Trento e suoi contorni. Guida del viaggiatore/Istruzione pubblica

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Istruzione pubblica

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Industrie del Trentino Istituti pii
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ISTRUZIONE PUBBLICA




Scuola infantile.


        Fu aperta in Trento gli 11 agosto 1814 dal benemerito sacerdote Giovanni Zanella sovvenuto dalle pie contribuzioni di alcuni cittadini. È una provvida e veramente caritatevole istituzione diretta allo scopo di levare dalla pubblica via i ragazzini abbandonati a sè, e raccoglierli in convenevoli stanze ove sono ammaestrati, ed educati, e si ricreano in pari tempo con piacevoli convegni, e cogli esercizii ginnastici. L’istruzione è affidata a due maestre della quale approfittano 150 figliuoletti, che si dimettono all’età di sette anni.


Scuole elementari e reali inferiori.


        Si compongono d’una scuola reale inferiore incompleta di due corsi dipendente dalla Scuola elementare con quattro docenti. Una i. r. Scuola elementare maggiore di quattro classi, la prima delle quali suddivisa in due uditorii con cinque maestri ed un catechista, dalla quale i giovanetti passano al ginnasio, ed alla scuola reale. Sta unito a questo istituto un Corso di pedagogica per qualificare a maestri per tutto il Trentino. Una Scuola elementare minore comunale di tre classi con Scuola festiva e tre istruttori, ove anche al figlio del colono e dell’artigiano viene impartita una adatta istruzione. Tutti questi istituti dipendono dalla stessa Direzione. Non manca Trento anche di una Scuola serale invernale. [p. 132 modifica]

Civiche scuole tecniche.


Le dobbiamo alle elargizioni di alcuni benemeriti cittadini allo scopo di promuovere le arti ed industrie paesane, alle quali partecipano anche parecchi cittadini per ricrearsi ed erudirsi. Vi s’insegna la chimica applicata alle arti e la meccanica, ed amendue le scuole sono corredate di opportuni apparecchi e di macchine. Nascenti ancora raggiungeranno in avvenire maggior sviluppo, qualora non venga meno l’efficace patrocinio dei doviziosi ai quali devono la loro esistenza.


Scuola femminile.


Soppresso il convento delle madri Orsoline, che a beneficio delle fanciulle tenevano aperta una scuola in Trento, cessò ogni insegnamento pubblico per le ragazze fino a che Stefano Bellesini riaperse la scuola a spese del Municipio, la quale fu poi riformata (1825) sul modello delle scuole austriache. Nel 1847 l’istruzione fu affidata alle suore del Sacro Cuore di Gesù, che conservò tutte le classi come per lo passato.


Ginnasio liceale di Trento.


Il numero complessivo degli studenti che lo frequentarono in questi ultimi anni sale in circa a 350. Pria che si adottasse il recente sistema di studii, gli allievi ammontavano a 340, e a 130 quelli del liceo. Il complemento di tutti i ginnasii della provincia fu causa che scemasse il numero del centrale del Trentino. L’istruzione è commessa a undici professori compreso il direttore e due catechisti. Il grandioso nuovo edificio che accoglie la gioventù, gli spaziosi locali, il silenzio che lo circonda nell’angolo segregato ove sorge, la vicinanza della civica biblioteca e del museo nascente concorrono ad agevolare lo studio. [p. 133 modifica]

Studio teologico.


Francesco Saverio provvide allo ingrandimento del Seminario principesco vescovile di Trento colla demolizione della vicina chiesa del Carmine ricca di marmi, di stupendi altari, e sormontata d’una cupola abbellita di molti affreschi del Gresti d’Ala. Sotto il vescovo nominato fu levato al Seminario lo studio liceale, ed i teologhi dovettero frequentare i due corsi liceali al pari di chi si dedicava agli studii di legge e medicina. Di presente presiedono alla teologica istruzione un rettore, un direttore spirituale, ed un prefetto de’ cherici, e si ridussero le materie teologiche a quel numero ed ordine come si svolgono presso le università. Si espongono in quattro anni da sei professori approvati ai quali si aggiunge il professore di catechetica metodica. Si può ammettere che 150 cherici in circa sieno addetti al seminario.


Biblioteca e Museo.


La biblioteca della città di Trento è composta di varie biblioteche e collezioni donate alla città da privati, e di qualche migliaio di vecchi libri avanzati allo spoglio della biblioteca de’ principi vescovi e di alcune soppresse comunità religiose. Il primo fondamento fu posto da Giovanni Benedetto Gentilotti, già direttore della biblioteca imperiale di Vienna, che morì in Roma prima di assumere il possesso del principato di Trento. Un aumento considerevole le venne (1841) da Antonio Mazzetti il quale legava alla patria una collezione di opere stampate e manoscritte riguardanti le vicende politiche e civili del Trentino dai tempi più rimoti fino ai nostri dì. Componesi di circa undicimila e duecento tra opere e opuscoli impressi e di più di duemila manoscritti. Le opere a stampa della Mazzettiana si [p. 134 modifica] tono in due grandi categorie, l’una di opere di autori trentini, l’altra di estranei, che del Trentino si occuparono o toccarono per incidenza. Nella parte manoscritta si annoverano parecchie cronache, annali, diari inediti, diplomi, privilegi, statuti, atti principeschi, consolari, capitolari; senza parlare di una prodigiosa quantità di documenti e di lettere illustranti la storia d’Italia e di Germania, singolarmente nei tre ultimi secoli; di una buona copia con rilevantissime aggiunte del codice vanghiano pubblicato dall’I. R Accademia delle scienze in Vienna (1853), di cinquantadue MSS concernenti il concilio ecumenico tridentino, e di un gran numero di documenti relativi al paese, fatti trascrivere nelle principali biblioteche d’ltalia e particolarmente negli archivi diplomatici, di Milano, Mantova e Venezia. Il raccoglitore vi aggiunse lavori del proprio ingegno concernenti la storia trentina da lui pubblicati ed altri inediti di materie legali e letterarie, una biografia in tre volumi del conte Carlo Firmian governatore della Lombardia.

Un altro cittadino benemerito della biblioteca comunale fu il conte Benedetto Giovanelli podestà di Trento, il quale dopo ch’ebbe illustrata la storia patria con una serie di scritti archeologici molto lodati, volle, morendo nel 1846, arricchirla di una collezione preziosissima di oggetti archeologici. Consiste in un ricco medagliere, in una raccolta di varii pezzi antichi, non che libri e manoscritti spettanti alla scienza che professava. Il medagliere consta di diecimila e sessantatre monete per lo più greche e romane, centocinquantasette delle quali d’oro; tremila centoquarantanove di argento, e sei mila settecentocinquantasette di bronzo. La raccolta di antichità si compone di duecento novantasette diversi oggetti, tra statuette, vasi, utensili, pietre scolpite od incise ecc. e di molte medaglie [p. 135 modifica] nali e di suggelli del medio evo. I libri, le carte e le stampe attinenti alle scienze antiquarie ed etnologiche per la loro sceltezza e rarità corrispondono allo insieme della raccolta, il pregio della quale si accresce di molto se si considera l’ordine delle serie numismatiche e la sapiente illustrazione (*)

Non è molto che un’altro commendevole cittadino il celebre raccoglitore Tonelli legava al nostro museo una varia e ricca suppellettile di antichità etrusche, egiziane e chinesi assieme a molte monete.

Abbiamo in Trento un’altra privata collezione di cose antiche fatta per cura dello infaticabile antiquario il sacerdote Giovanni Zanella, che anch’egli conserva ceppi marmorei, lapidi, anfore, medaglie, monete, resti di sepolcreti, e così via, la quale pare destinata ad accrescere il patrimonio legato dal Giovanelli al patrio museo.

Finalmente per opera solerte e zelante di alcuni giovani trentini si va avviando un gabinetto di oggetti naturali. Francesco Ambrosi di Borgo, l’autore della Flora del Tirolo italiano, donò buon numero di piante nostrane abbiamo una eletta collezione d’insetti, e di conchiglie, alcuni saggi di mammiferi e di uccelli imbalsamati con molta diligenza, e dobbiamo a Leonardo de Liebener la ricca e completa collezione di minerali terrazzani che assieme agli animali fossili della raccolta Taxis-Scutellio offre istruttivo materiale agli studiosi del regno inorganico.

(*) Questi cenni gli abbiamo dessunti dalle Relazioni di seduta della I. Accademia delle scienze in Vienna.