Vai al contenuto

Proteo

Da Wikisource.
Plutarco Riposo
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta XIII. Da 'Psiche'
[p. 183 modifica]

XIX

PROTEO

Questo dio. che si cangia in mille forme,
che allegra l’onda di perpetui balli,
che infiora il crin delle nereidi e dorme
sovra letto di perle e di coralli;
e clic, quando nel mar con le sue torme,
del gran padre annitrir sente i cavalli,
tutte misura con piú rapid’orme
ch’ala di falco le nettunie valli :
questo mirabil dio s’è fatto anch’egli
vecchio e solingo pcscator, che fruga
livide gore e putridi fossati :
e n’ha sozze le man, sozzi i capcgli,
e gli solca la fronte, a mo’ di ruga,
la memoria de’ regni invendicati.