La fame del Globo

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Antonio Saltini

2013 L saggi/agricoltura La fame del Globo
Risorse agrarie e domanda di alimenti Intestazione 15 dicembre 2008 75% Saggi

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Indice

Tutti gli aratori del villaggio partecipano alla costipazione di una risaia prima del trapianto che viene realizzato in corrispondenza alle piogge monsoniche. L'immagine è stata ripresa da Wolstad per la Photo Library della Fao (10475) e accordata all' Archivio Nuova Terra antica


01

 Terra, acqua, energia in un rapporto sullo stato del globo 50%.svg


Per millenni l’uomo si è appropriato delle risorse della natura senza alcuna preoccupazione per le ripercussioni delle proprie azioni sugli equilibri idrologici, climatici, biologici: per le sue limitate capacità di prelievo il mondo non aveva confini. Le trasformazioni antropiche si realizzavano, peraltro, con lentezza secolare, così che le associazioni floristiche e zoologiche si riplasmavano lentamente, parallelamente agli interventi delle società umane, che, seppure senza percepirlo, erano indotte ad adeguare la propria opera alle reazioni della natura. Gli strumenti di alterazione della natura assicurati alle società umane dalla scienza e dalla tecnica consentono di sovvertire in pochi anni, o mesi, l’assetto millenario di intere regioni, determinando effetti di ordine successivo destinati a manifestarsi nell’arco di decenni, quando non sarà più possibile correggere gli interventi che li hanno prodotti. L’uomo dispone degli strumenti per distruggere il mondo in cui vive, e forze prepotenti, dalla crescita demografica a quella industriale, lo inducono al consumo incontrollato delle risorse indispensabili alla vita futura delle società civili. Maturate in occasione delle recenti crisi energetiche e alimentari, delle avvisaglie di future crisi idrologiche, le prime riflessioni sulle conseguenze del ritmo assunto dalla modificazione della natura, un istituto di ricerca americano propone il confronto sistematico dei risultati delle nuove indagini mediante la pubblicazione di un rapporto annuale sullo stato delle relazioni tra l’uomo e il Pianeta. Coordinato da uno dei protagonisti delle polemiche sugli equilibri ambientali degli anni recenti, costruito attraverso l’esame comparato dei dati elaborati da centinaia di organismi diversi, il rapporto rappresenta fonte doviziosa per aggiornare le conoscenze di quanti, ricercatori, responsabili politici e amministrativi, operano sul terreno dei rapporti tra la società umana e le risorse naturali.

Genio rurale, XLIX, n.4, aprile 1986




02

 Fame nel mondo: manca il cibo o il denaro per acquistarlo? 50%.svg

Ricevuto all’Università di Firenze per la consegna della laurea honoris causa, il premio Nobel professor Amartya Sen pronuncia l’allocuzione di rito proponendo la propria dottrina sul problema dell’alimentazione del Pianeta. Produrre cibo non presenterebbe autentiche difficoltà, secondo l’economista indiano: l’unico problema sarebbe assicurare un reddito a milioni di famiglie che il cibo non possono acquistare. Disponendo di un reddito non farebbero fatica a procurarselo. La tesi, seducente, è in stridente contrasto con i dati più recenti della Fao, che denunciano la crescente difficoltà a ottenere, dalle risorse già sfruttate, produzioni maggiori. Se il potere di acquisto dei popoli poveri aumentasse, è difficile prevedere che la loro domanda potrebbe essere soddisfatta

Previdenza agricola, LI, gennaio 2001



03

 Borlaug: Pensiamo a quando dovremo mangiare in 9 miliardi 50%.svg

Intervista al premio Nobel padre della "rivoluzione verde" sul futuro della ricerca genetica, chiamata a soddisfare i bisogni degli abitanti del globo che soffrono la fame

Agricoltura n.7/8 2003


04

  L’Asia abbandona il riso: è la più grande rivoluzione alimentare della storia 50%.svg

L’ultimo notiziario della Fao propone due notizie chiave. Dopo quattro anni le produzioni cerealicole hanno tornato a superare i consumi: la penuria è scongiurata. Ma l’Asia pare consumare meno riso, più frumento e più mais: la prova di una mutazione degli equilibri alimentari destinata a trasformare l’economia del Pianeta

Spazio rurale, L n. 3, marzo 2005


05


 L’agricoltura grande sfavorita nella contesa per l’acqua 50%.svg

Produrre una tonnellata di cereale richiede 1.000 tonnellate d’acqua. Se l’umanità dovrà raggiungere la produzione di 4 miliardi di tonnellate di cereali il suo fabbisogno idrico sarà imponente. Ma nuovi invasi sono di realizzazione sempre più ardua, industria e usi civili sottraggono all’agricoltura quantità d’acqua crescenti

Spazio rurale, L, n. 7, luglio 2005



06

 Politica del territorio in Emilia Romagna. La chimera dello sviluppo “sostenibile” 50%.svg


Uno slogan domina la vita politica dell’Emilia Romagna, i cui amministratori, dalla Giunta regionale a quella del più piccolo comune di montagna, proclamano che i principi con cui governano il territorio sarebbero quelli dello “sviluppo sostenibile”. Un recente rapporto sull’ambiente rivela che, cessata la crescita demografica, arrestatosi lo sviluppo economico, il dilagare del cemento negli spazi agricoli procede a un ritmo tale da annullare, in quindici decenni, una pianura conquistata alle acque in tre millenni.

Spazio rurale, LI, n.8/9, agosto-settembre 2006


07

 Il sogno radioso del Pianeta affamato 50%.svg

E’ stata pubblicata da un’editrice bolognese una raccolta di scritti degli alfieri dei movimenti che contestano l’agricoltura fondata sulla scienza e la tecnologia, e propugnano una nuova agricoltura contadina in cui ogni famiglia dovrebbe produrre il proprio cibo. Colpisce il lettore la determinazione a ignorare le conseguenze delle proprie proposte, espressione di quello spirito giacobino che reputa accettabile qualunque prezzo possa costare la propria utopia

Spazio rurale, LII, n. 3, marzo 2007


08

 Due rivali contendono il pianeta: l’uomo e l’automobile. Gli esiti del match non sono prevedibili 50%.svg


L’ascesa dei prezzi del petrolio sta moltiplicando, nel primo produttore di cereali del Globo, gli impianti per la produzione di etanolo, il cui numero non può non influire sulle capacità di esportazione. La recente ascesa del prezzo del mais non potrebbe essere ritenuto evento casuale, potrebbe preludere a nuovi equilibri del mercato mondiale

Spazio rurale, LII, n.5, maggio 2007


09

 Dollaro, petrolio, grano, tre variabili, un’incognita nell’equazione del Pianeta 50%.svg

Dopo due lustri di cedimenti il dollaro è crollato: le autorità monetarie americane hanno abbandonato ogni tentativo di restituirgli il ruolo di termine degli scambi internazionali. Probabilmente hanno verificato che l’economia degli Stati Uniti non è più in grado di dominare l’economia del Pianeta. Tentare dissanguerebbe inutilmente la ricchezza americana. Perduto il proprio valore il dollaro non si scambia più con l’energia secondo il vantaggioso rapporto del passato: per disporre di una nuova moneta gli Stati Uniti hanno deciso di interrompere la fornitura di mais agli allevamenti dell’Europa e dell’Asia. Convertito in energia il mais americano sarà il nuovo strumento della potenza a stelle e strisce. I paesi che, privi di mais, non potranno più produrre carne, dovranno comprare carne americana ai prezzi che deciderà Washington

Archivio Osvaldo Piacentini n.11-12, aprile 2008


10

 Tra l’umanità e le risorse la frattura dell’economia, della politica, dell’etica 50%.svg

Nella seconda metà del secolo recentemente terminato si è verificato un fenomeno privo di qualunque evento analogo nei rapporti plurimillenari tra la Terra ed i propri abitanti: il numero degli uomini è raddoppiato, la produzione di alimenti essenziali, i cereali, è triplicata. Dimostrano l’eccezionalità del fenomeno i tempi impiegati, fino all’età moderna, dalla popolazione del Globo per raddoppiare la propria consistenza, variabili tra tremila e mille anni. Analizzando la meccanica del fenomeno l’Autore dimostra che esso è stato sospinto da cinque fattori: la conversione delle foreste tropicali in campi coltivati, l’ampliamento delle superfici irrigue, la decuplicazione della produzione di fertilizzanti, l’esplosione di quella di antiparassitari e la costituzione, da parte della genetica, di nuove varietà delle specie coltivate. Precisato il ruolo dei singoli fattori, dimostra che la scienza li aveva apprestati in centocinquant’anni di progresso agronomico e che essi, spinti ad interagire dalle condizioni politiche ed economiche, hanno sfruttato risorse naturali, foreste, fiumi, giacimenti di minerali fosfatici, potenzialità delle piante coltivate, che non sono più disponibili per una crescita comparabile nei decenni futuri. Per nutrire i tre miliardi di uomini che si aggiungeranno, nel futuro prossimo, alla popolazione mondiale l’umanità dovrà, innanzitutto, preservare da ogni spreco le risorse disponibili, dovrà, soprattutto, accettare di provvedere alla più equa distribuzione delle produzioni sussistenti, evitando conflitti che, anzichè soddisfare esigenze inappagate, moltiplicherebbero distruzioni e carenze.

relazione al convegno Risorse alimentari tra contraddizioni antiche e incertezze future. Potrà la Terra assicurare il pane (e la carne) a nove miliardi di abitanti? Auditorium de La Nazione, Firenze, 20 novembre 2009

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 Crisi alimentare Intervista ad Antonio Saltini 50%.svg

I giornali parlano di crisi alimentare planetaria. Il tono generale è quello della sorpresa. Antonio Saltini, docente di storia dell’agricoltura alla Facolta di agraria dell’Università di Milano ha scritto, da quando fu, negli anni Settanta, vicedirettore del settimanale Terra e vita, innumerabili articoli e una serie di libri sui temi della strategia alimentare internazionale. Gli chiediamo se la sorpresa, costituisca, in una circostanza tanto grave, atteggiamento coerente, o se il quadro agropolitico abbia offerto, negli anni recenti, elementi da cui uomini politici ed economisti avrebbero dovuto desumere che gli equilibri alimentari fossero meno sicuri di quanti paiano reputare tuttora

Spazio Rurale LVI n. 2, febbraio 2011

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 Ai piedi del Ruwenzori la speranza si chiama Sandra 50%.svg

Il ripetersi di tumulti nei paesi africani ha un significato tragicamente evidente: come in tutti i tempi la folla insorge davanti allo spettro della morte per fame. Dal 1980 la pluralità delle nazioni ha abbandonato ogni impegno per lo sviluppo dell’agricoltura, i bisogni sono aumentati, la produzione è insufficiente, nei paesi poveri milioni di persone non possono più acquistare il riso o il sorgo per ricolmare la ciotola quotidiana. In Africa, in una delle regioni dalle carenza più gravi, un’associazione umanitaria ha offerto, nel 2006, i fertilizzanti per gli agricoltori che non potevano acquistarli: obbedendo agli attivisti delle organizzazioni “biologiche” europee i contadini del Congo hanno minacciato di bruciare i raccolti ottenuti con i prodotti dell’orrore. Ha raccolto la sfida una donna, Sandra Kavira, agronomo, che ha convinto le contadine dei villaggi ai piedi del Ruwenzori a utilizzare i fertilizzanti offerti. E’ stato il prodigio: i suoli esauriti da millenni di sfruttamento hanno risposto con generosità: un ettaro di risaia, che produceva il riso per dieci persone, ha prodotto il cibo per cinquantacinque.

La fame del Pianeta ed Nuova Terra Antica 2011 Milano

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 Paradossi del terzo millennio: il trionfo bolognese di Vandana Shiva, ambasciatrice mondiale della fame indiana 50%.svg

Bologna, 2013. Taglio del nastro con l’economista indiana Vandana Shiva per la 25esima edizione del Sana (andata in scena alla fiera di Bologna e conclusasi il 10 settembre), la più importante manifestazione espositiva italiana per l’alimentazione biologica certificata, l’erboristeria, la cosmesi naturale e biologica.

Giannella Channel ottobre 2013

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 Mais "inquinato"dal caldo: una storia italiana 25%.svg

Nei giorni in cui si scopre che mezza Italia s’è bevuta latte tossico a causa del mais contaminato in periodi di grande siccità da una muffa cancerogena, scoperta culminata con l’arresto di otto persone in Friuli, volentieri accogliamo nel nostro appuntamento domenicale questa riflessione di un autorevole storico delle scienze agrarie. Aspettiamo reazioni e commenti.

Giannella Channel ottobre 2013

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 Cosa c'è nella magiatoia di mucche e scrofe, polli e tacchini 25%.svg

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 Report e i brevetti vegetali: Scienza e agricoltura secondo la TiVu nazionale 25%.svg

Nella gloriosa tradizione italica del Minculpop dal pulpito dell’imbonimento nazionale viene prescritto agli italiani cosa debbano pensare in tema di scienze della vita e di futuro alimentare del Pianeta

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 A Firenze, metà trionfale, metà occulto, il convegno della stregoneria agraria 25%.svg