Or dal Tebro al Tamigi andarne errante,
Stolto! credendo addietro il duol restasse,
Or dal Tamigi al Tebro, a cui mi trasse
Sol dell’alta mia donna il bel sembiante:
Or muover ratte, ed or tarde le piante;
Ora in voci alte, ora in tremanti e basse
Narrando irle mie’ guai, quasi ascoltasse
Flebil parola di lontano amante:
Or temere, or sperare, e pianger sempre:
Da sette e sette lune, ecco in qual vita
Convien che il mio cor misero si stempre.
Per più mio danno, ella è d’Italia uscita,
Or ch’io per lei vi torno; e in dure tempre
Ragion mi svolge d’onde Amor m’invita.