Ruscelletto orgoglioso

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Fulvio Testi

1643 R Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Poesie letteratura Ruscelletto orgoglioso Intestazione 20 gennaio 2016 75% Poesie

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(Al Conte Raimondo Montecuccoli.)


RUSCELLETTO orgoglioso,
Ch’ignobil figlio di non chiara fonte
     Un natal tenebroso
     Avesti intra gli orror d’ispido monte,
     5E già con lenti passi
     Povero d’acque isti lambendo i sassi;
Non strepitar cotanto,
     Non gir sì torvo a flagellar la sponda,
     Chè benchè Maggio alquanto
     10Di liquefatto gel t’accresca l’onda,
     Sopravverrà ben tosto
     Essiccator di tue gonfiezze, Agosto.
Placido in seno a Teti,
     Gran re de’ fiumi, il Po discioglie il corso,
     15Ma di velati abeti
     Macchine eccelse ognor sostien sul dorso,
     Nè per arsura estiva
     In più breve confin stringe sua riva.
Tu le gregge e i Pastori
     20Minacciando per via spumi e ribolli,
     E, di non proprj umori
     Possessor momentaneo, il corno estolli,
     Torbido obliquo, e questo
     Del tuo sol hai, tutto alieno è il resto.
25Ma fermezza non tiene
     Riso di cielo, e sue vicende ha l’anno:
     In nude aride arene
     A terminar i tuoi diluvj andranno,
     E con asciutto piede
     30Un giorno ancor di calpestarti ho fede.
So che l’acque son sorde,

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     Raimondo, e ch’è follia garrir col rio;
     Ma sovra Aonie corde
     Di sì cantar talor diletto ha Clio,
     35E in mistiche parole
     Alti sensi al vil volgo asconder suole.
Sotto ciel non lontano
     Pur dianzi intumidir torrente i’ vidi,
     Che di tropp’acque insano
     40Rapiva i boschi e divorava i lidi,
     E gir credea del pari
     Per non durabil piena a’ più gran mari.
Io dal fragor orrendo
     Lungi m’assisi a romit’Alpe in cima,
     45In mio cor rivolgendo
     Qual’era il fiume allora e qual fu prima,
     Qual facea nel passaggio
     Con non legittim’onda ai campi oltraggio.
Ed ecco, il crin vagante
     50Coronato di lauro e più di lume
     Apparirmi davante
     Di Cirra il biondo, Re Febo il mio Nume,
     E dir: ‘Mortale orgoglio
     Lubrico ha il regno, e ruinoso il soglio.
55Mutar vicende e voglie,
     D’instabile fortuna è stabil’arte;
     Presto dà, presto toglie,
     Viene e t’abbraccia, indi t’abborre e parte;
     Ma quanto sa si cange:
     60Saggio cor poco ride e poco piange.
Prode è ’l Nocchier, che ’l legno
     Salva tra fiera Aquilonar tempesta;
     Ma d’egual lode è degno
     Quel ch’al placido mar fede non presta,

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     65E dell’aura infedele
     Scema la turgidezza in sparse vele.
Sovra ogni prisco eroe
     Io del grande Agatocle il nome onoro,
     Che delle vene Eoe
     70Ben su le mense ei folgorar fe’ l’oro,
     Ma per temprarne il lampo,
     Alla creta paterna anco diè campo.
Parto vil della terra
     La bassezza occultar de’ suoi natali
     75Non può Tifeo: pur guerra
     Move all’alte del ciel soglie immortali.
     Che fia? Sott’Etna colto
     Prima che morto ivi riman sepolto.
Egual fingersi tenta
     80Salmoneo a Giove, allor che tuona ed arde;
     Fabbrica nubi, inventa
     Simulati fragor, fiamme bugiarde;
     Fulminator mendace
     Fulminato da senno a terra giace’.
85Mentre l’orecchie i’ porgo
     Ebbro di maraviglia al dio facondo,
     Giro lo sguardo e scorgo
     Del rio superbo inaridito il fondo,
     E conculcar per rabbia
     90Ogni armento più vil la secca sabbia.