Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro II/Capitolo 108

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Libro II - Capitolo 108

../Capitolo 107 ../Capitolo 109 IncludiIntestazione 31 agosto 2009 75% cristianesimo

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DELLA MEDESIMA MATERIA DI CONSERVARE, ET ACCRESCERE LECITAMENTE LE FACULTÀ.

Buona cosa è adunque, et degna di huomo Christiano, il contentarsi di quello che Iddio ci ha dato, et saperlo conservare, et accrescere senza offesa di Dio, ne danno del prossimo, parte come habbiamo detto con troncar gli appetiti, et risecar et moderare le spese superflue, parte anchora con proveder che in casa ogni cosa si dispensi misuratamente, non mancando di quanto fa mestieri, ma non disperdendo, ne scialacquando, et quantunque alcuni si ridano, et motteggino di questo vivere assegnato, nondimeno niuno deve negare, che molto meglio è viver parcamente del suo proprio, che largamente dello altrui. Et perche in queste cose non si può discendere all’ultimo individuo, intendiamo come già s’è detto, non di persuadere la meschinità, et la sordidezza, contra l’honorevolezza et decenza di quello stato che altrui può, et deve mantenere, ma solo si persuade la moderatione, et la frugalità, che non distrugge, anzi aiuta a mantener lungamente nelle famiglie, il decoro della vita civile. Oltra di questo è cosa molto utile, attendere alla conservatione de i vini, de i frumenti, et delle cose che annualmente si ripongono per il vitto humano, altrimenti quello che doveva bastar per l’anno intero, et più oltra, non supplisce, bene spesso per la metà. Il medesimo si dice delle supellettili, et di tutte le maniere d’instrumenti che si adoprano in casa, et fuori, i quali il buon governo mantiene, et se ne ha longo tempo buon servitio, senza dover di continuo far nove spese. Ma sopra tutto il nostro padre di famiglia ha da fuggire l’otio, et lo starsi con le mani à cintola, onde à suo tempo ha da applicar il figliuolo à qualche honesto esercitio conforme à lo stato, et inclinatione del giovane, di che si ragionarà in altro luogo, ma fra tanto continuando il nostro proposito dico, che il nostro buon padre deve insegnar al figliuolo lo accrescimento della roba con un modo molto honesto fra gli altri, et sicuro, cioè con la diligente cultura della terra, laquale come madre benigna, ci dà largo nutrimento, purche non siamo otiosi, nè negligenti a cultivarla, et è questo offitio molto proprio del padre di famiglia, haver intelligenza dell’agricultura, et procurar che i suoi campi siano ben cultivati, et benche sia occupato ne i negotii, et esercitii civili, vi sono però i suoi tempi del villeggiare, il che serve alla sanità, et alla cura domestica, et leggiamo di quegli antichi Romani, che erano buoni aratori, et anchor buoni Senatori, et buoni Capitani, onde si riputavano à grande honore esser ben intendenti et diligenti nell’agricultura, et da gli aratri esser chiamati à i consolati, et se bene io non dico assolutamente, che il nostro padre di famiglia faccia gli esercitii di villa, come ne anco lo escludo, secondo la convenienza del suo stato, purche ciò non sia impedimento di maggior bene, et di maggior servitio di Dio, et del prossimo, dico nondimeno ch’egli vi vada à tempo et luogo, et prenda diletto di vedere, et di intendere, et di commandare, et di far con effetto che i suoi terreni siano ben cultivati, et in somma tutte le cose rustiche, siano bene, et utilmente governate.