Viaggio sentimentale di Yorick (Laterza, 1920)/XXXII. Il polso

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XXXII. Il polso

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Laurence Sterne - Viaggio sentimentale di Yorick (1768)
Traduzione dall'inglese di Ugo Foscolo (1813)
XXXII. Il polso
XXXI. La perrucca XXXIII. Il marito
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XXXII

IL POLSO

PARIGI

Siate pur benedette, o lievissime cortesie! voi spianate il sentiero alla vita, voi, gareggiando con la Bellezza e le Grazie, che fanno alla prima occhiata germinare in petto l’amore, voi disserrate ospitalmente la porta al timido forestiero1. [p. 61 modifica]

— Di grazia, madame, favorisca di dirmi da che parte si va egli all’Opéra comique?

— Volentierissimo, monsieur —mi diss’ella; e lasciò il suo lavoro da parte.

Camminando, io aveva alla sfuggita spiato mezza dozzina di botteghe per discernere un viso, il quale verosimilmente non si turbasse alla mia improvvisa domanda, finché questa m’andò a genio, ed entrai.

Sedeva nel fondo della bottega, sovra una poltroncina rimpetto all’uscio, e lavorava un paio di manichini.

Très volontiers; — e, cosí dicendo, posava il lavoro sopra una sedia vicina. — Volentierissimo; — e si rizzò con si lieto atto e con sembiante si lieto, che, s’io avessi speso seco cinquanta louis d’or, avrei detto: — La è donna riconoscente. —

— Volti, monsieur, — mi diceva, accompagnandomi sino all’uscio ed additandomi a capo di quella via la strada ch’io doveva tenere: — volti prima a mano manca. Mais prenez garde: le cantonate sono due; faccia due passi di piú, e pigli la seconda; poi tiri un po’ innanzi, e vedrà una chiesa; e come l’avrà passata, piacciale di voltare subito a mano ritta, e si troverà a dirittura a’ piedi del Pont-neuf, dove ognuno, s’Ella vorrà degnarsi di chiederne, si compiacerà d’avviarla. —

E mi ripeteva tre volte gli avvisi, e tanto alla prima quanto alla terza volta con la medesima cordiale pazienza: e se i toni e i modi hanno pure un significato (e l’hanno di certo, fuorché per l’anime che fanno le sorde), l’avresti detta veramente sollecita ch’io non mi smarrissi.

Né supporrò che la gioventú e l’avvenenza (era nondimeno bellissima fra quante grisettes io mai vedessi in mia vita) mi facessero piú grato alla cortesia; questo so, che, mentre io le [p. 62 modifica] diceva quanto gliene fossi obbligato, io teneva tutti gli occhi ne’ suoi, e ch’io le ripeteva i ringraziamenti quant’essa m’aveva ripetuti gli avvisi.

Né io m’era dilungato dieci passi dall’uscio, quando m’accorsi ch’io non sapeva piú sillaba di ciò ch’ella mi aveva insegnato: però, volgendomi, e vedendola tuttavia su la soglia, quasi badando s’io pigliava la buona strada, me ne tornai per domandarle se la prima cantonata era a mano destra o sinistra. — Me ne sono affatto dimenticato.

— Possibile! — mi diss’ella, e sorrise.

— Possibilissimo — rispos’io — per chi pensa piú alla persona che a’ suoi buoni consigli. —

Ed era la verità schietta; e la bellissima grisette se la pigliò com’ogni donna si piglia le cose di sua ragione, con una riverenza.

Attendez! — mi soggiunse, posando una mano sovra il mio braccio per trattenermi; e diceva nel fondachetto interno a un suo fattorino che allestisse un pacchetto di guanti. — Sto per mandare verso quelle parti — seguitò a dirmi; — e se a lei non rincresce di soffermarsi, il fattorino si spiccia a momenti, e la servirà sino all’Opéra. — M innoltrai dunque seco nella bottega: e mentr’io toglieva dalla sedia, quasi volessi sedermivi, il manichino che essa vi aveva lasciato, la bellissima grisette adagiavasi nella sua poltroncina, ed io m’assisi tosto al suo fianco.

— Si spiccia a momenti — diss’ella.

— E in questi momenti bramerei — le dissi io — di poter rispondere con una gentilezza a tanti favori. Tutti possono fare un atto accidentale di bontà; ma la continuità fa vedere che la bontà vive nella tempra della persona: e davvero che, se il medesimo sangue che sgorga dal cuore discende anche all’estremità — e la toccai presso al polso, — voi fra tutte le donne avrete sicuramente polso migliore.

— Lo tasti — diss’ella, porgendomi il braccio.

Io posai il mio cappello; misi in una delle mie mani la sua; e applicai le due prime dita dell’altra mia mano all’arteria. [p. 63 modifica]

Deh! perché il cielo, Eugenio mio2, non volle che tu allora passassi a vedermi seduto, in abito nero, con questa mia faccia svenevolmente cachettica3, intento a contare ad una ad una le pulsazioni, e con gravissima applicazione, come s’io mi stessi esplorando il periodo critico della sua febbre: oh quanto t’avrei veduto ridere e moralizzare su la nu’»va mia professione! E, quando tu avessi finito di ridere e di moralizzare a tuo senno: — Fidati, Eugenio mio — t’avrei detto; — vedrai il mondo affaccendarsi peggiormente che a tastare il polso a una donna4.

— Ma d’una grisette? — dirai tu — e in una spalancata bottega? Yorick!

— Meglio: quando ho rette intenzioni, non ne do nulla che l’universo non mi veda o mi veda col polso fra le dita. —

Note

  1. Oltre la Bibbia, di cui andiamo riferendo i passi che possiamo riscontrare, Yorick meditava assiduamente e imitava il pantagruelismo. Shakespeare, Don Chisciotte e Montaigne; e basti in prova il seguente passo: «C’est une tris utile science que la science de l’entregent Elle est, comme la grace et la beauté conciliatrice des premiers abords de la société et familiarité; et par consequent nous ouvre la porte» Montaigne, liv. i, cap. 13. E Dante aveva detto: «disserrare la porta del piacere» Parad., xi, 60 [F.].
  2. Leggesi nella Vita dí Tristano Shandy che questo Eugenio era uomo savio e amico sviscerato di Yoiick, a cui faceva molti sermoni paterni per camparlo dalla vendetta degli uomini gravi, che Yorick provocava co’ suoi motteggi, e che finalmente lo ridussero a morte. Eugenio allora, tuttoché uomo savio, non abbandonò l’indocile amico. E vi fu chi, abusando del nome d’Eugenio, stampò il Supplemento del Viaggio sentimentale, e ch’io non ho letto per un ridicolo ma naturale ribrezzo ch’io ho, vedendo le braccia, le teste ed i nasi appiccati alle pitture e alle statue degli artefici morti [F.].
  3. «Lack a-day-sical»: mosaico di quattro parole inventato dall’autore; e chi sa meglio d’inglese lo spieghi a suo genio; da che io e tutti i vocabolaristi e grammatici abbiamo appena potuto intendere l’ultima voce, che vuol dire «malaticcio» [F.].
  4. Dicesi che Yorick s’era lascialo scorgere anche nella sua parrocchia a far da medico ad una giovine: e tutte le persone piú ecclesiastiche che cristiane «s’affaccendarono» a scandalizzare l’ovile, gridando che erano state scandalizzate dal pastore [F.].