Corano/Capitolo XVIII

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Capitolo XVIII

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Maometto - Corano (650)
Traduzione dall'arabo di Vincenzo Calza (1847)
Capitolo XVIII
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[p. 143 modifica]CAPITOLO XY111. LA CAVERNA. (1) Dato n Medimi. — 110 Versetti. In nome di Dio clemente, e misericordioso. \. Lodi a Dio, clic ha mandato al suo servo il Libro in cui non vi sono tor¬ tuosità, 2. Un libro dritto, destinato a minacciare gli nomini «l’un gastigo terribile da parte di Dio, e ad annunziare ai credenti, che fanno il bene, una ricompensa di cui godranno eternamente. 3. Ad avvertire a quei che dicono : Dio ha un liglio. 4. Essi non lo sanno all'atto, piti che non lo sapevano i loro padri. La parola che sorte dalla lor bocca è un peccato enorme ; e una bugia (2). 5. Se non credono a questo libro ( il dorano ) tu sei capace di soccombere dal dispiacere per cagion loro. (i. Tutto ciò che serve di ornamento alla terra, rabfiiamo dato per provaro gli uomini, per sapere chi di loro si condurrà meglio. 7. Mali riduciamo in polvere (tutti questi ornamenti). 8. Hai tu rimarcato che l'istoria de’compagni della caverna, e d'AI-Rakim, è uno de'nostri segni e una cosa straordinaria? (3). 9. Quando questi giovani si furono ritirati, gridarono : Signore, accordaci la tua misericordia, ed assicuraci la direzione della nostra condotta. 10. Li abbiamo assorditi nella caverna per molti anni. 11. Quindi li facemmo sentire «li nuovo per vedere chi di loro saprebbe me¬ glio contare il tempo che vi erano rimasti. 12. Noi ti raccontiamo la loro storia con tutta verità. Erano dei giovani che credevano in Dio, ed a’quali abbiamo anche dato i mezzi di seguire la via retta. 13. Fortificammo i lor cuori, quando (condotti dinanzi al sovrano) (A) si alzarono in piedi. e dissero : Il nostro padrone è il padrone dei cieli, e della terra; non invocheremo altro Dio che lui, altrimenti commetteremmo un gran delitto. l i. I nostri concittadini adorano altre divinità; possono essi mostrare alcu¬ na prova evidente in favore del loro culto? Havvi mai più colpevole di chi ha fabbricato una bugia riguardo a Dio? ir». Si dissero allora l'un l'altro: Se voi li abbandonaste, come pure gl'i¬ doli che adorano a fiancò di Dio, e se vi ritiraste in una caverna. Dio vi accor¬ derebbe la sua grazia, e disporrebbe per lo meglio le vostre cose. !0. Avresti veduto il sole, quando sortiva, passare a dritta dell'ingresso della caverna, e (piando tramontava, allontanarsi a sinistra: ed essi si trova¬ vano in un punto spazioso della caverna. È un miracolo di Dio. Quegli che (1) Questo capitolo ù inlilolato la Caverna, perchè si tratta della Caverna dei Sette Dormienti. (2) Cioè, ò un peccato enorme di dire : Dio ha un figlio. (5) Non si è d'accordo sul significato della parola rakim. Alcuni credono clic sia il nome del cane dei Sette-Dormienti ; altri il nome di uua tavola su cui erano i no- mi di quei che s'erano ritirati nella caverna. (4) I Sette Dormienti, di cui si tratta qui, dovevano essere giovani di buone famiglie di Efeso, sotto il regno dell'imperatore Devio, che i commentatori chiamano I>cr errore Deciano. Ili il c [p. 144 modifica]oiiano , Dio dirige à ben diretto; ma quegli ohe Dio smarrisce, non potrà trovare nò protettore, nè guida. IIL 17. Avresti creduto che vegliavano, eppure dormivano; li scuotevamo rivol gendoh ora a dritta, ed ora a sinistra ; ed il loro cane era addormentato colin zampe distese allo ingresso della caverna. Se, arrivando all'improvviso tu eli avessi veduti in tale stato, saresti tornato indietro fuggendo, intirizzito ila lì,, spavento. ’ u 18. Quindi noi li svegliammo, acciò s’interrogassero a vicenda. Uno di loro domandò : Quanto tiunpo siete rimasti qui ? Un [nomo, rispose l’altro, o una sola parto del giorno. Dio sa meglio di tutti, soggiunsero gli altri, il tempo che avete passato qui (I). Mandate qualcuno di voi in città con questo danaro • cerchi i migliori cibi, e ve ne rechi per vostro nutrimento, ma che si conduca con civiltà, e non discuopra a veruno il vostro ritiro: 10. Poichò se gli abitanti lo conoscessero, vi lapiderebbero ovvero vi co¬ stringerebbero ad abbracciare la loro fede. Allora sparirebbe ogni felicità per 20. Si fece conoscere ai loro concittadini quest’avventura, affinché appren¬ dessero che le promesse di Dio sono veraci, e che non v’è alcun dubbio sulla venuta dell’ora. Essi si disputavano su queste promesse. Fabbrichiamo un'e- difizio sopra ( la caverna ). Dio conosce meglio di chicchessia la verità sul conto loro. Quei, il cui parere prevalse, dissero : V'inalzeremo una cappella. 21. Si disputerà sul loro numero. Chi dirà : Eran tre, ed il cane era il quar¬ to. Chi dirà : Erano cinque, ed il cane il sesto. S'indagherà il mistero. Chi di¬ rà : Erano sette, ed il cane l'ottavo. Di' : Dio sa meglio di tutti (ìuanti erano. Vi son ben pochi che lo sanno. 22. Perciò non disputar punto su ciò, se non è per far mostra, e non doman¬ dare su ciò, il parere ( di alcun cristiano). 23. Non dirò mai : Farò tal cosa domani, senza aggiungervi, se Dio vuole. Rammentati di Dio, se mai lo dimentichi, e di' : Forse Dio mi dirigerà alla vera conoscenza di questa avventura (2). 21. Questi giovani restarono nella caverna trecent'anni, e più nove. 2,'i. Di' : Dio sa meglio di chiunque quanto tempo vi stettero; i segreti dei cieli e terra gli appartengano : Quanto vede bene! quanto sente bene! Gli uo¬ mini non hanno altro protettore; Dio non associa alcuno ne'suoi decreti. 26. Rivela ciò che ti ò stato rivelato del Libro di Dio; non v'è alcuno capace di cambiare le sue parole; fuori che in lui tu non troverai refugio. 27. Mostrati paziente con quei ch'invocano il Signore mattina, e sera, e desi¬ derano i suoi sguardi. Non distorre gli occhi da essi per ricercare il brio di questo mondo, e non obbedire a colui che abbiamo reso disamorato di noi, che sedile lo sue inclinazioni, e le di cui azioni non sono che un eccesso. 28. Di’ : La verità viene da Dio; chi vuol credere, eroda, e chi vuol essere infedele, lo sia. Noi abbiamo preparato per gl'empj il fuoco che li circon¬ derà da tutte le parti. Quando imploreranno soccorso, loro si darà acqua bol¬ li) Ogni qualvolta nel Corano una persona fa una domanda ai suoi compagni, invece d'impiegare il pronome noi parla alla seconda persona del plurale, an¬ corché Taccia narte dei compagni. Cosi, per conservare questa particolarità del testo arabo, abbiamo tradotto : Quanto tempo siete rimasti qut ? invece di, siamo rimasti qui ? (2) Maometto, interrogato dagli ebrei sui Sette Dormienti, promise di rispon¬ der loro il giorno seguente, dimenticando d’aggiungere : Se piace a Dio. In gastigo di quesl'oblio, la rivelazione si lece attendere alcuni giorni. [p. 145 modifica]CAPITOLO XVIII. 1*54 lente conio il metallo fuso che loro abbrucerà la faccia ! Che bevanda detesta¬ bile! Che orribile luogo di riposo (I). 2'.». Uuei ch’avranno creduto, e praticato opere buone certamente, che n»n faremo mancare la ricompensa di chi avrà agito meglio. 30. A questi i giardini in Eden; scorreranno uelle acque sotto i loro piedi; si adorneranno di braccialetti d’oro, si vestiranno di stoffe verdi di seta, assisi appoggiati su dei sedili. Che bella ricompensa! Che luogo di riposo meravi¬ glioso! 31. Proponi loro in parabola quei due uomini : Ad uno ili essi demmo due giardini piantati di viti ; circondammo questi giardini di alberi dj palme, e fra idue giardini ponemmo dei campi seminati. Ambedue i giardini produssero frutta, e non lurono sterili. .1-2. Facemmo scorrere un fiume in mezzo a questi giardini. Quest'uomo rac¬ colse gran quantità di frutta, e parlando col suo vicino gli disso : lo sono più ricco di te, ed ho una famiglia più numerosa. 33. Entrò nel suo giardino colpevole verso se stesso, e gridò : Io credo che questo giardino non perirà mai. 34. lo non credo che l'ora arriverà mai; e se io ritornassi dinanzi a Dio avrò in cambio un altro giardino anche più bello di questo. - 35. Il suo amico, mentre cosi parlavano . gli disse : Non credi tu in colui che t'ha creato dalla terra, poi dallo speme (2), e che ti ha date le proporzioni perfette d'uomo? 30. In quanto a me, Dio è il mio Signore, e non gli assoderò alcun altro. 37. Perchè non dici piuttosto, entrando nel tuo giardino : Sarà quel che Dio vorrà; non vi è forzase non in Dio. Benché tu mi vegga più povero, e con me¬ no figli, 38. Forse Dio m'accorderà qualche cosa che valerà più del tuo giardino ; farà cadere dei fulmini dal cielo, ed un bel giorno sarai ridotto in stenle polve. 39. Le acque che lo bagnano possono sperdersi sotto terra, dove non potrai ritrovarle. 40. Ij! possidenze deH'incredulo furono distrutte con tutte le frutta. Egli si torceva le mani, deplorando le spese fatte, poiché le viti restavano sui pali spogliate delle loro trutta, e gridava : Dio volesse che non gli avessi associato altro Dio! 41. Non vi era alcun esercito che avesse potuto soccorrerlo contro Dio; egli non troverà verun soccorso. 42. Il proteggere non appartiene che a Dio solo, il Dio vero. Egli sa ricom¬ pensare meglio di chiunque, c procurare il più opportuno spediente. 43. Proponi loro la parabola della vita mondana. Essa rassomiglia all'acqua che facciamo piovere dal cielo ; le piante della terra s’immischiano con essa; l'indomane sono secche; i venti le disperdono. Poiché Dio è onnipotente. 44. Le ricchezze, ed i figli sono gli ornamenti della vita mondana; ma le buone opere che restano ottengono presso il tuo Signore una ricompensa mi¬ gliora , e danno più belle speranze. 4r>. Un giorno quando faremo camminare le montagne , vedrai la terra li¬ vellata come una pianura : riuniremo tutti gli uomini, senza scordarne un solo. 10. Compariranno innanzi il tuo Signore disposti per ordine. Dio dirà loro : (1 ! Di parola del testo è mortefik che vuol dire appoggiatojo. Maometto avendo detto prima che i riprovati saranno circondati di fuoco, ed avranno l’acqua bol¬ lente per dissetarsi, esclama clic la bevanda e l'appoggiatoio sono orribili. (2) Cioè, prima la creazione diretta d'Adamo cavato dal fango-, poi la creazione della specie umana per mezzo della generazione. 146 [p. 146 modifica]Voi comparite innanzi a me nello stato nel quale vi ho creati la prima volta, voi credevate che io non manterrei le mie promesse.

47. Il libro ove sono notate le azioni di ciascuno sarà posto nelle di lui mani; vedrai i colpevoli spaventati per causa di ciò che vi è scritto. Guai a noiT ftla che cosi, questo libro? Veruna cosa è omessa in esso, tanto le più grandi che le più piccole; egli le ha contate tutte; tutte le loro azioni saranno loro pi esentate. Dio non lederà alcuno.

48. Quando si disscagli angeli: Prostratevi ad Adamo, si prostrarono tutti meno Lblis, che era uno dei genj (I); egli si ribellò contro gli ordini di Dio’ J renderete dunque piuttosto per protettore Eblis e la sua razza, che me? Essi sono vostri nemici. Qual detestabile cambio quello dei malvagi!

49. Io non vi ho preso per testimonj (pianilo creai i cieli, e la terra, e quando creai voi; io non ho chiamato in mio ajuto quei che si perdono iv?l0.r?10.,),0d,riagl’infe(leli: Chiamate i vostri compagni, quei che • , u l i J» ar?eranno’ ma 11011 otterranno risposta. Metteremo Ira loro la valle della distruzione.

51.1 colpevoli vedranno il fuoco dell’inferno, e sapranno che vi saranno precipitati; non troveranno alcun mozzo d’evadersi.

52. Ci siamo serviti in questo Corano di ogni specie di parabole perdili «li uomini se ne servissero; ma l’uomo intende disputare intorno la mausior naiie delle cose. ° 1 53. Che cos’è dunque che impedisce agli uomini di credere, allorché è stata loro accordata la direzione della via dritta? Qual cosa impedisce loro, d’implorare il perdono di Dio? Forse attendono la sorte de’loro antichi, o che il castigo li colga in faccia all’universo.

54. Noi mandiamo apostoli incaricati di avvertire, e di annunziare. Gl’increduli si prevalgono di argomenti lutili per offuscare la verità, e prendono in derisione i nostri miracoli, e le pene di cui son minacciati.

55. Evvi più colpevole di colui che si rivolge da un’altra parte quando Hi si raccontano ì nostri insegnamenti, che dimentica le azioni che aveva commesse?

Noi abbiamo ricoperto il lor cuore di più invoglie percliò non comprendano il Corano, ed abbiamo assordite le loro orecchia.

56. Quand anche tu li chiamassi alla via dritta, non la seguirebbero mai.

57. Il tuo Signore è indulgente, e compassionevole; so volesse punirli delle or opere, avrebbe anticipata l’ora del gastigo. Ma hanno un’epoca stabilita por I adempimento delle minaocie, c non troveranno refugio contro la di lui vendetta.

58. Abbiam distrutto quelle antiche città per la loro empietà. Le avevano precedentemente minacciate, di minarle.

59. lTn giorno Mosè disse al suo servo (2): Io non cesserò di camminare (Il Questo passo imbarazza i commentatori. Eblis è qui contato fra i geni el-iljim, razza intermedia fra gli uomini e gli angeli, e la di cui natura, ed orìgine sono vagamente definite nel Corano, come in quasi tutte le religioni. Eblis era prima un angelo, la sua ribellione lo fece precipitare dal cielo, divenne Satana, el-chrilan, il diavolo, il tentatore, il nemico dichiarato degli uomini. Cli angeli non possono aver tigli e non peccano, mentre i genj si riproducono, peccano, e subiranno i gastigln delraltra vita. Si vede dai passi del Corano cap. ì, vers. 90, e cap. 19, vers. G9 che le parole genj, e Satana sono identiche; si può provare ancora dai passi analoghi cap. 27, vers. 59 e -50 e cap. 72, vers. 11. Per mettere il lettore al caso di tirarsi da ogni dubbio, noi traduciamo per tutto la parola Cheitan per Sala«y,V- l.‘,ln’plurale di Cheitan, per demonj, edjinn per genj.

(2) Giosuè. [p. 147 modifica]CAPITOLO XVIII. 147 linci»' non arriverò al punto in cui i due inari si uniscono, ovvero camminerò per pii' ili ottanta anni. 00. Quando furono arrivati al confluente de’due mari, s'avvidero ch'avevano perduto il lor pesce (li, che prese una strada sotterranea. (il. Passarono avanti, e Mosè disse al suo servo : Dacci di che mangiare, abbiamo sofferto molta fatica in questo viaggio. 02. Clie dici mai? (rispose il servo). Quando ci siamo arrestati vicino a que¬ sto scoglio, non ho all'atto badato al pesce. Non altri che Satana può avermelo fatto cosi dimenticare, perch'io non me lo rammentassi; H pesce ha preso la strada del mare-, è cosa prodigiosa! 03. Questo io desiderava : rispose Mosè. E ritornarono indietro ambidue. 04. Incontrarono uno de'nostri servi che abbiamo favoriti colla grazia, ed illuminati colla scienza. 05. l’osso servirti, gli disse Mosè, acciocché tu m'insegni parte di ciò che t'ò stalo insegnato sulla vera strada? 00. Dispose (l'incognito ) : Tu non potrai mai sopportare il mio parlare. 07. E come potresti sopportare certe cose di cui non comprendi il senso? 08. Se Dio vuole, disse Mosè, tu mi troverai perseverante, e non disobbe¬ dirò ai tuoi ordini. 00. Ebbene! se tu mi segui, disse (l'incognito) non mi interrogare su qual¬ siasi cosa, se io non t’abbia parlato. 70. Si misero dunque in cammino ambedue (2), ed ambedue montarono in una barca; lo sconosciuto la danneggiò. L'hai forse rotta, domandò Mosè, per annegare quei che vi sono dentro? Tu vieni con ciò di commettere un'azione stravagante. 71. Non t'ho io detto che non potresti restare con me? 72. Non mi biasimare, rispose Mosè, per aver dimenticati i tuoi ordini, e non m'imporre obbligazioni troppo dillìcili. 73. Partirono; e camminarono liuch'ebbero incontrato un giovine. L'inco- f;nito l uccisc. Eh che! tu bai ucciso un innocente che non ha ucciso alcuno; lai commesso un'azione orribile. 7i. Ma non t'ho detto che non potrai mai vivere meco? 7.'i. Se ti farò ancora un'altra domanda, non mi permetterai più d'accompa- gnarti. Scusami per questa volta. 70. Partirono, e camminarono Anch'arrivarono alle porte d'ima città. Do¬ mandarono ospitalità agli abitanti; che ricusarono di riceverli, j due viaggia¬ tori s'avvidero che il muro della città minacciava mina. L'incognito lo riedificò. Se tu avessi voluto, gli disse Mosè, avresti potuto reclamarne una ricompensa. 77. Qui ci separeremo, disse lo sconosciuto, ed io t’insegnerò solamente il signillcato delle cose che sei stato impaziente di conoscere. 78. La barca apparteneva a povera gente che lavorava in mare ; volli dan¬ neggiarla, perche dietro a lei vi era un re, che s'impadroniva di tutte le barche. 7'.*. In quanto al giovine, i suoi parenti erano credenti, ed abbiamo temuto cho non li infettasse colla sua perversità, e colla sua incredulità. 80. Abbiamo voluto che Dio desse loro in compenso un figlio più virtuoso e più degno d'affetto. 81. Il muro era l'eredità di due giovani, orfani di questa città. Sotto questo muro vi era uu tesoro che loro apparteneva. 11 loro padre era un uomo da bene. (1) Avevano preso un pesce; nel luogo stesso ove spariva, Mosè doveva trovare quello che cercava. (2) Cioè Mosè, e l’incognito. Non è più questione di Giosuè. UH [p. 148 modifica] IL Con ANO, Il Signore lia voluto farli arrivare all’età della pubertà per render loro il . soro. Io non ho fatto tuttociò a capriccio. Ecco le cose di cui sei stato in» ! ziente di conoscere il senso (J). *a' 82. Sarai interrogato (o Maometto) su Ithul'Karnein (2). Rispondi • v racconterò la sua storia. U1 • vi 83. Noi stabilimmo la di lui possanza sulla terra, e gli fornimmo i mezzi d « seguire tutto ciò che desiderava, e segui una strada. 8i. Camminò finché arrivò all'occidente ; vide tramontare il sole in una fon¬ tanafangosa; vicino a quella trovò stabilita una popolazione. 85. Gli dicemmo : 0 Dhul'Karnein ! tu puoi gastigare questo popolo, o trat tarlo generosamete. 80. Castigheremo, rispose, tutti gli empj ; quindi li abbandoneremo a Dio elio lor tara subire un supplizio orribile. ’ 87. Ma chi avrà creduto, e fatto il bene avrà una bella ricompensa, e non daremo loro che ordini tacili a eseguirsi. 88. DhiiCKamein di nuovo segui una strada, 89. Fino a che arrivo dove nasce il sole; egli sorgeva sopra un popolo al i|iiale non abbiam dato nulla per ripararsi dal suo ardore. 90. Si, era cosi, e noi conosciamo tutti quei ch'erano con lui. 91. Egli andò per un’altra strada, 92. Fino a che arrivò fra i due argini al piè dei quali abitava un popolo cho comprendeva appena qualche lingua. 93. Questo popolo gli disse : o DhurKarnein ! Jadjudj, e Madjudj (3) distrug¬ gono la terra. Possiamo domandarti, mediante una ricompensa, d’alzarci una barriera fra loro, e noi? 91. Il potere che m’accorda il mio Signore, rispose, è per me una ricom¬ pensa più grande. Ajutatemi solamente con zelo, ed inalzerò una barriera fra loro, e voi. 95. Arrecatemi de'gran massi di ferro, quanti ne occorreranno per colmare l'intervallo fra le due montagne; sodiate il fuoco finché il ferro divenga ro¬ vento come il fuoco; poi disse : Portatemi del rame fuso affinché io ve lo getti sopra. 90. Jadjudj, e Madjudj non poterono salire il muro, nò sfondarlo. 97. Quest'opera, disse DhurKarnein, é un tratto della misericordia di Dio. 98. Quando arriverà il decreto di Dio, lo ridurrà in pezzi ; le promesse di Dio sono infallibili. 99. Verrà il giorno in cui li lasceremo affollarsi gli uni sugli altri. Suonerà la tromba, e riuniremo tutti gli uomini insieme. 100. Quel giorno disporremo l’inferno per gl'infedeli, 101. Per coloro, i di cui occhi erano coperti d'un velo per non vedere i no¬ stri avvertimenti, e che non han saputo ascoltarci. (1) Lo sconosciuto, di cui si tratta, è Khedr clic i maomettani riguardano come un profeta, benché fuori della linea de’profeti mandati agl'israeliti, ed ai |iopoli dell’Arabia. E un personaggio misterioso che avrebbe trovato la fontana della vita, bevuto le sue acque, e sarebbe cosi divenuto immortale. (2) Possessore di due corna. Sotto questo nome i maomettani intendono parlare di Alessandro il Grande. La parola karn (corno) avendo anche il significato di estre¬ mità, si crede che fosse attribuita al conquistatore Macedone, perchè avea sotto¬ messo l’Oriente, e l’Occidente. Altri vogliono intendere un re arabo egualmente celebre per le sue conquiste, a cui fu dato lo stesso soprannome. (5) Questi sono Gog, e Magni7 della Bibbia. Secondo i maomettani, Alessandro il Grande ha dovuto contenere le scorrerie dei barbari dell'Asia Orientale, inalzando le barriere di cui si parla nel versetto liti.