Da Lucrezio (libro secondo)

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latino

Tito Lucrezio Caro I secolo a.C. D XIX secolo Ugo Foscolo Poesie letteratura De rerum natura, libro II Intestazione 18 dicembre 2014 75% poesie

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De rerum natura, libro II12


. . . . . . . . .

Ché sovente dinanzi ai simulacri
Splendidi degli Dei cade immolato
Sulle fumanti-incenso are il vitello,
E dal petto gli sgorga un caldo fiume
5Di sangue. Intanto va l'orbata madre
Pei verdi campi errando (e impresse lascia
Del bipartito pié l'orme sul suolo),
Con gli occhi ricercando i luoghi intorno
Tutti quanti, se mai veder potesse
10Il suo figlio perduto; e soffermata
Empie il bosco frondoso di lamento.
Riede frequente a visitar le stalle,
Trafitta dal desio del suo giovenco.
Non l'erbe liete di rugiada, o i teneri
15Salci, non d'alto le fonti cadenti
Ponno il cuore allettarle, e l'improvvisa
Piaga sanar; né la beltà può d'altri
Vitelli gai pei fioriti paschi
Sviarla, e il duolo ristorar: cotanto
20Un che di proprio e al suo cor noto cerca!

Note

  1. Traduzione dal verso 352 al 367.
  2. Dobbiamo alla cortesia del signor Gregorio Gori la comunicazione di questo squarcio di traduzione foscoliana tolta da un foglio autografo da lui posseduto. — Il Carrer pubblicò anche il principio del Paradiso perduto del Milton, come traduzione del Foscolo; ma noi non l'abbiamo accolto in questo volume, perché quei pochi versi, seppure sono del nostro poeta, ci sembrano soltanto un primo abbozzo.