Donna, or più giorni son che a caldo sprone
Vengo seguendo l’orme tue novelle;
E in ogni loco chieste, odo novelle,
Che mi dovrian pur dar speranze buone.
Di tua beltà la dolce visïone
Precedendo mi va con ali snelle;
E tratto tratto a me le fide stelle
Par ch’ella volga, e che il tuo dir mi suone.
Son lieto, è ver, ma di letizia muta,
Qual di chi aspetta, e col desio sol tiene,
Cosa che lungamente avea perduta.
Io n’ho certezza; eppur temenza viene,
E di sue larve hammi la mente empiuta.
Oh quante in troppo amar s’inventan pene!