Sul mare delle perle/Capitolo VI

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VI. Una nuova spedizione

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Capitolo V Capitolo VII

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CAPITOLO VI.

Una nuova spedizione.

Un profondo silenzio regnava nel salottino dopo quell’emozionante rivelazione del re dei pescatori di perle. Mysora, atterrita, non aveva più osato alzare gli sguardi su Amali, nè pronunciare una parola in difesa del proprio fratello. Giovanissima ancora aveva udito raccontare qualche cosa su quell’atroce delitto commesso dal principe, ma fino a quel momento aveva sempre ignorato che quel generale fosse stato il discendente degli antichi marajah di Jafnapatam e fratello del re dei pescatori di perle.

L’aria altera e ironica del suo volto era scomparsa e la tinta giallo dorata della sua pelle era diventata grigiastra, ossia pallidissima.

— Che cosa ne dici, Mysora, di questa istoria? — chiese finalmente Amali, rompendo il penoso silenzio che regnava nel salotto.

— La conoscevo vagamente — rispose la principessa, senza guardarlo — Vuoi vendicare su di me la morte di tuo fratello? Afferra il pugnale e uccidimi! [p. 74 modifica]

— Riconosci in me questo diritto?

Mysora non ebbe il coraggio di rispondere.

— Il re dei pescatori di perle fortunatamente non è un vile per prendersela con una donna. L’odio mio è contro tuo fratello e non già contro di te, quindi mi vendicherò soltanto di lui.

— Ed allora perchè mi hai rapita e condotta quì?

— Per strappargli dalle mani il piccolo Maduri che tiene in ostaggio e che farebbe morire come il padre, se io osassi intraprendere qualche cosa contro il reame.

— E tu speri che mio fratello te lo renda?

— Se vorrà rivederti libera, bisognerà che me lo ceda.

— Sicchè io rimarrò prigioniera finchè Maduri non ti verrà consegnato?

— Sì, Mysora.

— La prigione non è brutta — disse la giovane, tornando ironica. — Il re dei pescatori di perle ha un palazzo che può gareggiare con quello di mio fratello, ha però un difetto.

— Quale?

— Quello di essere meno solido.

— Non ti comprendo.

— Mi capirai meglio quando i guerrieri di mio fratello verranno ad assalirlo e a demolirlo.

— E da qual parte giungeranno? — chiese Amali con accento beffardo.

— Troveranno il modo di scalare questa rupe.

— Ti ho già detto, mia signora, che li attendo tranquillamente. [p. 75 modifica]

— E anche gli inglesi saranno della partita.

— Facciano pure.

— E anche i guerrieri di Manaar accorreranno per liberare il loro principe.

— Ci tieni alla sua liberazione?

— Non mi interessa.

— Eppure egli ti ama — disse il re dei pescatori, con voce strana.

— T’importerebbe? — chiese Mysora, colpita dall’accento d’Amali e guardandolo fisso.

Il re dei pescatori fece colla mano un gesto incomprensibile, poi disse:

— Addio, signora. Hai per prigione le stanze più sontuose del mio palazzo e a tua disposizione una folla di servi. Non hai che a ordinare e avrai tutto quello che potrai desiderare, eccettuata una sola cosa: la libertà.

Le volse le spalle senza attendere la risposta.

Quando giunse sulla soglia del salottino si volse vivamente, guardando la prigioniera.

In quegli occhi poco prima così cupi vi era ora un lampo d’una dolcezza infinita.

Represse un sospiro e uscì precipitosamente, quasichè avesse avuto paura di non poter frenare qualche parola che stava per sfuggirgli dalle labbra.

Nella stanza attigua l’aspettava Durga con quattro indiani armati fino ai denti.

— I tuoi ordini, padrone? — gli chiese.

— Metterai delle sentinelle a tutte le porte onde Mysora non possa uscire dalle sue stanze e sia sempre sorvegliata. Esigo che ella sia trattata più da ospite che da prigioniera e che le siano [p. 76 modifica]usati i riguardi che spettano alla sorella di un principe.

— Quando partiremo noi per Jafnapatam?

— Al tramonto, mio bravo Durga. Sceglierai trenta dei più arditi e raddoppierai le spingarde del Bengalore. Che cosa fa il principe di Manaar?

— Dorme, padrone.

— Che non sia lasciato un solo momento, fino al nostro ritorno. Può essere un uomo pericoloso.

— Ne avrà per un paio di settimane e quando sarà in grado d’alzarsi noi saremo quì da molto tempo.

Amali attraversò parecchie stanze, scese lo scalone di marmo e uscì dal palazzo andando a sedersi sopra una punta dell’enorme scoglio.

I suoi sguardi percorsero più volte il mare che scintillava sotto i raggi del sole e scrutarono attentamente l’orizzonte.

Nessuna vela si mostrava. Lontano lontano però, si scorgevano dei punti neri appena percettibili che si dirigevano verso l’ovest. Erano le barche dei pescatori di perle che tornavano frettolose sui banchi di Manaar.

Amali le seguì per qualche tempo con lo sguardo distratto, poi bruscamente si volse e alzò il capo verso le finestre del suo palazzo.

Una testa era comparsa curvandosi sul parapetto di pietra rosea d’una veranda.

Il re dei pescatori, scorgendola, aveva trasalito.

— Mysora — mormorò.

I loro sguardi si erano incontrati, senza che in essi apparisse nessun lampo d’odio. Anzi gli occhi [p. 77 modifica]neri e profondi della giovane principessa avevano assunto un’espressione di malinconica dolcezza.

Il fiero pescatore di perle e la sorella del marajah, rimasero alcuni minuti immobili continuando a guardarsi, poi quest’ultima si ritirò lentamente indietreggiando e facendogli colla mano un gesto d’addio.

Amali non aveva lasciato il suo posto. Aveva continuato a guardare verso la veranda, come se la giovane si fosse trovata ancora là.

La voce del suo luogotenente lo trasse da quell’immobilità.

— Padrone, — aveva detto Durga — se questa sera dobbiamo partire, va’ a prendere un po’ di riposo. Non ne avrai il tempo più tardi. Credevo anzi che tu dormissi in piedi come i nostri elefanti.

— Avevo gli occhi aperti.

— Sì, fissi lassù, — rispose il luogotenente, con un sorriso malizioso. — Vi erano due altri occhi che ti guardavano, due vere stelle, padrone.

— Taci, Durga — rispose Amali. — Tu sai che vi è del sangue fra me e quella fanciulla.

— Ed anche un principe che può diventare un pericoloso rivale.

— Ma che io posso sopprimere, — disse Amali, con accento selvaggio.

— Dovevi farlo prima, quando la tua scimitarra lo colpiva.

— Mi pareva di commettere un assassinio.

— Troppo generoso, padrone! Il marajah e anche il principe non avrebbero esitato a spacciarti se [p. 78 modifica]tu fossi caduto nelle mani dell’uno o dell’altro. Pensavo anzi che tu, mettendo piede sulla terra del tuo nemico, commetti una grande imprudenza. Fidarsi del marajah! Uhm! Può costar caro.

— Io andrò da lui, a testa alta, colla minaccia sulle labbra, — rispose Amali, con tono risoluto. — Egli non oserà toccarci perchè la nostra vita è difesa da quella di Mysora.

— Sei certo che il marajah ami sua sorella?

— Mi hanno detto che ha per lei un’affezione illimitata e vedrai che per riaverla non esiterà a lasciarmi il piccolo Maduri. Quando noi avremo il fanciullo e lo avremo condotto qui, io ti mostrerò di che cosa sarà capace Amali. Egli mi ha ucciso il fratello ed io gli rapirò il trono che i suoi avi hanno rubato ai miei.

— Tutti i pescatori di perle ti obbediscono e quando tu l’ordinerai impugneranno le armi ed invaderanno le terre del tuo nemico. Se tu l’avessi voluto a quest’ora il marajah di Jafnapatam non regnerebbe più.

— Può darsi ma io avrei perduto per sempre il piccolo Maduri e tu sai quanto amo mio nipote che è destinato, un giorno a regnare e continuare, dopo due secoli, la nostra dinastia.

— È vero, padrone; il marajah che non è mai stato generoso, non avrebbe esitato a sacrificarlo al suo odio. Va’ a riposarti e lascia a me l’incarico di preparare la spedizione.

— Farai anzi avvertire tutti i pescatori del colpo di mano che io sto per tentare ed ordinar loro che si tengano pronti ad accorrere in difesa della [p. 79 modifica]rocca, nel caso che dovesse venire assalita durante la nostra assenza.

— Ho già mandato Apati alle peschiere, onde spiare anche gl’inglesi: saranno furiosi per la perdita della loro nave ed appoggeranno il marajah.

— Non oseranno tanto, perchè sanno che quasi tutta la popolazione di Ceylan parteggia per me e che potrebbe insorgere contro di loro. Durga, io conto su di te.

Amali guardò un’ultima volta verso la veranda e nuovamente trasalì. Dietro la stuoia variopinta di fibre di cocco, aveva veduto delinearsi un’ombra ed il cuore gli aveva detto che era quella di Mysora.

— Cerca di spiare i miei disegni o s’interessa di me? — si chiese, meditabondo. — Sento che quella fanciulla avrà una gran parte sul mio destino.

Rientrò nella sua splendida dimora dove l’attendeva la colazione in una delle sale terrene, adorna di fiori ed abbellita da una fontana di marmo, il cui getto manteneva là dentro una frescura deliziosa, poi si ritirò nella sua stanza per riposarsi della veglia notturna. Quando riaprì gli occhi il sole cominciava a declinare e le prime ombre della sera avevano già invaso le stanze pianterrene del palazzo.

La prima domanda che fece al servo accorso alla sua chiamata, fu per aver notizie di Mysora.

— Riposa, padrone, — rispose l’indiano.

— Ha chiesto di me?

— No. [p. 80 modifica]

— Ed il principe di Manaar?

— È stato nuovamente medicato da Durga.

— È pronto il Bangalore?

— L’equipaggio è già a bordo.

Amali indossò una nuova camicia di seta bianca, d’una meravigliosa finezza, coi bordi inferiori intessuti d’oro, si cinse i fianchi con una fascia di broccato a smaglianti colori, si avvolse il capo in una sciarpa adorna di perle, poi uscì salendo la scala di marmo che conduceva nell’appartamento riservato alla prigioniera.

Dinnanzi alla porta, vegliavano due indiani, armati di fucili.

Amali staccò dalla vicina parete una mazza di legno e vibrò due colpi su una grande lastra di bronzo appesa sopra la porta, facendo rimbombare tutto il palazzo.

Era l’annuncio della sua visita. Ciò fatto entrò nella vicina sala dove già Mysora lo attendeva, prevedendo forse la sua venuta.

— Prima di partire, — le disse Amali; senza lasciarle il tempo di chiedergli il motivo di quella chiamata — sono venuto a domandarti se devo dire nulla, da parte tua, al marajah.

— Vuoi recarti da mio fratello? — esclamò la giovane con stupore e facendo un gesto di spavento.

— Andrò da lui, signora.

— Pesa la vita al re dei pescatori di perle?

— Per ora no.

— Ed osi presentarti a mio fratello?...

— Che cosa devo temere se tu sei nelle mie mani? [p. 81 modifica]La pinazza era saltata... (pag. 101). [p. 81 modifica]

— Potrebbe egualmente ucciderti.

— Non lo farà, Mysora, perchè la tua vita risponderà della mia. Se io fossi ucciso, i miei uomini, anche se mi avessero promesso di risparmiarti, ti ucciderebbero.

Vi fu un breve silenzio. Negli sguardi della giovane si vedeva balenare un lampo di terrore.

— Allora sono perduta — mormorò.

— Finchè io sarò vivo, tu non correrai pericolo alcuno.

— Non recarti da mio fratello, re dei pescatori di perle. Egli ti odia più di quanto supponi, perchè teme che un giorno tu possa riuscire a strappargli il potere.

— Ho deciso di recarmi a Jafnapatam e lo farò — rispose Amali, con accento risoluto. — Quando anche fossi sicuro di morire io vi andrei.

— Ammiro il tuo coraggio, però preferirei che tu mandassi un altro in vece tua. Mio fratello è di carattere violento e vendicativo e potrebbe lasciarsi trasportare da qualche eccesso.

— Hai paura che mi uccida e che i miei uomini facciano subire a te egual sorte; ho indovinato Mysora?

— No — rispose la giovine con vivacità, fissando i suoi begli occhi in quelli d’Amali. — Vorrei che vi andasse un altro per evitarti qualche tradimento e per....

— Prosegui — disse il re dei pescatori di perle, con ansietà.

— Perchè.... i prodi si ammirano.

— Che importa a te che io cada nell’impresa? [p. 82 modifica]Sono un prode che trama contro la tua famiglia, quindi un pericolo che sarebbe meglio non esistesse pel marajah di Jafnapatam.

— È vero — rispose Mysora, abbassando il capo.

In quel momento Durga entrò dicendo:

— Padrone, il Bangalore è pronto ed il vento è propizio. Le tenebre proteggeranno il nostro approdo alla spiaggia.

— Addio, signora, — disse Amali alla giovane.

— Non lo ucciderai?

— Tuo fratello? No, te lo prometto. Vi è troppo sangue ormai fra noi perchè io ne versi dell’altro, mentre sarei stato ben lieto che neppure una goccia ci avesse separato. Vivi sicura poichè alcun pericolo ti minaccia durante la mia assenza. Anche da lontano io veglierò sulla mia prigioniera.

— Tu sei leale e generoso, Amali, ed ho avuto torto a giudicarti male.

— Non sono più dunque quel bandito del mare, che tu disprezzavi tanto anche ieri sera?

— No.

— E mi perdoni d’averti rapita?

— Sì, perchè eri nel tuo diritto.

— Grazie di queste parole, Mysora.

— Che Budda ti protegga, re dei pescatori di perle. Ora non tremo più nè per me, nè per mio fratello.

Amali uscì seguito da Durga e quando fu fuori del palazzo, alzando gli sguardi verso una delle finestre, scorse ancora Mysora, la quale lo guardava dietro la stuoia. [p. 83 modifica]

Un sorriso gli spuntò sulle labbra, un sorriso di felicità!

— Penserà a me e forse più di quanto osavo sperare — mormorò. — Che sia per paura o perchè io le ho toccato il cuore? Eppure se sapesse che da due anni il mio pensiero è costantemente rivolto ai suoi begli occhi!... Il grido di vendetta di mio fratello non è riuscito a spegnere la strana passione che mi è nata nel cuore fino dal primo momento che l’ho veduta alla pesca delle perle, nella sua dorata galea. Orsù, vedremo se questa passione mi sarà fatale!

Scese la gradinata che girava intorno alla rupe ed entrò nella galleria, fermandosi sopra il pozzo che metteva nella caverna di pesci-cani.

Sotto la scala di corda stava il Bangalore coi suoi fanali accesi. Intorno, gli squali, svegliati dalla luce, nuotavano, giuocherellando e sollevando colle loro terribili code sprazzi di spuma.

— Hai dato gli ordini necessari? — chiese Amali a Durga, prima di scendere.

— Sì, padrone. Tutte le spingarde del palazzo sono state collocate attorno alla roccia in modo da impedire qualsiasi attacco. I nostri uomini non si lascieranno sorprendere, e Kalermi che li comanda è il più coraggioso di tutti ed il più fidato.

— Andiamo.

S’aggrappò alla scala di corda e saltò sulla tolda della nave, dove trenta uomini, scelti con cura da Durga, lo aspettavano.

Non vi era fra loro che qualche cingalese, tutti [p. 84 modifica]gli altri erano indiani della costa del Malabar, uomini di provato coraggio e valentissimi marinai, anzi i migliori che vanti l’Indostan, perchè, anche su cattive imbarcazioni, non esitano ad intraprendere lunghissimi viaggi spingendosi perfino a Giava ed a Sumatra.

Al pari dei loro compatriotti, indossavano tutti dei costumi di tela bianca, con calzoni strettissimi e giacche cinte da larghe fascie, per sostenere le armi. Sulla testa invece avevano ampi fazzoletti a colori, strettamente annodati.

Begli uomini d’altronde, quantunque un po’ magri e colla pelle quasi nera, coi muscoli molto sviluppati ed i tratti del viso regolarissimi ed energici. Amali li passò in rassegna con viva compiacenza, poi disse:

— In mare, miei bravi, e preparatevi a tutto, anche a morire, perchè la nostra spedizione sarà pericolosissima.

I trenta uomini afferrarono i remi per spingere il Bangalore fuori dalla caverna, poi spiegarono rapidamente le vele.

Il vento, che aveva cambiato direzione, soffiando da ponente, favoriva la corsa della piccola nave, la quale doveva spingersi invece verso levante, trovandosi la grande isola di Ceylan in quella direzione.

La notte era chiara, essendovi una splendida luna, ed il mare quasi tranquillo. Non si vedevano delle ondate che intorno all’enorme roccia e sugli scoglietti che si prolungavano in gran numero verso tramontana. [p. 85 modifica]

Il Bangalore dopo due o tre bordate, per evitare i banchi sabbiosi, mise la prora verso levante, dirigendosi prima di tutto verso i bassifondi, sui quali si era spaccata la nave inglese.

Amali sperava di trovarla tuttora e di impadronirsi di qualche pezzo di cannone, non essendo fornito il Bangalore che di spingarde di piccolo calibro.

— Se non si è rovesciata del tutto la vuoteremo di quanto potremo trovare, — disse Durga. — Ci appartiene per diritto di guerra.

— Dubito di trovarla ancora a galla, — rispose Amali. — I banchi che sorgono in quel luogo sono pericolosissimi, causa l’incessante rompersi delle onde, quindi la nave non avrà resistito ai cavalloni.

— Padrone, e se trovassimo gl’inglesi in quei dintorni?

— Li eviteremo e continueremo il nostro viaggio. Non abbiamo tempo per imbarazzarci ora con costoro. Ho molta fretta di approdare a Jafnapatam.

— Ed io nessuna, Amali.

— Hai paura?

— Non mi fido del marajah.

— Finchè abbiamo Mysora nelle nostre mani, non oserà tentar nulla contro di noi.

— E se ci facesse arrestare?

— I pescatori di perle verranno a liberarci. Sai che sono quindicimila, ben provvisti d’armi e che non attendono che una mia parola per invadere lo stato del marajah.

— E se ci facesse uccidere. [p. 86 modifica]

— Ci vendicheranno e metteranno tutto a ferro e a fuoco. Alla Corte di Jafnapatam ho un amico fidato, che al pari di me ha giurato di vendicare la morte di mio fratello; è coraggioso e valente e penserà lui ad avvertire i pescatori di perle mettendosi alla loro testa.

— Tu hai pensato a tutto.

— A tutto Durga, — rispose Amali. — Credevi tu che io mi gettassi nella bocca del lupo senza prendere le mie precauzioni?

— Tuttavia non fidarti troppo del marajah che è vendicatore e crudele.

— Lo conosco meglio di te e so che sarebbe ben contento di far subire anche a me l’orribile supplizio, di cui è stato vittima mio fratello, onde sbarazzarsi d’un pericoloso pretendente.

— Io credo che non oserà farti uccidere, per timore dei pescatori di perle, tuttavia temo che non ti restituisca il piccolo Maduri. È un ostaggio troppo prezioso che gli assicura il trono.

— Se vorrà la libertà di Mysora, bisognerà che lo ceda.

— E gliela rimanderai?

— Manterrò la promessa.

— Sarà perduta per te.

Amali sospirò senza rispondere.

— E tu l’ami.

— Sì, Durga, alla pazzìa.

— Ed anch’essa mi pare che, dopo averti odiato e disprezzato, cominci ad ammirare il prode e cavalleresco re dei pescatori di perle.

— Come lo sai tu? [p. 87 modifica]

— Quando tu sei uscito dal palazzo ti ha sempre spiato tenendosi nascosta dietro le stuoie e anche quando tu sei rientrato è rimasta a lungo sulla veranda colla speranza di rivederti. E questo non è tutto, perchè alle sentinelle che vegliavano dinanzi alla sua porta, ha chiesto parecchie volte di te.

— E del principe di Manaar?...

— Mai.

— Sicchè tu credi?...

— Che Mysora ti ami o per lo meno cominci ad amarti.

— Potesse essere vero.... ma no, è un sogno che mai potrà realizzarsi. Ella sa che io odio suo fratello, sa che aspiro a conquistare il trono dei miei avi; sa che rovinerò la sua famiglia e che per la sua stirpe sarò un uomo fatale. Come credere che quella fanciulla possa un giorno appartenermi? Quando io avrò rovesciato suo fratello, mi odierà e tutto sarà finito.

— Tu puoi offrirle un trono.

— Che prima apparteneva a suo fratello! Non lo accetterebbe mai.

— Gli farai grazia della vita e lo eleggerai tuo ministro come egli aveva nominato tuo fratello. Che cosa ne dici, padrone, di questo progetto?

Invece di rispondere, Amali tese una mano verso tramontana, chiedendo:

— Non ti pare di scorgere i banchi?

— Sì padrone, ecco le onde che vi si infranfrangono.

— Non scorgo la nave. [p. 88 modifica]

— Sarà stata capovolta.

— Lo prevedevo, nondimeno andremo a visitare quei bassifondi.

— Possiamo trovare qualche cannone, Amali; la marea è bassa e almeno una parte del vascello sarà rimasta scoperta.

Il re dei pescatori prese la barra del timone che fino allora era stata tenuta da uno dei suoi marinai e diresse il Bangalore verso i banchi, avanzandosi con prudenza, onde non subire la sorte toccata alla nave inglese.