad ambidtie la (1) Ecco la spiegazione di questo passo : Alcune pecore avevano fallo de'danni [p. 163 modifica]CAPITOLO XXI. 103 ► scienza, e la saviezza, ed obbligammo le montagne, e gli augelli a cantare con Davidde le nostre lodi. ho. Insegnammo a Davidde l'arte ili formare le corazze (I); fu per mettervi al sicuro delle violenze che operate fra voi. Non sarete riconoscenti? st. Sottomettemmo a Salomone il vento impetuoso per soffiare ai suoi .or¬ dini verso il paese ch’abbiam benedetto ; noi sapevamo tutto. > K-2. K fra i demonj gliene sottoponemmo di quei che andavano iu fondo al mare per pescare le perle per lui, ed eseguivano altri ordini ancora, ^sorve¬ gliavamo noi stessi. 83. Rammentati di Giobbe (piando gridò al suo Signore : Ecco ch'io sono colpito dalla disgrazia; ma tu sei il più compassionevole dei compassionevoli. 81. L'esaudimmo, e lo liberammo dal male che l'opprimeva; lo restituimmo alla sua famiglia, e ne aggiungemmo una nuova per opera della nostra mise¬ ricordia, e per servire di avvertimento a quei che ci adorano. 85. Ricordati d’Ismaele, d'Edris, e di Dliulkell (2), che tutti soffrivano con pazienza. «li. Li ponemmo a parto della nostra misericordia, perchè erano giusti. 87. E Diminuii (3) ancora, che se ne andò pieno di sdegno, e credeva che non avevamo più alcun potere su di lui. Ma gridò quindi a noi dal seno del¬ l'oscurità (i) : Non vi è altro Dio che te. Gloria a te! Gloria a te! sono stato del numero degli ingiusti. 88. L'esaudimmo, e lo liberammo dallalllizione. Cosi noi liberiamo i cre¬ denti. si). Ricordati ili Zaccaria quando gridò al Signore : Signore non mi lasciar solo, tu sei il migliore degli eredi (fi). !H). L'esaudimmo, e gli demmo laliia ( Giovanni ) c rendemmo sua moglie in¬ cinta. Cercavano di gareggiare nelle buone opere, c’invocavano con amore e con timore, e s'umiliavano dinanzi a noi. 91. Soffiammo il nostro spirito a colei clic ha conservata la sua verginità; la stabilimmo, essa, e suo liglio, per un segno all'universo. 92. Tutte queste religioni erano una sola religione. Io sono il vostro Signo¬ re, adoratemi. H3. Essi (gli uomini) hanno formato degli scismi fra loro; ma tutti torne¬ ranno a noi. 9i. Chi farà il bene, o sarà nel tempo stesso credente, i suoi sforzi saranno considerati ; noi scriviamo le sue opero. nel campo d'un coltivatore; questi fece chiamare il proprietario dell'armento di¬ nanzi a Davidde, clic decise che il coltivatore si prenderebbe le pecore iu compenso de'danni ch'esse avean cagionati. Salomone presente a uuesto giudizio, ed all'età allora di undici anni, fu ili parere che era più ragionevole di dare al coltivatore il solo frutto delle pecore, cioè la lana, il latte, gli itgnelli, e che gli apparterrebbero per tutto il tempo sufficiente a compensare le sue perdite. Davidde approvò il giu¬ dizio di suo tiglio. (I) Secondo la tradizione musulmana, Davidde sarebbe stato il primo ad inven¬ tare la sopravveste ili maglia invece delle corazze a bande di ferro. Si dice che il ferro nelle sue mani diveniva flessibile come la cera. (3) Non si sa a quale dei profeti conosciuti nelle Scritture corrisponde DlmUcrfl. I Questa parola vuol dire ; umno di mortificazioni. (3) Diminuii, possessore di pesce. Sotto questo nome si riconosce il profeta lio¬ nata. (t). Cioè, dal ventre del pesce che l’aveva inghiottito. (;>) Ved. cap. 3, vers. 33, e cap. 19 vers. I- e seg. Kit IL CO