Le pene mie lunghissime son tante,
Ch’io non potria giammai dirtele appieno.
D’atri pensieri irrequieti pieno,
Neppure io ’l so, dove fermar mie piante.
Misera vita strascíno ed errante;
Dov’io non son, quello il miglior terreno
Parmi; e quel ch’io non spiro, aere sereno
Sol chiamo; e il bene ognor mi caccio innante:
S’anco incontro un piacer semplice e puro,
Un lieto colle, un praticello, un fonte,
Dolor ne traggo e pensamento oscuro.
Meco non sei: tutte mie angosce conte
Son da quest’una; ed a narrarti il duro
Mio stato, sol mie lagrime son pronte.