Una Medaglia inedita de’ Principi Baciocchi

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Giovanni Sforza

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Una Medaglia inedita de’ Principi Baciocchi Intestazione 24 febbraio 2012 75% Numismatica

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UNA MEDAGLIA INEDITA


DE’ PRINCIPI BACIOCCHI


Rivista italiana di numismatica 1890 p 126.png


Domenico Massagli nella sua Storia della Zecca e delle monete lucchesi, che forma la Parte II del tomo XI delle Memorie e documenti per servire alla Storia di Lucca, nell’appendice (pp. 135-163) tratta anche de’ sigilli e delle medaglie, e tra le varie medaglie, coniate dai Principi Baciocchi, pone la seguente, della quale è opportuno che trascriva la illustrazione da esso fattane:


Medaglia d’argento della R. Accademia Lucchese, denominata Qvatvor viri.

D/ — Corona di lauro, e nel campo in tre linee: MVNIFICENTIA ― OPT • PRINC • ― A • CIↃIↃCCCXIII •

R/ — Nell’area inornata: IIII • VIRI — R • ACAD • LUC • A • NEG • ― FF • CVR .

[p. 120 modifica] “La storia letteraria di Lucca”, son sue parole, “ci mostra come la nostra città da oltre due secoli e mezzo ebbe sempre dentro le sue mura un consesso scientifico, che abbracciò poi anche le belle arti, il quale, sebbene sotto varie denominazioni, si è conservato fino ai nostri giorni, ed oggi è detto B. Accademia Lucchese di lettere, scienze ed arti.„

“La munificenza dei Principi Baciocchi volle nel 1812 onorare questa nostra celebre ed antichissima istituzione del nome dell’augusto capo della famiglia loro, ordinando che in luogo di chiamarsi, dal modesto titolo che allora portava, di Accademia degli Oscuri, chiamar si dovesse Imp. e Regia Accademia Napoleone.”

“È certo che nuovi statuti ed anche usi novelli dovettero naturalmente essere introdotti nel riordinamento di questa società (e ciò secondo la costumanza degli oltramontani, perchè tutto allora volevasi qua foggiato alla francese), fra i quali usi fu nel 1813 stabilito: che gli ufficiali di essa, perpetui, temporanei che fossero, entrando in ufficio dovessero ricevere una medaglia d’argento qual testimonianza dell’onorevole incarico loro affidato, per eccitare alle ricerche di storia patria, le quali dovevano da allora in poi formare subietto principalissimo degli studii di essa Accademia.”

“Quattro dunque essendo gli ufficiali, che allora, come adesso, componevano il seggio di questo nostro Istituto, non poteva la denominazione della medaglia essere più logicamente appropriata di quella che le fu imposta, voglio dire, medaglia dei Quatuor viri. Un bell’esemplare di essa trovasi [p. 121 modifica]presso di me, ed il conio originale è nella Biblioteca pubblica” .

È verissimo che a Lucca ebbe vita un’Accademia, che si chiamò degli Oscuri, fondata nel 1584 da Gio. Lorenzo Malpigli, amico costante anche nelle sventure di Torquato Tasso; e che, per volontà de’ Principi Baciocchi, mutò poi il suo modesto nome in quello di Accademia Napoleone; ma è falso che ciò seguisse nel 1812; com’è falso pure che questa medaglia venisse fatta coniare dai Baciocchi. Il Massagli ha preso un grosso abbaglio nel leggerne e nel trascriverne la leggenda, che non porta scritto A. clↄlↄcccxiil, ma clↄlↄcccxxiil, e per conseguenza non appartiene alla Signoria de’ Baciocchi, che durò dal 1805 al 1814, ma a quella dei Borboni, che, cominciata nel 1817, finì nel 1847.

Il 14 luglio del 1805 Elisa sorella di Napoleone e il marito di lei Felice Baciocchi presero a reggere il Principato di Lucca. Con decreto del 15 agosto del medesimo anno la vecchia Accademia degli Oscuri fu chiamata Accademia Napoleone. I Principi fondarono “sulle loro rendite quattro premi di lire 300 l’uno”, consistenti “in una medaglia d’oro, avente da una parte l’effigie delle LL. AA. e dall’altra queste parole: Premio dato al Signore..., da conferirsi, una a chi avrà fatto la migliore opera sopra una questione che la classe delle scienze proporrà il 18 maggio di ogni anno”; una a chi ”avrà meglio trattato una questione politica, o un soggetto d’eloquenza”; una a chi ”avrà fatto il miglior pezzo di poesia”; e una a chi ” avrà fatto l’opera migliore di pittura e di scultura, o di architettura, o di musica”.

[p. 122 modifica] Quando si venne poi all’atto di conferire i premii, si dette l’incarico al Santarelli di coniare la medaglia, e riuscì bellissima. Vi fu incisa l’effigie di Felice e d’Elisa, come voleva il decreto di fondazione, ma la leggenda del rovescio venne mutata.

Presso gli eredi del celebre criminalista pisano Giovanni Carmignani, che fu il primo de’ premiati, se ne conserva un esemplare in oro, ed è quello stesso che gli conferì l’Accademia. Se ne tirarono anche in argento, per darle ai concorrenti che avessere riportato l’accessit; ma quelle d’argento sono anche più rare assai di quelle d’oro. Trattandosi pertanto d’una medaglia, non solo inedita, ma affatto sconosciuta, e per giunta quasi introvabile, essendone stato messo fuori un numero ristrettissimo d’esemplari, non sarà sgradito che la descriva e la riproduca.

Diam. mm. 47.

D/ — Busti di Elisa, a destra, e di Felice I, a sinistra, uno di faccia all’altro. In giro: ELISA • NAPOL • AVG • SOROR • ET • FELIX • I • PRINCC • LVCAE • ET • PLVMBINI. Sotto il taglio de’ busti: Santarelli f.

R/ — Corona di due rami, d’alloro e di quercia, incrociati e annodati in basso. Nel campo, in due linee: DIGNIORIBVS — MVNERANDIS. In giro: ACAD • LVCENSIVM • NAPOLEONEA • INSTITVTA • A • M • DCCC • V • FELICITER.

Massa, 15 Gennaio 1890.