Argonauta

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Mario Rapisardi

XIX secolo A Indice:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu Poesie Letteratura Argonauta Intestazione 24 febbraio 2016 100% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta L'Empedocle ed altri versi


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ARGONAUTA





Or che sorte al ciel silente
     Le pensose ombre già sono,
     Alla fervida corrente
     4De’ miei sogni io m’abbandono.

Muta al magico battello
     Veglia l’anima, e s’affida
     Di rapir l’aurato vello
     8A la Colchide omicida.

Ove tendi, audace? Oscura
     L’aria a te stringesi intorno;
     Qui sol regna la Natura;
     12Non è questo il tuo soggiorno.

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Urli indarno; in qual sia loco
     S’apre un regno al pensier mio;
     Serve a me la terra e il foco,
     16L’aria e l’acqua, il tempo e Dio.

Ecco, pullula d’aspetti
     Mostruosi il mare: io tendo
     L’arco, e sfolgoro d’eletti
     20Dardi il core al vulgo orrendo.

Fra cozzanti isole al polo
     Salta il mare infellonito;
     Ma quiete a un tocco solo
     24Del mio pollice erudito

Stan le intente isole; chiara
     L’onda ammuta e il dorso porge,
     Mentre all’aria, che si schiara,
     28L’inno mio placido sorge.

Che vuoi tu, splendida immago
     Che fra cielo e mar sorridi?
     De’ tuoi baci io non son vago,
     32Chè ben so che baci e uccidi.

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Non è questo il lido bieco
     Del dedaleo labirinto?
     Vieni, Amor; se tu sei meco,
     36Griderò fra poco: ho vinto!



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