CXCI (1787). Dubbio, per me più crudo assai che morte
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11 giugno 2022
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Dubbio, per me più crudo assai che morte,
Giorno e notte mi rode, auge e consuma;
S’io debba, o no, tragger la lunga bruma
Qui presso a lei, ch’è sul mio cor sì forte.
So qual mi aspetta altrove orrida sorte;
So quanto in van di viver io presuma
Dove il suo raggio l’aure non alluma,
Dove non è chi il mio dolor contorte:
Ma pur, qual scelta, oltre il morir, mi è data?
Queste abitar di Senna inique rive,
Vera tomba d’ogni alma innamorata.
Scelta orribile, ad uom che d’amor vive;
La cui bollente fantasia turbata
Del gel del mondo fetido il proscrive.