Italia, o tu, che nulla in te comprendi
Di grande omai, che l’aurea tua favella,
E la donna che a me fra tutte è bella,
Ch’or rattener contro sua voglia imprendi:
Verrà quel dì, ch’io ’l duro fallo ammendi
D’esser libero figlio a madre ancella,
Col non ripor mai piede entro tua fella
Terra, ove il varco a virtù sol contendi?
Rapido vento orïental m’invola
Già dalla vista di tua infausta riva;
Ma il cor, l’alma, il pensiero indietro vola.
Fatal contrasto, in cui forza è ch’io viva!
O l’amata mia donna lasciar sola;
O rivederla ove di pace è priva.