Chi l'ha detto?/Parte prima/29

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§ 29. Fatti e parole

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§ 29.



Fatti e parole





Dal detto al fatto c’è un gran tratto, ovvero dal dire al fare c’è di mezzo il mare: e questi proverbi sono così calzanti, e così vivi, che non si è sentito il bisogno di sostituirvi frase alcuna tolta dall’armamentario letterario classico e moderno. Invece ci compiacciamo a ripetere la risposta di Amleto a Polonio che gli domanda che cosa legge:

488.   Words! words! words!1

(Shakespeare, Hamlet, a. II. sc. 2.).
e la drammatica frase tolta al nostro teatro contemporaneo:

489.   Chi lo dice non lo fa!

Si parla del suicidio; ed è frase ripetuta più volte nel dramma omonimo di P. Ferrari; forse la si diceva assai prima di lui: ma Uberto alla fine del primo atto, scaricandosi la rivoltella alla gola, corregge:

Chi non lo dice lo fa!

Un’altra suicida disse:

490.        ..... Almen la destra io ratta
  Ebbi al par che la lingua.

(Alfieri, Mirra, tragedia, a. V, sc. 2.).
Si può citare in questo paragrafo anche la sentenza biblica:

491.   Spiritus quidem promptus est, caro autem infirma.

(Evang. di S. Matteo, cap. XXVI. v. 41: - S. Marco, cap. XIV, v. 38.).
[p. 149 modifica]che l’Ariosto così tradusse:

L’animo è pronto, ma il potere è zoppo.

(Orlando furioso, c. XXV, ott. 76)

e anche il Petrarca:

Lo spirito è pronto, ma la carne è stanca.

(Son. in vita di M. Laura, num. CLIV secondo il Marsand, com.: Rapido fiume, che d’alpestre vena; ed. Mestica, son. CLXXIII).

la frase di Plauto:

492.   Factum est illud; fieri infectum non potest.2

(Aulularia, a. IV, sc. 10, v. 11).
e la sentenza dantesca:

493.                  ..... La dimanda onesta
  Si dèe seguir con l’opera tacendo.

(Dante, Inferno, c. XXIV. v. 77-78.).
cioè a giusta dimanda non occorre risposta di parole ma di fatti, operando com’è richiesto.

Ricordo in fine il notissimo epigramma del Giusti a Gino Capponi:

494.   Gino mio, l’ingegno umano
     Partorì cose stupende,
     Quando l’uomo ebbe tra mano
     Meno libri e più faccende.


Note

  1. 488.   Parole! parole! parole!
  2. 492.   Il fatto è quello, e non si può fare che non sia fatto.