Il piccolo focolare/Capitolo decimoquarto. Le conserve di verdure e la maniera di conservare le derrate alimentari

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Capitolo decimoquarto. Le conserve di verdure e la maniera di conservare le derrate alimentari

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Capitolo decimoquarto. Le conserve di verdure e la maniera di conservare le derrate alimentari
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CAPITOLO DECIMOQUARTO



LE CONSERVE DI VERDURE E LA MANIERA
DI CUSTODIRE LE DERRATE ALIMENTARI.


Non lasciare il poco per l’assai, che forse l’uno e l’altro perderai.


1. Peperoni sotto l’aceto. — A questo scopo si scelgono generalmente piccoli peperoni, si mozza loro il gambo, si lavano, si fanno asciugare e un pochino appassire, poi si collocano in una pentola, a strati, spolverizzandoli di sale in abbondanza e, quando la pentola è colma, vi si versa sopra dell’aceto freddo, fortissimo, e si copre ogni cosa con una carta e con un tondino di legno a ciò i peperoncini non marciscano venendo a galla e sporgendo dal liquido. Di tratto in tratto conviene esaminarli e mescolarli con un cucchiaio di legno. Essi si possono gustare in capo a 6-8 settimane. Volendo renderli più morbidi non avete che a farvi un taglio per il lungo nella punta. Se l’aceto diventasse debole e torbido converrebbe cambiarlo. V’è chi leva ai peperoni anche il piccolo calice verde.

2. Cetrioli sotto l’aceto. - Vi sono gli appositi cetriolini per quest’uso, non più lunghi di un dito mignolo. I cetrioli un po’ appassiti che siano, si lavano con uno spazzolino poi si accomoda bene gli uni accanto agli altri in una pentola di terra spolverizzandone ogni strato di sale. Quindi si coprono d’aceto mantenendoli fermi con un coperchietto di legno. Se vi aggrada, potete unirvi qualche grano di pepe, qualche cipolletta, sovratutto una manata di serpentaria, se la coltivate nell’orto. I cetrioli si gustano in capo [p. 182 modifica]a tre mesi. Se v’occorressero prima, vi converrebbe farli bollire nell’acqua salata e molto acidulata d’aceto, prima di riporli nei vasi e di coprirli d’aceto crudo con qualche po’ di sale ancora.


Ben dire val molto, ben fare passa tutto.


3. Cipolle sotto l’aceto. — Sceglietele piccole molto e tutte eguali, mondatele e mettetele in un boccale con un pugno di sale e col solito aceto forte e freddo. Se le adoperaste presto vi converrebbe scottarle un paio di minuti nell’acqua bollente.

4. Altre verdure sotto l’aceto. — Sono molte le verdure che cotte o crude si possono mettere sotto l’aceto come i peperoni e i cetrioli. Fra le verdure cotte noteremo le patate, che si tagliano a dadi, i broccoli e i cavolfiori, che si dividono a grumoletti, le barbabietole, che si affettano (esse danno il colore rosso a tutta la miscela), le carote, che si riducono pure a fette, i fagioli in erba, i fagioli sgranati, i pomidori piccoli verdi, immaturi, che appena lessati si guerniscono di spezie, il sedano ecc. ecc. Fra le verdure crude i grumoli dei cavoli cappucci, tagliati a fette, le pannocchiette piccole di granturco, che hanno la virtù di rendere forte l’aceto, il rapano, i ramolacci, i ravanelli, le ciliegine immature ecc. ecc.

Le erbe odorose, fra cui a preferenza la serpentaria, l’erba cipollina e i grani di pepe danno a queste verdure sotto l’aceto un gusto più gradevole.

5. Funghi sotto l’aceto. — Servono particolarmente a questo scopo i piccoli funghi del pino (Agarici deliziosi) e le “brise„ (boleti) giovanissime. Ai primi si mozza il gambo, nei boleti si pulisce soltanto. Questi funghi vanno poi cotti in parti eguali d’acqua e d’aceto forte con 2-3 cipollette, pepe e sale in abbondanza. Dopo 30 m. circa di bollitura si fanno sgocciolare, si collocano in vasi di vetro o in pentolini di terra, vi si versa sopra dell’aceto puro e forte bollito e freddato, e si coprono d’olio o di grasso sciolto (un dito circa). I vasi vanno chiusi con carta forte e conservati in luogo fresco.


La mano che dà raccoglie.


6. Pomidori in conserva. — Esistono molti metodi per conservare i pomidori, ma quasi tutti poco vantaggiosi all’economia. Uno dei più semplici è il seguente: [p. 183 modifica]

Fate bollire lungamente dell’acqua pura, quand'è fredda mescolatevi una quantità di sale sufficente perchè essa possa portare un uovo a galla (conviene far la prova), disponete quindi in una pentola dei bei pomidori maturi, sani, puliti, lavati e asciugati, copriteli coll'acqua salata freddata e fate colare su questa uno strato di grasso sciolto. S’intende che non si devono lasciar trascorrere lunghi mesi senza adoperare questi pomidori, che si considerano come freschi dopo averli fatti giacere qualche ora nell'acqua pura per levar loro il sale.

Se volete allestire invece della salsa densa, prendete pomidori molto maturi, divideteli a metà, spremetene coi semi il sugo acquoso, pigiateli un poco in una pentola di ferro smaltato o in un brentino di legno lasciandoveli fermentare 24 ore. Passateli quindi con forza allo staccio e raccogliete il passato in una salvietta grossa che avrete stesa, legandola con delle cordicelle ai quattro piedi d’una sedia rovesciata. Sottoponete al tovagliolo una terrina per raccogliervi il liquido che adopererete al momento. Quando nella salvietta rimane la sola parte densa, raccoglietela, mettetevi un terzo del suo peso di sale e riponetela ben coperta in piccoli vasetti per poi servirvene all'occasione.

Chi ha la fortuna di poter coltivare un orto non dimentichi la qualità di pomidori “Principe Umberto „ i quali si possono raccogliere colla pianta stessa e appendere ad un chiodo in cucina dove si conservano parecchio tempo.


Colla pazienza s’acquista scienza.


7. Fagiolini verdi in conserva. — Prendete dei fagioli giovani, levate loro il filo, collocateli a strati in una pentola di terra inverniciata o in un recipiente di pietra con un pugno di sale per ogni strato. Collocatevi sopra un peso e lasciateli in luogo fresco. Riempito che sia quasi per intero il vaso, coprite i fagiolini d’olio. L’acqua che si forma li conserva. Quando volete servirvene, metteteli alcune ore nell'acqua fresca per levar loro il sale.

8. Fagiolini seccati. — Levate il filo ai fagiolini, scottateli tre volte nell'acqua bollente gettandoli poi sempre nell'acqua fredda, asciugateli bene con dei pannolini, collocateli a forno dolce e fateli lentamente seccare. [p. 184 modifica]

Chi vuol ben parlare ci deve ben pensare.


9. Maniera di conservare:

Le verdure. — Se possedete un orto e avete delle verdure da riporre per P inverno conservatele in cassettine di legno, ben coperte di sabbia. La sabbia che vi può servire tutti gli anni deve essere lavata finche non vi rimanga traccia di terra e asciugata al sole. Questo per le radici. I cavoli, le verze si conservano uno discosto dall’altro su assicelle, colla radice rivolta all’ingiù.

Le patate si seppelliscono sotto uno strato di 15 cent, di terra.

Le noci e le nocciole. — Qualche giorno dopo che fu tolto loro il mallo o l’involucro si asciugano alcune ore al sole, poi si ripongono in piccoli sacchi.

Le castagne. — Tolte che siano dal riccio si lasciano asciugare finché cominciano a mutar colore. Allora si mettono in una cassa, si coprono, e si collocano in cantina.

Le pesche. — Esse si conservano qualche tempo se si sprofondano nell’orzo o nel frumento asciutto.

Le pere e le mele. — Le frutta da conservarsi si devono cogliere assolutamente in un giorno molto asciutto e con una parte dello stelo. Le mele si lasciano alcuni giorni ammucchiate, poi si dispongono come le pere, che non vanno ammucchiate, sui graticci, in un luogo asciutto e un po’ discoste le une dalle altre. Di tratto in tratto conviene esaminarle, adoperare gli esemplari che minacciano di guastarsi, scartare quelli che fossero già guasti.

La farina. — La farina, se è di fresco macinata, si stende su una tovaglia in luogo arieggiato, trascorso qualche giorno si ripone nell'apposita madia che si tiene aperta.

L’orzo. — Come sopra.

Il latte. — Il metodo più sicuro di conservare il latte è la scrupolosa nettezza degli utensili che devono contenerlo. Tuttavia, se entro l’estate non aveste un luogo abbastanza fresco per riporlo, vi mescolerete per ogni litro una presina di acido salicilico (si trova nelle drogherie).

Il burro. — In inverno si mette sopra un tagliere di legno, in estate nell’acqua rinnovandola ogni giorno.

Il brodo. — Si conserva alcuni giorni facendolo bollire ogni sera.

Le carni. — Senza lavarle affatto, si salano un poco, si pigiano in una pentola e vi si mette sopra una carta e un sasso pesante. [p. 185 modifica]

Le salumerie, salsiccie, salami ecc. — Appesi al soffitto in un locale asciutto.


L’uomo lento non ha mai tempo.


10. Maniera di preparare i cavoli acidi (crauti). — Procuratevi dei cavoli cappucci di buona qualità, levatene via le foglie grosse, tagliate tutto il resto a minutissime striscioline (vi è la macchina apposita a questo scopo). Collocate sul fondo d’un mastello, munito d’un foro e d’un tappo, uno strato di foglie intere, poi uno strato di striscioline e uno di sale e di spezie regolandovi con queste proporzioni: per chilogr. 50 di cavoli gr. 500 di sale, mezzo gr. di zafferano e 250 gr. di comino, il tutto misto, lo zafferano sciolto con un po’ d’acqua. Riempito in tal modo il mastello, mettete sopra i cavoli un pezzo di tela, un coperchino di legno e un grosso peso e collocateli in un luogo asciutto e fresco. Quando comincia a formarsi la salamoia, lasciatela scorrere fuori dal foro, e tornatela a versare sui cavoli, continuando così tutti i giorni finché l' acqua comincia a sorpassare il coperchio. Allora desistete, ma se venisse a galla un po’ di schiuma, affrettatevi a levarla. In capo a due mesi potete cominciare a servirvi dei cavoli, prendendo quelle porzioni che vi occorrono e spremendone sempre il liquido che deve restare nel mastello. La tela che si trova sotto il coperchio si lava ogni settimana e si ripone al suo posto bene asciutta.