Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/309

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note 253

Pag. 159, lin. 17.

Lago d’averno, oggi Solfatara.


Pag. 161, lin. 18.

Filippi, Tessaglia, (nella cui provincia era compresa la Farsaglia) Libia, ed Egitto furono i teatri, ove ebbero luogo questi grandissimi avvenimenti, pei quali lo stato politico dell’universo cambiò d’aspetto, e di forma. I funerali della gente ibera accennano la strage fatta da Cesare in Ispagna delle armi pompeiane, delle quali più di 33.m uomini rimaser sul campo. La Libia e l’Egitto esposti egualmente al furore della guerra civile sono detti gementia, perchè ivi perirono Giuba re di Numidia, Tolomeo, Cleopatra, ed Antonio. Quest’ultimo fu rotto nella battaglia navale seguito al Capo d’Azzio, oggi Capo Figaio, sul quale ergevasi un Tempio dedicato ad Apollo, alla cui protezione Dione attribuisce l’insigne vittoria di Cesare, per la quale rimase signore del mondo. A ciò alludono i versi che seguono.


Pag. 162, lin. 26.

Le Alpi Graie comprendono il Moncenisio, e il piccolo San Bernardo. Cesare discese da questo, sulla cima del quale dovea trovarsi un tempio dedicato ad Ercole, come oggi vi è quello del sopra detto Santo. Più altri passaggi ebbero luogo per codeste quasi inaccessibili rupi, ma quel di Cesare del qual parla Petronio, e quello più ammirabile ancora di Napoleone nel 1800 vincon la fama di ciascun altro.


Pag. 163, lin. 16.

Nell’anno 364 di Roma i Galli condotti da Brenno entrarono conquistatori in Italia, e si avanzarono sino al Campidoglio, dove trattenuti dalla costanza de’ Senatori, dieder tempo a’ Romani di riprender coraggio, assaltare e scacciare i nemici, e respingerli fuor d’Italia.