Tanta è la forza di ben posto amore,
Ch’anco in contrarie barbare vicende
Non però mai l’uom dispregevol rende,
Anzi gli allarga, e vie più innalza, il core.
Or, ch’io son fatto albergo di dolore,
Veggio fin dove il gran poter si estende
Di lui, che a cor gentil tanto si apprende,
Ch’ove regna egli, virtù mai non muore.
Tu, donna mia, mi narri in quelle note,
Con cui di lontananza il duol mi tempri,
Che ogni dì la pietade in te più puote:
E a me pur vien, che il pianto altrui mi stempri
Il cuore, in guise a me pria d’ora ignote:
Sol ben, che i mali nostri omai contempri.