Quattrocent’anni, e più, rivolto ha il cielo,
Da che il Tosco secondo, in carmi d’oro
Si dolse aver canuto Italia il pelo,
E morta essere ad ogni alto lavoro.
Che direbbe or, s’ei del corporeo velo
Ripreso il carco, all’immortal suo alloro
Star sì presso mirasse il crudo gelo
D’ignoranza, che fa di sè tesoro?
E se sapesse, ch’ei non è più inteso;
E, men che altrove, in suo fiorito nido,
Ch’ora è di spini e di gran lezzo offeso?
E s’ei provasse il secol nostro infido?
E s’ei sentisse or dei re nostri il peso?
E s’ei vedesse chi di fama ha grido?