Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica/VII

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Valle Seriana

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VI VIII


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CAPITOLO VII.


VALLE SERIANA




Partenza: Stazione per la Valle Seriana che trovasi a sinistra della stazione ferroviaria rete Adriatica.

7 km. Alzano (281 m.), che con Alzano superiore conta 4000 ab. circa. Ha importanti stabilimenti e fra gli altri il grandioso cantiere di cementi della Ditta Fratelli Pesenti. Nella chiesa di S. Martino si conservano: la Morte di S. Pietro Martire, un capolavoro del Lotto e nella sacristia delle belle sculture in legno del Fantoni.

Passeggiate ed escursioni:

1. a Poscante e Zogno per la Forcella del Monte di Nese (864 m.). — Una carrozzabile, passando per Nese (303 m.), risale la valletta di Nese, indi una mulattiera, girando a N. del Monte Cavallo (991 m.), passa la Forcella e conduce a Poscante (421 m.) di dove una carrozzabile (3 km.) conduce a Zogno in Valle Brembana (V. cap. II-1).

Questa gita può essere combinata coll’ascensione al Canto Alto (v. Zogno, cap. II-1).

2. a Zogno per Salmezza (7 ore). — Si va a Lonno (702 m.), risalendo la valletta di Nese (1 ora e 30). Si lascia a E. la vetta del Monte Podona (1228 m.), di dove una buona mulattiera conduce a Salmezza (1056 m.); toccato il punto culminante a 1100 m., sul fianco E. della Corna Bianca (1230 m.) si scende, per S. Marco (966 m.) ed Endenna (401 m.), a Zogno.

3. ad Ambria e Selvino per Capo di Selvino (836 m.). Passando ancora per Lonno si va a Capo di Selvino, di dove si può raggiungere: Selvino (962 m.), frequentato d’estate per la sua bella posizione, oppure scendere per Rigosa (675 m.) e la Valle dell’Ambriola ad Ambria (324 m.), allo sbocco di Valle Serina e distante due km. da Zogno (v. cap. III-1).

10 km. Nembro (374 m.; 3700 ab.), centro industriale.

Una carrozzabile passando per Cenate conduce a Trescorre (12 km.; v. cap. I-5 a).

Nembro è il miglior punto di partenza per l’ascensione

al Monte Misma (1160 m.). — Varcato il Serio, si segue per buon tratto la carrozzabile per Trescorre, indi pel Costone di Gavarno in 2 ore 30 si raggiunge la sommità. — Si può discendere: dal lato S. passando per S. Maria di Misma (832 m.) a Cenate e Trescorre, o dal lato N. (la più raccomandabile) visitando le cave di pietre coti nella Valle dei Prigionieri, a

[p. 67 modifica]Pradalunga (337 m.) villaggio sulla s. del Serio a 20 min. dalla stazione di Albino.

13 km. Albino (347 m.; 4000 ab.), con importanti cotonifici. Possiede nella parrocchiale bei quadri: un’ancona rappresentante la SS. Trinità di G. B. Moroni, nativo del vicino villaggio di Bondo Petello; il Redentore colla croce, dello stesso; un’Annunciata di Enea Tapino ed altri quadri di buoni autori.

La linea sale in parte, sopra archi, sul letto del Serio.

Passeggiate ed Escursioni:

1. a Selvino (v. da Alzano) ed alla strada dei Trafficanti, con una comoda mulattiera che segue la destra della Valle d’Albino.

2. alle Corna d’Aviatico. — Una carrozzabile, conduce in 20 min. a Bondo Petello (382 m.) nella chiesa, l’invocazione di Santa Barbara del Moroni e di là una buona mulattiera ad Aviatico, (1022 m.) ed alle Corne d’Aviatico, che formano la cresta fra il Monte Cornagiera ed il Monte Pojeto (1360 m.) che si possono salire in 3 ore da Albino.

3. a Mologno in Val Cavallina, per la Val Luglio ed il Colle Gal (764 m.; 3 ore 30).

17 km. Cene (364 m.). Importanti cotonifici.

Una carrozzabile conduce a Ranzonico in Val Cavallina, per la Val Rossa e la Forcella di Bianzano (664 m,; 4 ore).

18 km. Gazzaniga (370 m.) e Fiorano, località posta all’entrata della Valle di Gandino.

a 6 km. Gandino (550 m.; 4000 ab.; strada carrozzabile), ove fiorisce l’industria dei pannilani.

Nella chiesa si conservano molti paramenti antichi ed oggetti d’arte di molto valore.

Passeggiate ed escursioni:

1. al Pizzo Formico (1637 m.), che si sale comodamente in 2 ore.

2. a Clusone (v. cap. VIII) per il Colle di Fogarolo (1482 m.) e per la Forcella Larga (1467 m.), situati ad E. della vetta dei Pizzo Formico (4 ore e 30).

3. alla vetta dei Monti Grioni (1380 m.), Sporavera (1369 m.) e Palandone (1358 m.), che s’innalzano alla testa di Val Piana fra la Val Gandino e la Val Cavallina (3 ore e 30).

4. ad Endine (340 m.) in Val Cavallina, per la Forcella di Ranzanico (961 m.) in 3 ore circa.

20 km. Vertova. La linea segue il Serio e sorpassa il Bondo, che scende dalle colline di s.; più avanti si attraversano il Riso e la Nossa.

27 km. Ponte di Nossa, allo sbocco della Valle Nossana e sede dell’importante Cotonificio Bergamasco. — Degna di visita è la sorgente del torrente Nossa, che nasce a circa 10 min. dalla strada carrozzabile.

Passeggiate ed escursioni:

1. ad Oltre il Colle per Oneta ed il passo della Crocetta (v. cap. III) in senso inverso.

2. a Serina e San Giovanni Bianco, per Oneta (v. cap. II e III).

[p. 69 modifica]29 km. Ponte della Selva, oggidì ultima staziona della ferrovia.

Una strada, passando per Clusone conduce a Lovere sul Lago d’Iseo, (vedi Cap. IX-1 a), ed a Vilminore e Schilpario in Val di Scalve (v. cap. VIII).

Ponte della Selva e Clusone sono il punto di partenza per visitare le Alpi Bergamasche.

A Ponte della Selva la strada si biforca: il ramo di destra passa il fiume e conduce a Clusone (v. cap. VIII); l’altro segue la destra della Valle, per riunirsi poi, al Ponte di Briolta, alla strada proveniente da Clusone e che passa per Ogna che con Villa d’Ogna formano il comune di Oltresenda bassa.

Passeggiate ed Escursioni:

1. a Vilminore in vai di Scalve, per la Valzuria e per il Passo di Polzone (2080 m.; circa 12 ore).

La strada della Valzuria è carreggiabile, la maggior parte tagliata nel fianco del monte, e risale la riva sinistra del fiume Ogna.

Dopo un’ora circa di salita, s’incontra il paesetto di Nasolino (m. 744), frazione di Oltresenda Alta.

Segue poi Valzurio (m. 826) che dà il nome a questa Valle, detta appunto Valzuria, indi dopo 3/4 d’ora s’incontra un altro gruppo di case, Spinelli.

Proseguendo, passate le cascine Roncalli e Crescala, a sinistra della strada, s’arriva alle Stalle di Mùschel (m. 1260) cascina al di là del corso d’acqua che viene dalla Rigada, e dalla Presolana.

Dopo Mùschel, attraversato il letto della Rigada, la stradetta continua fino al deposito della barite, lasciando a destra, al di là della valle, sopra un dosso, la Malga di Pegarola Bassa (m. 1494).

Quando si è al deposito della barite, si volge un po’ a destra, verso mezzogiorno, e si sale pel bosco di pini alla fine del quale si trovano le baite di Verzola Bassa.

Da qui è meraviglioso ed imponente lo spettacolo. A destra, il masso enorme della Presolana che finisce a sinistra con un torrione a picco; attaccato a questo, al suo piede, seguitando a sinistra, una prima sella, poi una seconda detta di Scagnèl, dove è il Passo, poi, più a sinistra ancora, la Cima Verde (m. 2054), cono erboso, dopo il quale incominciano le rupi sterili del Ferrand; più in basso la pineta.

Due sono i valichi possibili: l’uno, quello detto Scagnèl: l’altro, quello della Cima Verde: e se si vuole sono anche tre, scendendo dal primo Scagnèl al Laghetto di Polzone.

Da Verzola Bassa, salita ripida per il sentiero sassoso, attraverso una pineta: al termine del bosco, trovasi un pascolo in dolce declivio. A sinistra si trova una muraglia di sassi bianchi, che sono la coda del Ferrand, che viene a congiungersi colla Cima Verde e col Scagnèl, al torrione della Presolana: a destra abbiamo riunite le tre baite ed il porcile della Malga di Pegarola Alta. Si lascia Pegarola Alta a destra, si raggiungono i sassi bianchi, e camminando lungo questi si volta verso il torrione della Presolana, andando fin contro ad esso, dove è precisamente il primo Scagnèl. Bisognerà camminare con precauzione lungo questi Scagnèi, essendo questa una ripa molto scoscesa e tutta di pietra friabile.

Scavalcato il primo Scagnèl (m. 2050 circa), si vede subito sotto, in una conca, il Laghetto di Polzone, (1833 m.), che

[p. 71 modifica]probabilmente sarà coperto di neve. Vi si può discendere a zig-zag, ma con precauzione giacchè non v’è sentiero, e la discesa è molto ripida.

Per uscire dalla conca si gira lungo la ripa di faccia alla discesa, e si trova subito il sentiero, che volge a sinistra, passa vicino ad una miniera abbandonata e si incontra con quello che scende dal vero Scagnèl, cioè il secondo.

Il secondo valico è quello del vero Scagnèl. Siccome per arrivare al primo si è dovuto passare davanti a questo così non resta altro a dire, che, appena fatto il Passo, si trova al di là un sentiero, che volge prima a destra, e poi, con giravolte scende fra le roccie ad incontrare quello che viene dal laghetto di Polzone. Questo sentiero poi continua verso mattina ed è raggiunto anch’esso più avanti da quello che scende dalla Cima Verde.

Il terzo valico è quello della Cima Verde; esso passa a sinistra del cono erboso e, girandolo da sinistra a destra, trova subito di là le baracche dei minatori.

La miniera fu messa in esercizio l’anno 1894.

Raggiunta la miniera, si trova anche il sentiero che scende e si incontra con quello che viene dallo Scagnèl, seguendo il quale si può in una oretta buona arrivare alla baita bassa di Polzone (m. 1600), che si distingue in distanza. Il sentiero segue sempre da sera a mattina il piede delle roccie del Ferrand.

Dalla baita bassa di Polzone si deve scendere a Teveno. Il sentiero è di faccia alla baita, nella valletta che guarda a mattina; esso scende per una ventina di passi, poi si perde. Allora bisogna prendere il bel mezzo della valletta, e fatta un’altra ventina di passi si trova subito a destra un sentiero, che scendendo nel boschetto, sempre alla destra della valle, mena fino ai prati, attraversa poi la valletta, passa a sinistra di questa sempre nei prati, ed arriva ad un ponticello, dopo il quale si sale a Teveno (m. 1118).

Da Teveno a Vilminore (v. più avanti da Bondione), strada, abbastanza buona. Si va a Bueggio (m. 1042) a da Bueggio a Vilminore (m. 1018, 1 ora; v. cap. VIII-1).

La strada passa poi per Ardesio (593 m.), in bella posizione e molto consigliabile soggiorno estivo. È un grosso villaggio già noto nel XI sec. per le sue miniere d’argento ed ora per cave di bei marmi.

8 km. Ponte di Briolta, passato il quale si segue la Vallata.

A questo ponte sbocca da O. la Val Canale, bagnata dall’Acqualina, e risalendo la quale si va:

a Roncobello, Laghi Gemelli, Branzi in Valle Brembana (v. cap. II)

ad Oltre il Colle e Serina in Valle Serina (v. cap. III)

Arrivati al Ponte Nuovo e ritornati alla sponda destra del Serio, si giunge in poco tempo a

11 km. Gromo (676 m.; 820 ab.), in pittoresca posizione sopra un poggio. Possiede le mine di un antico castello.

Gromo va diventando una frequentata stazione estiva grazie anche alla sua posizione che la rende buon centro di escursioni.

ai Laghi Gemelli, Branzi, e Roncobello in Valle Brembana per il passo d’Aviasco (v. cap. II)

ad Oltre il Colle e Serina in Valle Brembana (v. cap. III)

[p. 73 modifica]13 km. Gandellino (675 m.). Seguono Gromo S. Marino e Grabiasca.

17 km. Fiumenero (792 m.), piccolo villaggio sito in una gola della valle e dal quale per le Valli Frabiasca e Valsecca si va in Valle Brembana e di là per Cà San Marco in Valtellina (v. cap. III-).

22 km. Bondione (890 m. 300 ab.), ultimo villaggio della Valle Seriana. È centro importante di belle escursioni e l’Albergo della Cascata ad alcune centinaia di metri al di sopra del paese è soggiorno gradevole.

Due mulattiere rimontano da questa località le rive d. e s. (preferibile) del Serio e passando vicino a delle belle cascate e a due orridi chiamati Goi di Fonc (Gorgo dei Funghi) e Goi del Cà, (Gorgo del Cane), conducono in 2 ore.

alla Cascata del Serio, (1296 m.), situata su un bel vallone circondato da montagne coperte di neve. Essa forma tre salti d’un’altezza totale di circa 315 metri, di cui il superiore ne misura 166, il secondo 74 e l’inferiore 75. Si possono meglio ammirare e goderne la vista da un belvedere che dista 1 ora e 1/2 fra andata e ritorno dal rifugio, (v. qui sotto).

Al di sopra di questa cascata trovasi il Piano del Barbellino (1882 m.; 3 ore da Bondione), il vecchio rifugio del C.A.I. e dal quale si intraprendono le ascensioni al monte Gleno (2311 m.; 4 ore) ed al Picco di Coca (3052 m.; 5 ore).

A 3/4 d’ora più innanzi, in bella situazione trovasi il nuovo rifugio della sezione Bergamasca (1895) e dal quale, senza difficoltà in 4 ore si guadagna il Picco del Diavolo (2927 m.).

Dal rifugio, in 7-8 ore con una guida, si può per il Passo di Caronella (2311 m.) andare a Tresenda (vedi guida Lampugnani, Spluga, Engadina, e Valtellina).

Passeggiate ed Escursioni:

A Vilminore in Val di Scalve per il passo della Manina (1791 m.) Da Bondione una mulattiera conduce a Lizzola da dove per due vie si sale al Passo della Manina: l’una a sinistra pel colle di Fles: l’altra più a destra, e che è la più comune, detta del Boschetto. Bisogna notare che il Passo da Lizzola non si può scorgere e resta a sinistra del colle che sta dirimpetto al paese.

La prima via, è quella indicata dal sentiero che sale sul fianco destro del colle, verso mattina, avendo la valle a sinistra, e si innalza comodamente fino ad incontrare un forno minerale: qui volge un poco a destra verso S. e in poco più di mezz’ora arriva al Passo. Questa via però è assai più lunga dell’altra. Cosicchè l’altra è preferibile.

La seconda incomincia ai confini del paese colla stradetta, che va in linea retta e sulla quale scorre un po’ d’acqua. Giunti in capo alla stradetta si incomincia la salita voltando alcun poco a destra per raggiungere la baita, che si trova sopra un piccolo [p. 74 modifica]ripiano. Da qui si sale volgendo verso mattina e riprendendo il sentiero fatto dalle slitte, che mena sul primo dosso. Non si può sbagliare tenendo sempre presente alla mente la posizione in cui trovasi il Passo, cioè a sinistra in alto, mentre a destra sta la valle e di là il monte che conduce a Vigna Vaga.

Si segue la salita pel boschetto, e si trova il sentiero quasi piano che va diritto a mattina e conduce in 20 minuti al Passo (m. 1797), ove a destra e’ è un roccolo, e più sotto nella valle di Scalve, i forni nei quali si cuoce il minerale.

Dal Passo si scende pel sentiero più alto ai forni, nei quali, come già dissi, si cuoce il minerale di ferro scavato sul luogo, che poi, ridotto in frantumi, viene colle slitte trascinato sino a Teveno, e di là sulla strada carrozzabile, caricato e trasportato a Castro ai forni fusorii del Gregorini.

Dai forni due sono i sentieri che scendono; l’uno quello alto e largo, con lo sfregamento dei ferri delle slitte: l’altro più. basso e più stretto. È meglio servirsi di quell’alto, usando però attenzione per non sdrucciolare, quantunque anche nel caso di cadute, non vi sia pericolo nè di burroni nè di precipizi.

In 3/4 d’ora si arriva a Nona (m. 1406), piccola frazione del Comune di Oltrepovo, composto delle quattro frazioni di Nona, Pezzola, Bueggio e Teleno, che è la principale.

Da Nona due sono le vie per Vilminore: la prima per Pezzolo, Teveno e Bueggio; la seconda per le rupi strette e Ponte del Gleno.

La prima via è quella a destra della chiesina di Nona, la quale continua in discesa fino a Pezzolo (m. 1220) e la giunta invece di prendere la discesa, va diritta fino a Polza, piccola frazione: da Polza voltando a sinistra, arriva a Bueggio (m. 1042), e da Bueggio, attraversato il ponte del Povo, dove c’è un mulino, scende a Vilminore.

La seconda via passa a sinistra della chiesina di Nona. diventa subito sentiero mulattiero e si inoltra nella valle di Gleno, scendendo fino al ponte del Gleno, costruito nel 1552. Passati al di là del Ponte, si trova subito un sentiero che si arrampica a sinistra: esso sale a Pianezza (m. 1252), frazione di Vilminore, appollaiata sopra un dosso: il sentiero che conduce a Vilminore va invece piano, ed è abbastanza largo, lungo il corso della valle: gira il colle poi da destra a sinistra e reggiungendo il sentiero che viene da Pianezza, scende a Vilminore.

Però, quando si è al Ponte di Gleno, se non si vuol tenere il sentiero predetto, invece di attraversare il ponte per passare al lato sinistro della valle, si continua quello che sta a destra della valle stessa, e in mezz’ora si scende alle case di Bueggio, sbucando sul fianco destro della chiesina di questa frazione: si passa poi davanti alla facciata della chiesa, e, continuando la strada, si incontra subito il mulino sul Povo e di là, in altra mezz’ora, Vilminore (m. 1018; v. cap. VIII-1).



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Selvino


Selvino.



Valle Seriana ― Ponte di Cene


Valle Seriana ― Ponte di Cene.


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Vertova


Vertova.



S. Rocco - Gandino - Via agli Edifici


S. Rocco — Gandino — Via agli Edifici.


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Ponte della Selva


Ponte della Selva.



Gromo


Gromo.


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Cascate del Serio


CASCATE DEL SERIO.