Donna, o tu che all’età vegnenti appresti
In questa tela un monumento industre,
Che in un l’arte tua bella e il quadrilustre
Affetto tuo ver me costante attesti;
Deh, come vera riprodur sapesti
Questa mortale mia spoglia palustre!
Deh, qual più salda, e più che l’altra illustre,
Vita seconda a’ miei sembianti or desti!
Forse in quest’opra tua mirando un giorno
Qualche alta coppia di amator beati,
Staran pensosi al bel lavoro intorno:
Poscia esclamar si udranno: «Oh fortunati;
«Duran lor fiamme ancor, degli anni a scorno!» —
E gli occhi avran di lagrime bagnati.