CCLXIII (1796). Non compie un lustro ancor, da ch'io pur dava
../CCLXII. Di sangue egregia in signoril ventura
../CCLXIV. Donna o tu che all'età vegnenti appresti
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20 giugno 2022
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Non compie un lustro ancor, da ch’io pur dava
(Qual dovea liber’alma altera e pura)
Addio perenne all’abborrite mura
Del vil Parigi, ov’io schiavo mi stava.
Reo d’alti sensi entro città sì prava,
Di risentita indomita natura,
Morte vedeva io là che ingiusta e oscura
Sempre in sul capo mio fera aleggiava.
Di carcer tale il Ciel mi trasse; e meco
Quella, ch’io più di me medesmo ho cara;
Sola per cui la vita a don mi reco.
Ma quanti amici (ahi rimembranza amara!)
Spenti udii poscia in quell’orrendo speco,
Dove a bramar perfin Turchia s’impara!