Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/38

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26 pensieri (2048-2049-2050)

natura a ciascuna parte assuefabile del vivente, in quanto disposizioni, ed acquistate in quanto facoltà ed assuefazioni. Questo pensiero si può molto stendere e cavarne delle belle conseguenze, intorno alla natura della memoria ed alla sua analogia colle altre  (2049) disposizioni e facoltà dell’uomo. Siccome la memoria per diverse circostanze s’indebolisce, o come disposizione o come facoltà o nell’uno e nell’altro modo, cosí pure per diverse circostanze fisiche, morali ec. accade all’assuefabilità ed alle assuefazioni delle altre parti ed organi degli animali. E come coll’esercizio l’altre assuefazioni ed assuefabilità o si acquistano o si accrescono ec., cosí la memoria, ch’é assuefabilità e le reminiscenze che sono assuefazioni ec. (4 novembre 1821).


*    Alla p. 2043, margine. La bellezza e il diletto dello stile d’Orazio e d’altri tali stili energici e rapidi, massime poetici, giacché alla poesia spettano le qualità che son per dire, e soprattutto lirici, deriva anche sommamente da questo, ch’esso tiene l’anima in continuo e vivissimo moto ed azione, col trasportarla a ogni tratto, e spesso bruscamente, da un pensiero, da un’immagine, da un’idea, da una cosa ad un’altra, e talora assai lontana, e diversissima: onde il pensiero ha da far molto a  (2050) raggiungerle tutte, è sbalzato qua e là di continuo, prova quella sensazione di vigore (vedi p. 2017, capoverso ultimo) che si prova nel fare un rapido cammino o nell’esser trasportato da veloci cavalli o nel trovarsi in una energica azione ed in un punto di attività (vedi p. 1999); è sopraffatto dalla moltiplicità e dalla differenza delle cose (vedi la mia teoria del piacere) ec. ec. ec. E quando anche queste cose non sieno niente né belle, né grandi, né vaste, né nuove ec., nondimeno questa sola qualità dello stile basta a dar piacere all’animo, il quale ha bisogno di