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Epistole (Caterina da Siena)/Lettera 19

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Lettera 18 Lettera 20

[p. 112 modifica]1 1 2 AD UHI5A1N0 VI. (4) I. Dell’amaritudine che affligge l’anima giusta vedendo l’offese ed il disonore di Dio e come questa possa cambiarti in dolcezza.

II. Della riformazione della Chiesa.

Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. tantissimo e dolcissimo padre in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedere tolta da voi ogni amaritudine e pena affliggitiva, che affliggesse 1’ anima vostra, e tolta la cagione d’ogni vostra pena, sola rimanga in voi quella dolce pena che ingrassa e fortifica l’anima, perchè procede dal fuoco della divina carità, cioè di dolerci e pigliare amaritudine solo delle colpe nostre, e del disonore di Dio che si fa nel corpo universale della Religione cristiana, e nel corpo mistico della santa Chiesa e della dannazione dell’anime degl’infedeli, le quali sono ricomperate dal sangue di Cristo come noi; del quale sangue, santissimo padre, voi tenete le chiavi, e veggonsi queste anime nelle mani delle dimonia.

Questa è quella pena che notrica 1’ anima nell’ onore di Dio, e pascela in su la mensa della santissima croce del cibo deH’anime, e la fortifica, perchè ha tolta da sè la debolezza dell’ amore proprio, il quale dà amaritudine, che affligge e disecca l’anima, perchè l’ha [p. 113 modifica]113 privata della carità, ed è incomportabile a sè medesima; ma quelli che ba in sè questa.dolce amaritudine, caccia l’amaro, perchè non cerca sè per sè, ma sè per Dio, e non per propria utilità e diletto, e cerca Dio per la infinita bontà sua, che è degno d’ essere amato da noi, e perchè per debito il dobbiamo amare.

E d’onde è venuta l’anima a questa dolce perfezione ?

col lume, perchè dinanzi all’occhio dell’intelletto si pose per obietto la verità di Cristo crocifisso, gustando per affetto d’amore la dottrina sua; e però se ne vestì, seguitandolo in cercare solo l’onore ili Dio

salute dell’ anime, siccome fece essa verità, che per onore del Padre e salute nostra, corse alTobbrobriosa morte della santissima croce (Isaia 53.), con vera umiltà e pazienza, intanto che non fu udito lo grido suo per murmurazione, e col molto sostenere rendè la vita al Figliuolo morto decumana generazione. j r II. Pare, santissimo padre, che questa verità eterna voglia fare di voi un altro lui, e sì perchè rsete vicario suo, Cristo ih terra, e si perchè nell’ amaritudine e nel sostenere vuole, che riformiate la dolce sposa sua e vostra, che tanto tempo è stata tutta impallidita; non che in sè possa ella ricevere alcuna lesione, nè essere privata del fuoco della divina carità, ma m coloro che si pascevano e pascono al petto suo, che per li difetti loro 1’ hanno mostrata pallida e inferma, succhiatole il sangue ila dosso con l’amore-pròprio di loro. Ora è venuto il tempo che egli vuole, che per voi suo istrnmento, sostenendo le molte pene e persecuzione, ella sia tutta rinnovata di questa pena e tribolazione, ella n’escirà come fanciulla1 purissima j, tagliatone ogni vecchio e rinovellato nell’uomo nuovo.


Diletlianci adunque in questa dolce amaritudine, dopo la quale seguita conforto di’ molla dolcezza. Siatemi uno arbore d’ amore innestato nell arbore della vita\ Cristo dolce Jesù: di questo‘arbore nasca il fiore idi concepere ndl’affetto vostro i le virtù ed il frutto,, partorendolo nella fame dell’ onore di Dio e salute delle S. Caterina da Siena. Opere T. III. 6 [p. 114 modifica]i *4 vostre pecorelle, il quale frutto nel suo piincipio pare che sia. amaro, pigliandolo! con la bocca del santo desiderio; ma cume l’anima ha deliberato in sè; di volere sostenere infino alla morte per Cristo crocifisso e per amore della virtù; così diventa dolce, siccome alcuna volta io ho veduto, che là melarancia, che in sè pare amara e forte, trattone quello che v’è dentro, e mettendola in molle l’acqua ne trae l’amaro, poi si riempie con cose confortative, e di fu ore si copre d’oro!

e dove n’è ito quello amaro, che nel suo principio con fatica se la poneva l’uomo a bocca ? nell’acqua e nel fuoco: così, santissimo padre, l’anima che concepe amore alla virtù, nel primo entrare li pare amaro, perchè è anco imperfetta, ma vuoisi ponere il rimedio del sangue di Cristo crocifisso, il quale sangue dà tifi’’acqua di grazia, che ne trae ogni amaritudine della propria sensualità; amaritudine dico afìliggitiva, come detto è; e perchè sangue non è senza fuoco, perocché fu sparto con fuoco d’amore, puossi dire, e così è la verità, ch’el fuoco e ! acqua ne tragga l’amaro, vuolatos

di quella che prima v’era, cioè, dell’ amore proprio di sè: poi l’ha riempito d’uno conforto di fortezza con vera perseveranzia e con ur.a pazienzia intrisa con mele di profonda umiltà, serrato nel conoscimento di sè; perchè nel tempo dell’amaritudine l’anima meglio conosce sè e la bontà del suo Creatore, pieno e richiuso questo frutto, apparisce l’oro di fuora che tiene fasciato ciò che v* è dentro. Questo è l’oro della purità col lustro dell’afibcala carità, il quale esce di inora, manifestandosi in utilità del prossimo suo con vera pazienzia, portandolo costantemente con mansuetudine cordiale, gustando solo quella dolce amaritudine che dobbiamo avere di dolerci dell’offesa di Dio e danno dell’,mime. Or così dolcemente, santissimo padre, produceremo fruito senza lai perversa amaritudine, e da questo avremo, che si leverà via l’amaritudine che oggi abbiamo nelli cuori nostri-e nelle menti dd caso occorso (IS) per li malvagi ed iniqui, uomini amatori di

[p. 115 modifica]i15 loro medesimi, i quali danno a voi ed a vostri figliuoli, pena per l’offesa che se ne fa a Dio. Spero nella bontà, del dolce Creatore nostro, che ci leverà la cagione di questa pena, dando lume o confondendo quelli. che ne sono capone; e la S. V. e noi matureremo li frutti delle virtù nella memoria del sangue di Cristo crocifisso con vera umiltà, come detto è; conoscendo noi non essere, ma Tessere cd ogni grazia posta sopra Tessere avere da lui. Così compirete in voi la volontà di Dio ed il desiderio deli anima mia. Confortatevi, dolcissimo padre, con vera umiltà senza alcuno timore, che per Cristo crocifisso ogni cosa potrete in cui è posta, e si fermi continuamente la nostra speranza.

Non dico più: perdonate a me la mia grande presunzione.

t milmente v’addimando la \ostra benedizione.

Permanete nella dolce e santa dilezione ili Dio Jesù dolce, Jesù amore. [p. 116 modifica]116 » j -.. ■ Annotazioni alla Lettera 19, ì | | * ( N * (A) Il testo a penna aggiunge al titolo di questa lettera, che fa mandata col dono’di cinque melarance confettate e dorate, da cui pigliò la similitudine per addolcire l’amarezta d’Urbano. Però semiira scritta a Roma, non parendo verosimile che si minuto regalo gli inviasse di Toscana. ’, » \B) Del caso occorso. Di questi giorni Silvestro di Budes, capitano dèlie truppe. dell’antipapa, con scelti cavalieri Brettoni entrò d’improvviso in Ltoina, c, corso al Campidoglio, vi uccise forse duecento uomini; dopo di che fuggendo si pose in salvo. Il giorno appresso il popolo si sollevò e, prese I’ armi, si vendicò cogli innocenti, maltrattando tutti i Francesi ch’orano in Roma e special mente Brettoni, e molli uccidendone crudelmente. Non si sa d’altro ca«o orcorso a que’giorni., * [p. 117 modifica]

  • ‘7 AD UIIBANO VI. (J)

I «Ar ■ « #Hf «IM . ||l4t» lil 1.- ( I. Prega Iddio ad infondere il fuoco della sua caritii, cd il lume soprannaturale nel santo pontefice, come fece negli apostoli nei giorni della Pentecoste, aflinchè egli possa goternare felicemente la Chiesa. Del modo di riceiere questo Inrnr e de’ suoi maratigliosi effetti.

II. Loda II papa per I’ umiltà mostrata neila santa processione.

III. L’ esorta ad ordinale b Chiesa di Dio, ed eleggere soggetti dee ut che la couseniuo io buono stato.

20.

Al nome di fesà Cristo crocifisso e di Maria dolce.

  1. . J i.IP adre santissimo, lo Spinto Santo obumbn l’anima e il cuore, e l’affetto vostro «lei fuoco della divina carità, ed infonda uno lume soprannaturale nelr intelletto vostro per sì fatto modo, che nel lume vostro noi pecorelle vediamo lume, e che muno inganno, che’l dimonio vi volesse fare con le malizie sue, possa essere occulto alla santità vostra. Desidero, padre santissimo, di vedere compire in voi tutte l’altre cose, che la dolce volontà di Dio vi richiede,’»delle quali so che avete grandissimo desiderio. Spero, che questo dolce fuoco dello Spinto Santo adopererà nel cuore e nell’ anima vostra, siccome fece in quelli discepoli santi che li diè fortezza e potenzia contra li demonj visibili e contra li invisibili nella virtù sua; atterravano li tiranni del mondo, e nel sostenere dilatavano la fede; diè loro uno lume con una sapienti»