Sempre ho presente quell’atto soave,
Con che tu volgi turbatetta il ciglio
A me, quand’io non ricco di consiglio
Erro; che spesso avviemmi, e ognor m’è grave.
Maggiore amor, maggior pietà non have
Tenera madre pel suo dolce figlio:
Quindi, s’io poi non sempre al ben mi appiglio,
Pianto non è che mia vergogna lave.
Donna mia, poco son; ma nulla io fora,
Se fra il cieco bollor de’ pensier miei,
Te non avessi per mia scorta ognora.
Anco lontana, al fianco mio tu sei:
Spiacerti io temo: e al ben oprar m’incuora
L’amor tuo, di cui privo, io non vivrei.