Pagina:Guittone d'Arezzo – Rime, 1940 – BEIC 1851078.djvu/408

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404 indice
XVI. — Celebra la pietá della sua donna ||
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XVII. — Ad Aldobrandino conte di Santa Fiore ||
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XVIII. — A Ser Orlando da Chiusi ||
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XIX. — Grido accorato di guelfo, dopo Montaperti ||
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XX. — In difesa delle donne ||
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XXI. — Non chiedendo, ma meritando si ottiene guiderdone in amore ||
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XXII. — Userá fede contro disamore, mercé contro orgoglio e umiltá contro fierezza ||
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XXIII. — Si conforta della lontananza, pensando d’esser ritenuto «fino amante» ||
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XXIV. — Si conforta a non disperare ||
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II. CANZONI ASCETICHE E MORALI

DI FRATE GUITTONE D’AREZZO

XXV. — Amore è follia che ci distoglie dal ben fare, proprio della natura umana ||
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XXVI. — Si conforta nell’amore di Dio, pensando con sempre maggior disgusto al tempo trascorso nell’errore ||
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XXVII. — Molto ha da vergognarsi del passato, molto da gioire del presente e molto da sperare pel futuro ||
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XXVIII.— Amore è peggio che guerra ||
 68
XXIX. — Il dovere e il piacere d’amare Iddio e gli obblighi dei frati ||
 71
XXX. — Non è vero che sia piú facile fare il male che il bene. ||
 77
XXXI. — Il piú grave errore sta nel non credere in Dio e nella vita futura ||
 80
XXXII. — Difesa ed esaltazione del suo fervore come frate gaudente ||
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XXXIII. — Lamenta la decadenza di Arezzo ed ammonisce i concittadini a porre sollecitamente rimedio al male ||
 89
XXXIV. — Quali sono le cose gradite nel mondo ||
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XXXV.— A Gesú ||
 96
XXXVI. — Alla vergine Maria ||
 99
XXXVII.— A san Domenico ||
 101
XXXVIII. — A san Francesco ||
 103
XXXIX. — Invito alla mistica danza ||
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XL. — A Loderingo degli Andalò, a proposito delle di lui tribolazioni ||
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XLI. — Ammonimento al conte Guido Novello.no XLII. — In lode del legato Pietro da Massa.ni XLIII. — L’onore è il massimo bene: bisogna saperlo acquistare e mantenere ||
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XLIV. — Chi serve Dio s’allontana da ogni pena e trepidazione. ||
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