Gli Asolani

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Pietro Bembo

1505 G Indice:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu Letteratura Gli Asolani Intestazione 13 luglio 2015 25% Da definire

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GLI ASOLANI DI MESSER

PIETRO BEMBO

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A MADONNA LUCRETIA ESTENSE BORGIA DUCHESSA ILLUSTRISSIMA DI FERRARA.


PIETRO BEMBO.


SE io non ho a V. S. più tosto quegli ragionamenti mandati, che essendo l’anno passato in Ferrara le promisi giunto che io fussi qui di mandare; iscusimi appo lei la morte de lmio caro fratello Carlo; che io oltre ogni mia credĕza credenza credenza ritrovai di questa vita passato: la qual morte si mi stordi; che a guisa di coloro, che dal fuoco delle saette tocchi rimangono lungo tempo sanza sentimento, non ho peranchora ad altro potuto rivolger lanimo, che alla sua insanabile et penetrevolissima ferita. Percio che io non solamente ho un fratello perduto; iiche suole tuttavia esser grave et doloroso per se; ma ho perduto un fratello, che io solo havea, et che pur hora nel primo fiore della sua giovanezza entrava; et ilquale per molto amore di me ogni mio volere facendo suo nessuna cura maggiore havea, che di tutte le cure alleggiarmi, si che io a gli studi delle lettre, che esso sapea essermi sopra tutte le cose cari, potessi dare ogni mio tempo et pensiero; et oltre a cio di chiaro et di gentile ingegno, et per molte sue parti meritevole di pervenire a glianni della inchinevole vecchiezza; o certo almeno a cui si convenia, percio che egli era alla vita venuto doppo me, che anchora doppo me se ne dipartisse: lequai tutte cose quanto habbiano sanza fine fatta profonda la mia piaga; V. S. da quelle due, che la ingiuriosa fortuna in ispatio di poco tempo a lei ha date, potrei istimare. Hora; poscia che altro fare non se ne puo, et che in me per la tramssione di questo tempo volgare et commune medicina piu tosto che per altro rimedio, il dolore et le lachrime hanno in parte dato luoco alla ragione et al diritto [p. 13 modifica]conoscimento; della promessa fatta a V. S. et del mio debito sovenutomi, tali, quali essi sono, ve gli mando; et tanto piu anchora volentieri a questo tempo; quanto nuovamente ho inteso V. S. havere maritata la sua gentile Nicola, istimandogli non disdicevole dono a cosi fatta stagione, a fine; che poi che io hora per le mie occupationi essere a parte delle vostre feste non posso, essi con V. S. et con la sua cara et valorosa Madonna Angela Borgia et con la sposa favellino et tentionino in mia vece, forse non sanza gli miei molto et da me amati et dal mondo honorati, et di V. S. domestici et famigliari Messer Hercole Strozza et Messer Antonio Tebaldeo. Et averra; che quello, che altri giovani hanno con altre donne tra gli sollazzi daltre nozze ragionato, voi nelle vostre con le vostre damigelle et cortigiani da me, che vostro sono, iscrittivi leggerete. Il che et farete voi peraventura volentieri; si come quella; che vie più vaga d’ornare lanimo delle belle virtu, che di care vestimenta il corpo, quanto più tempo per voi si puo, ponete sempre o leggendo alcuna cosa o scrivendo; forse accio che di quanto con le bellezze del corpo quelle dellaltre donne soprastate, di tanto con queste dell’animo sormontiate le vostre, et siate voi di voi stessa maggiore, amando troppo piu di piacere a voi sola dentro, che a tutti glialtri di fuora (quantunque questo infinitamente sia) non piacete: et io assai buon guiderdone mi terro havere di questa mia giovenile fatica ricevuto, pensando per la qualita delle ragionate cose in questi sermoni che possa essere, che di questo vostro medesimo cosi alto et cosi lodevole disio leggendogli diveniate anchora più vaga. Alla cui buona gratia et merce inchinevolmente mi raccomando.

In Venetia. il di primo d’Agosto. M.DIIII. [p. 14 modifica] [p. 15 modifica]

DE GLI ASOLANI DI M. PIETRO BEMBO,


PRIMO LIBRO


SUole essere a naviganti caro; qualhora da oscuro et fortunevole nembo sospinti errano et travagliano la lor via; col segno della indiana pietra ritrovare la tramontana in modo; che quale vento soffi conoscendo non sia lor tolto il potere et vela et governo la, dove essi di giugnere procacciano, o al meno dove piu la loro saclutezza veggono, dirizzare: Et a quegli che per straniera contrada caminano, è dolce, quando a parte venuti, dove parimente molte vie faccian capo, in quale piu tosto debbano mettersi non scorgendo stanno in sul pie dubitosi et sospesi; incontrare, chi loro la diritta insegni; si che essi possano a lalbergo sanza errore, o forse prima che la notte gli sopragiunga, pervenire. Il perche istimando io per quello, che si vede avenire tutto di, pochissimi essere queglihuomini; a quali nel peregrinaggio di questa nostra vita mortale hora dalla turba delle passioni soffiato, et hora dalle tante et cosi al vero somiglianti apparenze d’oppenioni fatto incerto, quasi per lo continovo et di calamita, et di scorta non faccia mestiero; ho sempre giudicato gratioso ufficio per coloro usarsi; equali delle cose o ad essi avenute, o da altri apparate, o per se medesimi ritrovate trattando a glialtri huomini dimostrano come si possa in qualche parte di questa perigliosa strada et corso non errare. Percio che quale più gratiosa cosa puo essere che il giovare altrui? o pure che si puo qua giu fare piu convenevole a chi è huomo; che essere a molti huomini di lor bene cagione? Et poi se è lodevole per se (che è in ogni maniera lodevolissimo) un huom solo sanza fallimento saper vivere non inteso et non veduto da persona; quanto piu è da credere che lodare si debba un altro; il quale et sa esso la sua vita sanza fallo [p. 16 modifica]scorgere, et insegna et dona modo a infiniti altri huomini, che vivono, di non fallire? che pensare che alcuno insegnante altrui la via di pervenire ad una parte non la sappia egli, ragionevolmente non si può te. Ma percio che tra le cagioni; che il nostro tranquillo navigar ci strurbano, et la calla del buon vivere ci rendono sospetta et dubbiosa; suole per la primiera essere il non sapere noi le più volte, quale buono Amore sia, et quale reo; il che non saputo fa, che noi le cose che fuggire si doverebbono amando, et quellaltre che sono da essere seguitate non amando, et tale volta o meno o piu del cŏvenevole convenevole convenevole hora schifandole et hora cercandole, travagliati et smarriti viviamo; ho voluto alcuni ragionamenti raccogliere; che in una brigata di tre nostre valorose donne, et in parte di Madonna la Reina di Cipri, pochi di sono, tre nostri aveduti et intendenti giovani fecero d’Amore assai ampia et diversamente questionandone in tre giornate; affine, che il giovamento et pro, che essi hanno a me renduto da loro, che glihanno fatti, sentendogli (et nel vero non è stato poco); possano etiandio rendere, a chiunque altro cosi hora da me raccolti piacesse di sentirgli. Allaqual cosa fare (come che in ciascuna eta stia bene l’udire et leggere le giovevoli cose, et sopra laltre questa: percio che non amare come che sia, in nessuna stagione non si puote; quando si vede, che da natura insieme col vivere a tutti gli huomini è dato, che ciascuno alcuna cosa sempre ami et sempre disii) pure io, che giovane sono, gli giovani huomini et le giovani donne conforto et invito maggiormente: Percio che a molti et a molte di loro peraventura (se io non m’inganno) agevolmente averra; che udito quello, che io mi profero di scriverne, essi prima d’Amore potranno far giudicio, che egli di loro s’habbia fatto pruova. Ilche quanto debba essere lor caro; ne io hora diro, et essi meglio potranno ne glialtri loro piu maturi anni giudicare: ma di vero si come nel piu [p. 17 modifica]delle cose luso è ottimo et certissimo maestro; cosi in alcune, et in quelle massimamente, che possono non meno di noia essere che di sollazzo cagione, come mostra che questi sia, l’ascoltarle o leggerle in altrui prima che a pruova di loro si venga, sanza fallo molte volte a molti huomini di molto giovamento è stato. Perlaqual cosa bellissimo ritrovamento delle genti è da dire che sieno le lettre istate; nellequali noi molte cose passate, che non potrebbono altrimenti essere alla nostra notitia pervenute, tutte quasi in un specchio riguardando, et quello di loro che faccia per noi raccogliendo, da glialtrui essempi ammaestrati ad entrare ne gli non prima o solcati pelaghi o caminati sentieri della vita, quasi approvati et nocchieri et viandanti, piu sicuramente ci mettiano. Sanza che infinito piacere ci porgono le diverse lettioni; dellequali glianimi dalquanto huomini non altrimenti, che il corpo di cibo, si pascono assai sovente; et prendono insieme da esse dilettevolissimo nodrimento. Ma lasciando questo da parte stare, et alle ragionate cose d’Amore, che io dissi, venendo; accio che meglio si possa ogni loro parte scorgere tale, quale appunto ciascuna fu ragionata; bene sara, che prima che io passi di loro piu innanzi, come il ragionare havesse luoco, si faccia chiaro. A solo adunque vago et piacevole castello posto ne gli stremi gioghi delle nostre alpi sopral Trivigiano è (si come ogniuno dee sapere) arnese della Reina di Cipri; con la cui famiglia hoggi di molto nella nostra citta honorata et illustre è la mia non solamente d’amista et di riverenza, che essa le porta, congiunta, ma anchora di parentado. Dove essendo ella questo settembre passato a suoi diporti andata, avenne, che ella quivi marito una delle sue damigelle; laquale, percio che bella et costumata et gentile fanciulla la vedea molto, assai teneramente era da lei amata, et havuta cara. Ilperche fecevi l’apparecchio delle nozze ordinare bello et grande; et invitato delle vicine contrade chiunque [p. 18 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/18 [p. 19 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/19 [p. 20 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/20 [p. 21 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/21 [p. 22 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/22 [p. 23 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/23 [p. 24 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/24 [p. 25 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/25 [p. 26 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/26 [p. 27 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/27 [p. 28 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/28 [p. 29 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/29 [p. 30 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/30 [p. 31 modifica]Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/31 [p. 32 modifica]Pagina:Bembo - 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