Fiore di virtù/XVIII

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Capitolo XVIII. Della ingiustizia appropriata al diavolo

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Anonimo - Fiore di virtù (XIV secolo)
Capitolo XVIII. Della ingiustizia appropriata al diavolo
XVII XIX


Ingiustizia è contrario vizio alla giustizia. Macrobio dice che ingiustizia si è a giudicare alcuno ingiustamente; e questa è propria ingiustizia. E sono certe ingiustizie che sono appellate ingiurie; e sono in molte maniere: la prima, e la maggiore, si è ad uccidere alcuna persona per alcun modo; e questo si chiama omicidio: la seconda si è fare villania ad alcuna persona; e questa è appellata ingiuria: la terza si è a fare forza ad altrui per alcuna cosa; e questa si è violenza: la quarta si è a dannificare altrui nelle sue cose; e questo si chiama danno: la quinta si è a tòrre altrui occultamente; e questo si chiama furto: la sesta si è a tòrre per forza; e questa si chiama rapina. E puossi assomigliare il vizio della ingiustizia alli demoni, i quali giammai non vogliono usare nessuno ordine di ragione, ma solo prava e iniqua volontà, perocchè suo volere è perverso, e sempre si stende in fare male prima a sè e a’suoi seguaci; e però si figurano azzuffarsi insieme, a testificare la loro discordia e la loro ingiusta condizione, dando pena a’ loro servigiali e perpetuo tormento. Cristo, ammaestrando il come ci guardassimo dal falso e non ragionevole giudizio, dice: Di quello giudizio che voi giudicherete, sarete giudicati; e con quella misura che voi misurerete altrui, sarà misurato a voi. Ed ancora dice: Secondo le facce non giudicate. Ed anco dice: Non giudicate, e non sarete giudicati. A inducere l’uomo a fare giusto giudizio poi disse: Giusto giudicio giudicate. E Salomone dice: Per tre cose si muove lo stato della terra; quando il servo matto e satollo signoreggia: l’altra (la quale non posso patire), per lo matrimonio della femmina odiata; e quando lo fante signoreggia la donna: l’altra, quando il matto s’ammette a consigliare. Seneca dice: Dolente la terra che ha il re giovane, che nuoce a’ buoni e perdona agli rei; e non che punisca il male, ma piuttosto il comanda. Ancora dice: Quattro peccati gridano vendetta a Dio: il male che è fatto agli buoni; il peccato del sodomito; e lo inganno del mercenajo; e ’l peccato dello incendio. Isopo dice: Non ti lasciare inducere ad uccidere alcuna persona che sia. Aristotile dice: Guardati di spargere il sangue dell’uomo contro a ragione; chè quando l’uno uomo uccide l’altro, egli interverrà simile cosa a lui; chè in cielo si grideranno dinanzi a lui, cioè a Dio, e diranno: Il servo vuole essere simigliatite a te. Salomone dice delle ingiurie: Spandere il sangue, e tenere la fatica del mercenario si sono fratelli. Ancora: Chi cava la fossa, si vi cade dentro; e chi volge la pietra, ella gli cade addosso; e chi taglia la coda alla serpe sarà morso da lei; e chi fende la legna si ferisce della scura. Della violenza e danni e furti e rapina parla Malachia profeta, e dice: Il re che si sforza di raunare tesoro contra a ragione, in disfarlo s’adopera, e il suo regno non dura. Santo Agostino dice: Quello che si dà per volontà è dono; e quello che si toglie contro all’altrui volere è violenza. Il Decreto dice: Non va mai a bene quello che è acquistato da male. Longino dice: Chi fa male ad altrui, egli il riceverà per sè, e non vedrà onde venga. Della ingiustizia si conta nella Vita de’ Santi Padri, che il demonio si pensò un dì d’avere mogliera per avere figliuole da maritare, per menare i generi allo inferno: e così tolse moglie, e fu la Ingiustizia, ed èbbene sette figliuole: la prima fu Superbia, e quella maritò a’ grandi uomini; la seconda fu l’Avarizia, e quella maritò agli uomini popolari; la terza fu Falsità, e quella diede a’ villani; la quarta fu Invidia, e quella diede agli uomini d’arte; la quinta fu Ipocrisia, e questa maritò a’ religiosi; la sesta fu Vanagloria, la quale tolsono le donne, e non gliela lasciarono maritare; la settima fu Lussuria, la quale egli non volse maritare.