Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1/Capitolo 1/I. Del mare

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Dottrina elementare
della geografia fisica

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Dottrina elementare
della geografia fisica
Trattato della geografia fisica Capitolo 1 - II. Del fondo del mare

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dottrina elementare della geografia fisica.

Parte prima e generale, la quale contiene
gli elementi, il mare, la terra e l’aria.

CAPITOLO I.

del mare.

Il mare è la madre non solamente di tutte le acque, di tutte le sorgenti, e di tutt’i fiumi ai quali fornisce la loro esistenza per mezzo d’evaporazioni, ma benanche di tutto quello ch’esiste; ed ancora al presente produce e nutrisce maggior numero di specie di animali che la terra. Esso ricoprì sul principio tutto la terra, la quale simile a Venere spuntò dal suo seno, e presentemente domina ancora più che due terzi della superficie del globo. Considerando l’immensa pianura acquea di 6 ½ milioni di miglia quadrate tutta riunita, sembra doversi piuttosto attribuire alla terra il nome di globo acquatico. Non vi esiste alcun continente, nissuna terra ferma, ma solamente maggiori e minori strisce di terra diseccata, isole o [p. 120 modifica]gruppi di isole, le quali tutte unite appena si estendono ai 2½ milioni di miglia quadrate; questi quasi si perdono nell’immensità dell’arcipelago. Se la terra asciutta fosse continente, non vi sarebbe un mare, ma mari di diverse grandezze rinchiusi nella terra ferma.

Pare che la grande massa sproporzionata dell’acqua fosse necessaria, parte per mantenere le sorgenti ed i fiumi, parte per purificare l’aria per mezzo d’un eterno processo chimico. Incessantemente s’innalzano dal mare le particelle acquose in qualità di vapori, nel tempo stesso ch’egli assorbe i vapori mefitici dell’aria, inservibili alla respirazione. In tal guisa questi elementi hanno fra di loro un eterno rapporto; essi cominciano la gran circolazione perpetua della natura, e sviluppano o generano la prima materia organica, la quale è pure necessaria al mantenimento del più infimo muscolo. Il mare non è solamente il legame che unisce i paesi che da esso paiono divisi, ma benanche lega l’intera natura, fin dove le conosciamo, ed è il primo semplice organo della sua attività vitale.

Nel modo col quale dividiamo la terra [p. 121 modifica] secondo l’estensioni maggiori e minori, cioè in continente ovvero l’intero maggiore, ed in isole; nello stesso modo dividiamo ancora il mare in oceano, ed in mari particolari.

L’oceano, volgarmente detto il mare, è quella gran parte immensa d’acqua che abbraccia la terra ferma. Quello che è circondato dalla terra lo chiamiamo mare mediterraneo; e questo, essendo interamente circondato dalla terra, è chiamato lago, come il lago di Aral, il lago di Sperding ed altri piccoli laghi delle nostra Prussia.

Qualche volta però, essendo il lago di una grandezza considerabile, e pure chiamato mare, come per esempio il mare caspio. D’altronde un mare, malgrado la comunicazione coll’oceano, prende ciò non ostante separatamente il nome di mera in quella regione ove si trova, come il mare mediterraneo, il mar nero, il mar baltico ec. I seni sono l’opposto delle penisole; essi sono circondati solamente in parte dalla terra, come il seno arabico, il persiano, quello della Finlandia, quello della Botnia e quello del Messico. Stendendosi i seni lungo il continente, ed avendo larga comunicazione col mare, sono chiamati golfi, [p. 122 modifica]come il golfo della Guascogna, quello del Perù, quello della Guinea ec. Estendendosi questi più nell’interno del continente, ed avendo la comunicazione col mare solamente per mezzo di uno stretto, chiamansi baje, come la baja di Baffin, di Hudson. Queste due parole spesse volte però si confondono. La cala è un piccolo seno, per esempio la cala di Amburgo. Una cala atta ad approdarvi chiamasi scala (luogo ove si può approdare); e se l’arte vi è venuta in ajuto, porto.

Gli stretti di mare, chiamati anche passi, canali, sund, belte, sono opposti alle lingue di terra, poichè uniscono due grandi mari.