CXXXIV (1784). Lontano (ohimè!) già mesi, e mesi, e mesi
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6 giugno 2022
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Da definire
Lontano (ohimè!) già mesi, e mesi, e mesi
Da lei, che mai d’un’ora io non lasciava;
Da lei, ch’ogni mio affanno allevïava,
E da chi il fior d’ogni bell’opra appresi:
Or, che ver ella ho pur miei passi intesi,
Tal di lagrime è in me l’usanza prava,
Che ancor di pianto il mio ciglio si aggrava,
Nè mi par ver ch’io tal vïaggio impresi.
Dubbio fra me, pensoso, palpitante,
Dico a me stesso: e fia possibil cosa
Ch’io la riveggia, e non le muoja innante?
Poi nella stanza del cor più nascosa
Nasce un tremito, e cresce ad ogni istante,
Qual d’uom, che immenso ben sperar non osa.