Due Gori, un Bianchi, e mezzo un arciprete;
Una Carlotta bella, e cocciutina;
Una gentil Teresa, e un po’ di Nina,
Fan sì ch’io trovo in Siena almen quiete.
Fonte-branda mi trae meglio la sete,
Parmi, che ogni acqua di città latina;
Fama mi dà la stamperia Pazzina,
Le cui bindolerie già poste ha in Lete.
A Camollìa mi godo il polverone;
E in su la Lizza il fresco ventolino:
Al male il ben così compenso pone.
Ma il campo di mie glorie è il saloncino
Dove si fan le belle recitone,
Quasi cantar si udisse il Perellino.