Bianco-piumata vaga tortorella,
Ch’or, su la mia fenestra il vol raccolto,
Ti stai dolce-gemente in tua favella,
Fisa i raggianti occhietti entro il mio volto;
Che vorresti pur dirmi, o tu sì bella?
Mira, a mia posta anch’io ti guardo e ascolto;
Che messaggera d’amorosa stella,
Certo ver me le rapid’ali hai sciolto. —
A te, che amor per lunga prova intendi,
Nè per prospera sorte il cor ti smalti,
A te vengh’io narrar miei lutti orrendi. —
Deh! basta; intesi: ah, sola sei! già gli alti
Strali mi passan del pianto che imprendi:
Già piango, e tremo che il tuo duol mi assalti.