Postilla all'iscrizione etrusca del Semisse romano d'Arezzo

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Elia Lattes

1892 P Indice:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu Rivista italiana di numismatica 1892

Postilla all'iscrizione etrusca del Semisse romano d'Arezzo Intestazione 12 ottobre 2012 75% Numismatica

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT

Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della rivista Rivista italiana di numismatica 1892

[p. 41 modifica]

POSTILLA


ALL'ISCRIZIONE ETRUSCA DEL SEMISSE ROMANO


D' A R E Z Z O



L’iscrizione etrusca del semisse romano sestantario, trovato l’anno 1890 in Arezzo, presso la necropoli del poggio del Sole1:


Rivista italiana di numismatica 1891 p 374.jpg (al diritto)


Rivista italiana di numismatica 1891 p 375.jpg (al rovescio)


deve leggersi, a parer mio:

Criuepeue Areuizies.


Essa trova così riscontro, sotto il rispetto onomastico, p. es. nell'epitafio chiusino:

θansi-Zu | χnis’ (Fabretti, tav. XXXII, 837);


epitafio di un lautni, ossia, circa, ’liberto’, secondochè questa parola è tradotta latinamente in due bilingui (Fab., 794, bis; Gamurrini, tav. VIII, 719) — come dimostrarono il Deecke (Bezzenberger’s Beitr., III, p. 309), e il Pauli (Etrusk. Stud., IV, p. 11, 66), col confronto dell’altro epitalio, esso ancora di Chiusi:

θansi: Petrus’: laudni: (Fab., Terzo Supplem.. 232).

[p. 42 modifica] Torna perciò probabile che un lautni sia stato altresì il personaggio del semisse; e ben conviene infatti il suo nome, quale. a me sembra, a tale maniera d’uomo. Di quello ritrovo, il primo termine (Criuepeue) sopra il coperchio d’un ossuario del museo di Firenze:

Arnt. S[t]eprni | Kr[u]ipuus (Fab., tav. XXIII, 213);


la cui lezione riesce così assicurata, dovechè finora ondeggiavasi appunto in riguardo all’ultima parola, a cagione dell’incerta forma del terzo elemento, che l’artefice verosimilmente sbagliò e poi corresse. — Quanto al secondo termine (Areuizies) della nostra epigrafe, tra i personaggi menzionati nell’iscrizione celtica di Novara, è Anarevis’eos; nome che, dal Flechia in poi, tutti considerarono composto della preposizione an- e di Are-vis’eos (cfr. Are-morica, Are-late, ecc.): ora codesto semplice Arevis’eos, sino al presente soltanto conghietturato, s’ha appunto, so ben vedo, in Areuizies, con z per s, come p. es. nell’etr. Cazi di una bilingue (Fab., 460) per Cassius del testo latino conispondento, o come nell’Utuze di due scarabei etruschi, uno di Bolsena (Fab., 2094 bis A), l’altro di Chiusi (Fab., 483 bis), per Ὀδυσσεύς 2.

Fu adunque Areui’zie, il padrone o patrono, a dir così, di Criuepeue, un Gallo. Egli trova nell’etrusca epigrafia numerosi compagni: Cale (Fab., 254, 894, 2582, Gam., 147, 219); Calec (Fab., 2072); Cales [p. 43 modifica](Gam., 668); Calie (Gam., 220); Calis’ (Fab., 2099), Calis (Gam., 746); Calia (Fab., 625, Gam., 148); Callia (Fab., III Suppl., 110, 111, = Gam., 149, 150), Calesa (Fab., 119), Cales’i (Fab., 346); poi Celtas... (Fab., 2321), Kelθual (Fab,, 1318), Celtnal (Fab., 1014 bis) e Celtacual o Celtalual (Fab., 112, Gloss., 821); infine, per quant’io so, Avilerec (Fab., 2304), cioè, se ben vedo, Aulercus. Trova questi compagni sopratutto intorno a Chiusi (Cale, Calia, Callia, Calesa, Celtnal, forse Celtacual), di dove, secondo la tradizione, sarebbe venuto a’ Galli l’invito di varcar l’Apennino; gli Aulerci poi, già si ricordano fra i seguaci di Belloveso, e ad essi anzi rannoderebbosi il nome stesso di Mediolanum. Ma piacerà forse in ispecial modo ai romanologi la presenza, che sarebbe così documentata dal nostro semisse, di Colti in Arezzo: giacche essi c’insegnano, che si danno “al versante mediterraneo dell’Apennino, in una sezione del vero territorio etrusco, cioè nella regione arezio-perugina, dei cospicui caratteri gallo-italici emiliani„3.

Note

  1. Gamurrini, Di un semisse di Roma con etrusche iscrizioni, in questa Riv. It. di Num., IV, p. 321-324.
  2. Per l’iu di Criuepeue rimpetto all’u di Kruipuus, cfr. p. es. Partiunus Fab. III, 371 con Partunus, 367 sg., Tiucuntnal Gam. 694 con Tucuntines’ Fab. 1172. eritiuras, nell’iscrizione di Magliano, p. es. con Velhinaburas’ Fab. 1914 A 6.20; per l’e (Criuepeue) rimpetto all’i (Kruipuus), cfr. p. es. Easun Fab., 252) per Ιὰσων, Menerra Fab. 1019 ecc. con lat. Minerva, Leene nella bilingue Fab. 253 con lat. Licini. — Scrive del resto il Gamurrini (p. 323): " Si può ben supporre che il re, col rimanere più distaccato dell’altre lettere, sia l’usitato prenome di re per vele (velius)". Se quindi il distacco è sensibile, e tale da doversene tener conto, preferirà forse taluno, sia per tale motivo, sia por la cacofonia, quale a noi pare suoni, della parola Criupeue;, di dividero Crimpe-Ue; e sarà, o Ue(l) Criuepe, col prenome posposto, come nella bilingue di Pesaro e come in tante epigrafi dell’Etruria meridionale; oppure: Criuepe di Areuizie, pur sempre stando ferme le cose sopra osservate. Si confrontino: Fab. 1149, Uel per Vel, 7O0 ter, Uelus per Velus, ecc.; Fab. 249, L. Pupuni | lautni | Anainis’ | Verus’ ecc.; Fab. 1896, Laχu θefri’s’ | Spurinas’ lau’tni. A me, tuttavia, più arride, per ora, la lezione proposta qui sopra.
  3. Ascoli, Arch. ghttol. ital. II. p. 452, cfr. 443-453.