Amor, la dolce vista di pietate

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Cino da Pistoia

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   Amor, la dolce vista di pietate,
Ch’è sconsolata in gran desìo, sovente
Meco si vene a doler ne la mente
Del mio tormento e dell’atto sdegnoso
5Di quella bella donna, a cui son servo:
E nato è in questa vertute il desìo
D’ornar il suo bell’aspetto vezzoso.
Lo qual adoro più ch’io non osservo:
Ella non degna, o dolce signor mio.
10Deh spandi in lei la tua vertù sì ch’io
Con pietà veggia tua stella lucente,
E spenga l’atto che mi fa dolente.