Amor, dolce signore

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Giovanni Boccaccio

XIV secolo A Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu ballate Letteratura Amor, dolce signore Intestazione 7 ottobre 2016 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime scelte di poeti del secolo XIV/Giovanni Boccacci


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     Amor, dolce signore,
Poi c’hai il nostro cuore in tua balìa,
Per dio, fanne contente.
     Tu se’ nostro signor caro e verace,
5E noi così volemo;
Tu se’ colui che ne può render pace
Nel gran disio che avemo.
Però quanto potemo
Preghiam tua signorìa,
10Che in vêr di noi si porti umilemente.
     Noi siam qui giovinette, e tu il ti sai
Che poco di gravezza
Che noi sentiam ci par sentire assai.
Però la tua grandezza
15A chiunque la sprezza.
Signor, falla sentire;
Chè a noi non cal, che siam tue veramente.
     Fa’ sentire a coloro il tuo valore.
Che si fanno chiamare
20Innamorati senza farti onore:
Che se tu fai provare
Lor quanto tu puoi fare,
Saranno innamorati;
E noi ti loderem più degnamente.
25     Noi ardiam tutte per la tua virtute
Nel tuo cocente foco,
Per dio, mercè! deh, donaci salute
Anzi che mutiam loco!
Che già a poco a poco
30Per te ci consumiamo.
Se tu non ci soccorri tostamente.
     Fa’, signor nostro, gli animi pietosi
Degli nostri amadori;
Raffrena alquanto i lor atti orgogliosi
35Con più aspri dolori
Che non hanno ne’ cori;

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Sicché la nostra pena
E’ provi come noi chi non la sente.
     Entra in gli orecchi qui, ballata, avanti
40Ad Amor nostro sire:
E, come tu pietosamente canti
I nostri aspri martìri,
Fa’ che pregando il giri
A darci tosto gioia,
45Prima che ei n’uccida crudelmente.