Era in penser d'amor quand'i' trovai

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Guido Cavalcanti

XIII secolo E Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Poesie Duecento Era in penser d'amor quand'i' trovai Intestazione 29 dicembre 2011 75% Poesie

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ERA in penser d’amor quand’i’ trovai
     Due foresette nove:
     L’una cantava; e’ piove
     Foco d’amore in nui.

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Era la vista lor tanto soave
     E tanto queta, cortese ed umile
     Ch’i’ dissi lor: ‘Vo’ portate la chiave
     Di ciascuna vertù alta e gentile.
     Deh! foresette; no m’abbiate a vile
     Per lo colpo ch’io porto:
     Questo cor mi fu morto,
     Poi che ’n Tolosa fui.’
Elle con gli occhi lor si volser tanto,
     Che vider come ’l cor era ferito
     E come im spiritel nato di pianto
     Era per mezzo de lo colpo uscito.
     Poi che mi vider così sbigottito,
     Disse l’una che rise:
     ‘Guarda come conquise
     Forza d’amor cestui.’
Molto cortesemente mi rispuose
     Quella che di me prima aveva riso:
     Disse: ‘La donna che nel cor ti puose
     Colla forza d’Amor tutto ’l su’ viso
     Dentro per li occhi ti miro si fiso
     Ch’Amor fece apparire.
     Se t’è grave ’l soffrire
     Raccomandati a lui.’
L’altra pietosa, plena di mercede,
     Fatta di gioco, in figura d’Amore,
     Disse: ‘’1 tuo colpo che nel cor si vede
     Fu tratto d’occhi di troppo valore,
     Che dentro vi lasciaro uno splendore
     Ch’i’ non posso mirare:
     Dimmi se ricordare
     Di quegli occhi ti pui.’
Alia dura questione e paurosa

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     La qual mi fece questa foresetta
     I’ dissi: ‘E’ mi ricorda che ’n Tolosa
     Donna m’apparve accordellata istretta,
     La quale Amor chiamava la Mandetta:
     Giunse sì presta e forte
     Che ’n fin dentro a la morte
     Mi colpir gli occhi sui.’
Vanne a Tolosa, ballatetta mia,
     Ed entra quetamente a la Dorata:
     Ed ivi chiama che per cortesia
     D’alcuna bella donna sia menata
     Dinanzi a quella, di cui t’è pregata:
     E s’ella ti riceve,
     Dille con voce lieve:
     ‘Per merze vegno a vui.’