Della imitazione di Cristo (Cesari)/Libro III/CAPO XXXV

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XXXV. Che non ci è sicurezza da tentazione in questa vita.

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Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo (1815)
Traduzione dal latino di Antonio Cesari (1815)
XXXV. Che non ci è sicurezza da tentazione in questa vita.
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CAPO XXXV.


Che non ci è sicurezza da tentazione in questa vita.


1. Figliuolo, tu non puoi in questa vita esser sicuro giammai; ma sempre quanto tu vivi ti bisognano [p. 203 modifica]le armi spirituali. Tu t’aggiri ognor tra nemici, e sei da destra, e da sinistra assalito. Se dunque d’ogni lato non ti difendi con lo scudo della pazienza, non potrai stare, che alcuna volta non sii ferito. Oltracciò, se tu non metti fisso il tuo cuore in me, con volontà pura di patire ogni cosa per me, non potrai reggere a questa guerra, nè alla palma pervenir de’ beati. Adunque ti fa bisogno oltrepassar tutto con fermo cuore, e a mano armata resistere a tutto ciò che t’incontra. Imperciocchè la manna si dà al vincitore, e il neghittoso è abbandonato in molta miseria.

2. Se tu procacci riposo in questa vita, or come giungerai tu un giorno all’eterno? Non ti acconciare a molto riposo, anzi a grande pazienza. Cerca la vera pace non in terra, ma in cielo, non negli uomini, nè in altra creatura, ma pure nel solo Dio. Per amore di lui tu dei voler sostenere volentieri ogni cosa; ciò sono, fatiche, dolori, tentazioni, travagli, ansietà, necessità, malattie, ingiurie, detrazioni, riprensioni, avvilimenti, confusioni, correzioni, e dispregi. Queste cose giovano alla virtù; esse [p. 204 modifica]fan prova del novizio di Cristo; queste compongono la celeste corona. Io ti renderò eterna mercede per poca fatica; io una gloria infinita per una confusion passeggera.

3. Or crederestu d’aver sempre consolazioni spirituali a tuo grado? A questo modo già non l’hanno avute i miei Santi; anzi molte gravezze, tentazioni diverse, e gravi desolazioni. Ma essi si sostennero in ogni cosa pazientemente, e più sonosi fidati in Dio, che in se stessi; sapendo bene, che non sono condegni i patimenti di questa vita a meritar la gloria avvenire. Vuoi tu aver di presente quello, che molti ottennero a gran fatica dopo molte lagrime, e duri combattimenti? Aspetta il Signore, adopera virilmente, e fatti cuore, non voler disperare, nè ritirarti; anzi metti il tuo corpo, e l’anima costantemente per la gloria di Dio. Io ti darò pienissima ricompensa, io sarò teco in ogni tribolazione.