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''Ferrovia da Milano verso Piacenza. ''
 
''In esecuzione delle condizioni stabilite dalla convenzione 1 maggio l85l, fu impresso e viene con energia proseguito il tracciamento della parte della ferrovia centrale italiana, la cui esecuzione spetta all’Austria, oltre Lodi, Casalpusterlengo e Codogno sino alla sponda sinistra del Pò presso Piacenza, con riguardo alla futura sua diramazione, per essere congiunta colle ferrovie piemontesi. Cosi pure si provvede contemporaneamente che sia tracciata la ferrovia da Mantova verso Borgoforte, la quale andrà a congiungersi alla ferrovia centrale; circa la costruzione d’un ponte oltre il Pò furono fatte non solo le necessarie misurazioni, ma fu esaminato il terreno per l’ escavo delle fondamenta dell’ideato ponte colossale, onde poi proporre quel modo di costruzione che si dimostrerebbe più adatto alle circostanze'' <ref>{{Ac|Giuseppe Sacchi|G. Sacchi}}, in “Annali universali di statistica, economia pubblica, geografia, storia, viaggi e commercio”, Volume XXXI della Serie II, Luglio Agosto e Settembre, Milano, 1852, pag. 330</ref>.
 
Sfortunatamente, la prima concessionaria, la “Società della Strada Ferrata dell’Italia Centrale”, economicamente poco attrezzata, dopo aver intrapreso i lavori da Piacenza a Bologna, si trovò in grandi difficoltà nella ben più impegnativa tratta appenninica. Per cinque anni i lavori si trascinarono stancamente fra discussioni e proteste, anche da parte di abili tecnici che anonimamente segnalavano:
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