Le dimore estive dell'Appennino toscano/Appennino di Garfagnana/II

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2. S. Pellegrino dell'Alpe

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Appennino di Garfagnana - I Versilia
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S. Pellegrino dell’Alpe.

1520 m.


In un piccole ripiano circondato da estesi pascoli su per le pendici dell’Appennino che là chiamano Alpe, sorge lantichissimo Santuario di meschina apparenza architettonica, dedicato a S. Pellegrino e S. Bianco. Presso la chiesa fu costrutta una casa detta Ospedale,, abitata un tempo da alcuni frati che stavano a custodia del Santuario, e provvedevano ai viandanti che valicavano l’Appennino per quella parte, ove nell’anno 1077 erasi aperto un varco per le provincie modenesi.

Quelle alture sono affatto nude di vegetazione arborea: qualche faggio raro, scarmigliato e intristito vive come un reietto, abbandonato là su quelle vette: le selve cominciano più in basso, un tempo folte e impenetrabili sino alla crina. Nelle vicinanze, sui terreni del Comune di Castiglione di Garfagnana, si è cominciato a rimboschire sino dal 1881 con [p. 14 modifica] una prima piantagione di 3000 abeti, ai quali ne furono aggiunti posteriormente altre migliaia, sì che a poco a poco la montagna per lodevolissima opera del Comune Castiglionese mostrerà di nuovo la sua veste ricca e superba.

Il Santuario è a due chilometri circa dalla via nazionale Livorno-Mantova, alla Foce delle Radici, il più alto valico degli Appennini, 1528 metri. Questo luogo di residenza estiva non ha altri che l’eguagli per bellezza di panorama di monti. Le Alpi Apuane dal Pizzo d’Uccello al Procinto appaiono in tutta la loro maestà: non v’è picco, non vetta che tengano celati; quelle Alpi sono poi cosi vicine che se ne possono rilevare ad occhio nudo tutte le più minute particolarità della loro bizzarra struttura.

Il clima è sanissimo; il caldo non vi si sente; vi si possono godere come in nessun altro luogo quei bagni di luce e di sole, tanto raccomandati dal Mantegazza, che sono un vero farmaco per mantenersi in salute. I venti però vi fanno troppo spesso da padroni, chè non sono tenuti in rispetto dalle protettrici foreste.

Nell’agosto vi accorre gran folla di devoti da paesi vicini e lontani: si odono parlare quasi tutti i dialetti d’Italia: si veggono tipi [p. 15 modifica] diversi e si potrebbe compiervi uno studio etnografico sulle popolazioni montagnole dei più interessanti.

Il luogo non ha che sette case oltre il Santuario e una settantina di abitanti sparsi nelle vicinanze.


Alberghi. — L’unico, tenuto ora da Ercole Lunardi, costruito dal Duca Alfonso II d’Este ; è abbastanza comodo e decente. Aperto tutto l’anno. Pensione lire 5 per giorno.

Per lettere : Ercole Lunardi, Castiglione di Garfagnana per S. Pellegrino dell’Alpe.


Distanze. — Lucca, chil. 79; Ponte a Moriano S. F. più vicina chil. 72; Castelnovo Garfagnana 32, rotabile, via mulattiera. Vandelli, 15: Modena, 108; Abetone 29½.


Vetture. — Via Lucca-Castelnovo vedi a pag. ll. A Castelnovo i fratelli Pardi e Luigi Andreucci hanno buone vetture e cavalli. L’albergo più comodo, oltre quello che hanno i fratelli Pardi, è il Globo, sulla piazza. Da Castelnovo al Santuario, vettura a quattro ruote, ad un cavallo lire 15; a due, lire 20. Da Pievefosciana a cavallo in 3 ore si giunge al Santuario. — Dirigendosi a Pietro [p. 16 modifica] Angelini a Pievefosciana, si può avere un cavalla con 3 a 5 lire.


Medico e Farmacia. — A Castiglione, chi* lometri 14 e a Pievefosciana, chil. 14.


Posta e Telegrafo. — A Castiglione e a Pievefosciana la posta; a Castelnovo il tele* grafo. Però tutti giorni si possono ricevere e mandare lettere.


Cavalcature e Guide. — Rivolgersi alV albergatóre.


Gite.Lago Santo, 1501 m., ore 4.

M. Rondinàio, 1964 m., ore 5. Bella veduta.

M. degli Scaloni, 1981 m., ore 2½.

M. Vecchio, 1931 m., ore 3.

S. Anna Pèlago, 1069 m., sulla via nazionale, ore 1½.

Casone di Profecchia, 1307 m., ore 1½

Alpe di Cusina, 2121 m., ore 5.

Alpicella delle Radici, 1682 m., ore 2½.

M. Giovarello, 1760 metri, ore 4. Bella veduta.

Abetina di Civago e Valle dei Porci, ore 4