Della dissimulazione onesta/IV. La simulazione non facilmente riceve quel senso onesto che si accompagna con la dissimulazione

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IV. La simulazione non facilmente riceve quel senso onesto che si accompagna con la dissimulazione

../III. Non è mai lecito di abbandonar la verità ../V. Alcuna volta è necessaria la dissimulazione, e fin a che termine IncludiIntestazione 25 settembre 2008 75% romanzi

IV. La simulazione non facilmente riceve quel senso onesto che si accompagna con la dissimulazione
III. Non è mai lecito di abbandonar la verità V. Alcuna volta è necessaria la dissimulazione, e fin a che termine
Io tratterei pur della simulazione, e spiegherei appieno l’arte del fingere in cose che per necessità par che la ricerchino; ma tanto è di mal nome, che stimo maggior necessità il farne di meno; e benché molti dicano: "Qui nescit fingere nescit vivere", anche da molti altri si afferma che sia meglio morire, che viver con questa condizione. In breve corso di giorni o d’ore o di momenti, com’è la vita mortale, non so perché la medesima vita si abbia da occupar a piú distrugger se stessa, aggiungendo il falso delle operationi dove l’esser quasi non è; poiché la vera essenzia, come disse Platone, è delle cose che non han corpo, chiamando imaginaria l’essenzia di ciò ch’è corporeo. Basterà dunque il discorrer della dissimulazione, in modo che sia appresa nel suo sincero significato, non essendo altro il dissimulare, che un velo composto di tenebre oneste e di rispetti violenti: da che non si forma il falso, ma si dà qualche riposo al vero, per dimostrarlo a tempo; e come la natura ha voluto che nell’ordine dell’universo sia il giorno e la notte, cosí convien che nel giro delle opere umane sia la luce
e l’ombra, dico il proceder
manifesto e nascosto, con-
forme al corso della ra-
gione, ch’è regola
della vita e degli
accidenti che
in quella oc-
corrono.