Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145

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[p. 69 modifica] di cui si era servito Epitteto, fu venduta per 3000 dramme. Vedi p. 4166, fin. I ricchi Ateniesi per lusso usavano di tener servi negri. Teofrasto, Caratteri, cap. XXXI; Terenzio, Eunuch. I, 2. 85. Auctor ad Herenn. IV, 50; Visconti, Museo Pio Clem. t. III, fig. 35. rappresentante la statua di un Negro servente al bagno. Negli spettacoli antichi si gridava da capo (αὖθις) come da noi. Vedi le mie noterelle latine sul Simposio di Senofonte. Similmente di tenere in casa una scimmia o piú d’una ancora. Ib. c. IV, Vedi p. 4170, 4298.


*    Alla p. 4144, capoverso 1. In questo senso bisogna intendere quel luogo di Epitteto, Enchirid. c. 24. τούτων ἐμοὶ οὐδὲν ἐπισημαίνεται, ἀλλ’ ἢ τ κτησιδίῳ μου ἢ τ δοξαρίῳ ἢ τοῖς τέκνοις ἢ τῇ γυναικί.


*    E comandolle che senza altro (nulla) dire, per sua propria l’allevasse. Caro, Gli Amori pastorali di Dafni e Cloe di Longo Sofista, ragionamento primo, p. 6. ediz. di Crisopoli (Pisa) 1814. nel volume II della Collezione degli Erotici greci tradotti in volgare.


*    Mordiller. Mordre légèrement et frequemment; faire un grand nombre de petites morsures. Pougens Archéologie française art. mordiller, Paris, 1821-5. tom. II, p. 29. Antica voce francese, adoperata anche da Scarron e dalla Sévigné, e inserita anche nel Dizionario dell’Accademia francese nell’edizione del 1798.


*    Ella è cosa forse o poco o nulla o non abbastanza osservata che la speranza è una passione, un modo [p. 70 modifica]di essere, cosí inerente e inseparabile dal sentimento della vita, cioè dalla vita propriamente detta, come il pensiero, e come l’amor di se stesso, e il desiderio del proprio bene. Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo, eccetto quando la vita non si sente, come nel sonno ec. Disperazione, rigorosamente parlando, non si dà, ed è cosí impossibile a ogni