Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4294

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*   La differenza tra le voci d'origine volgare e quelle di origine puramente letteraria nelle lingue figlie della latina, si può vedere anche in questo, che spesso una stessissima voce latina, pronunziata e scritta in un modo, nelle nostre lingue significa una [p. 241 modifica]cosa; in un altro modo un’altra, tutta differente, e si considera come un'altra voce da tutti, salvo solo i pochissimi che s’intendono delle origini della lingua. Per esempio, causa latino, corrotta di forma e di significato dall’uso volgare, significa res (cosa: vedi la p. 4089); usata incorrottamente nella letteratura e scrittura, significa, come nel buon latino, cagione. Ed è certo che causa italiano è voce, benché ora volgarmente intesa (non però usata dal volgo), di origine letteraria; poiché nel trecento non si trova, o è cosí rara, che i fanatici puristi de’ passati secoli dicevano ch’ella non è buona voce toscana, ma che dee dirsi cagione, voce pure storpiata di forma e di senso dalla latina occasio, che pur si usa poi nella sua vera forma e senso, come una tutt’altra (occasione), benché in origine sia la stessa. Francese chose - cause, spagnuolo cosa - causa ec. (Firenze, 21 settembre 1827). Leale, loyal, leal (spagnuolo)-legale, légal, legal.


*    Diluvium - déluge.


*    Alla p. 4238. Ebbero i greci ancora, come i moderni, degl’Itinerari, delle Descrizioni di città e di provincie, anche con dettagli appartenenti a storia, arti, monumenti, costumi, prodotti, statistica, insomma (come quella di Pausania, e la Descrizione della Grecia di Dicearco, contemporaneo di Teofrasto, della quale son da vedere i frammenti nei Meletemata del Creuzer); delle Relazioni di Viaggi per mare e per terra (come i Peripli, il Viaggio di Nearco, di Arriano nell’Indica, quello di Megastene all’India, ed altri simili sotto titolo di ‘Ινδικά, αἰθιοπικά, περσικά ec.): e in fine non v’è quasi ricchezza letteraria fra’ moderni di cui non si trovi fornita anche la bibliografia greca (Firenze, domenica, 14 ottobre 1827).


*    Persone la cui compagnia e conversazione ci piaccia [p. 242 modifica]durevolmente, e si usi volentieri con