S’io nel comun dolore, allor che tutti
I Buoni soli gemon sotto al peso
Della servil tirannide, compreso
Non fossi primo in sì onorati lutti;
Certo, allor gli occhi non di pianto asciutti
M’avrei, d’alta vergogna il cuor compreso:
Ch’io mostreria, vilmente essermi arreso
A patteggiar d’oppressïone i frutti.
Non che gran parte, mie sostanze intere
Furate a me, me di più Fama ricco
Facciano, e in un mie voci ognor più vere.
Così due volte dal mio Aver mi spicco,
E la mia Libertà con me sol pere:
Nel fango i vili intanto al suol conficco.