Duro error, che non mai poscia si ammenda,
Il nascer schiavo del poter d’un solo!
Per cui su l’ali di virtute a volo
L’uom non può alzarsi, ancor ch’ella lo incenda.
Se a libertade avvien ch’ei l’alma intenda,
Caldo amator del bello antico stuolo,
Desïandola invano, immenso duolo
Forza è che ognor più sventurato il renda:
Se, fra delizie e il non pensare, ignaro
Vive ei de’ dritti a lui nel nascer tolti,
Fetida vita il pon dei bruti al paro.
Forti, o voi pochi, in rio servaggio avvolti,
Fia sola ammenda al nascer vostro amaro,
L’essere in suol di libertà sepolti.