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Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCXXIX

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SONETTO CCXXIX.


R

Otta è l’alta colonna e ’l verde Lauro,

     Che facean’ ombra al mio stanco pensero;
     Perdut’ ho quel che ritrovar non spero
     4Dal Borea all’Austro, o dal mar’ Indo al Mauro.
Tolto m’hai, Morte, il mio doppio tesauro,
     Che mi fea viver lieto, e gire altero;
     E ristorar nol può terra nè impero,
     8Nè gemma oriental, nè forza d’auro.
Ma se consentimento è di destino;
     Che poss’io più, se no aver l’alma trista,
     11Humidi gli occhi sempre, e ’l viso chino?
O nostra vita, ch’è sì bella in vista:
     Com’ perde agevolmente in un mattino
     14Quel che ’n molt’anni a gran pena s’acquista!